Il chiostro e l’ex Chiesa della Carità restaurati con il PNRR
CITTÀ DI CASTELLO, 18-03-2026 – Il cuore antico della città recupera la sua funzione sociale e la sua magnificenza architettonica. Con l’ultimazione dei lavori presso il complesso di San Domenico e l’ex Chiesa della Carità, la municipalità tifernate restituisce alla collettività un polo identitario di inestimabile valore. L’operazione, costata complessivamente oltre 2,5 milioni di euro e sostenuta in larga parte dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, permette di riaprire spazi rimasti a lungo inaccessibili. Il sindaco Luca Secondi ha sottolineato come l’intervento rappresenti il fulcro di una strategia politica volta a trasformare i contenitori storici in centri vivi per la cultura e la socialità contemporanea, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.
Il progetto, firmato dall’architetto Valerio Borzacchini, ha affrontato la complessità di una struttura le cui radici affondano nel XII secolo. Gli interventi principali hanno riguardato il consolidamento delle strutture lignee e il recupero delle facciate esterne, con un’attenzione maniacale alla sostenibilità ambientale prescritta dalle normative europee. Un elemento di assoluta novità è l’abbattimento totale delle barriere architettoniche al piano terra, rendendo finalmente il complesso fruibile a ogni categoria di visitatore. L’integrazione di un nuovo sistema illuminotecnico, curato dalla ditta Cesaroni, è stata studiata per esaltare le linee rinascimentali e le testimonianze pittoriche emerse durante i lavori.
Uno dei tesori più preziosi recuperati è il ciclo di 32 lunette affrescate nel XVII secolo, opera di Giovan Battista Pacetti, detto lo Sguazzino, e di Salvi Castellucci. Le pitture, che narrano la vita della Beata Margherita della Metola, sono state sottoposte a una pulitura profonda e a un consolidamento della pellicola pittorica che ne ha ripristinato la brillantezza originale. Accanto al chiostro, l’ex Chiesa della Carità continua a sprigionare un fascino mistico: secondo diverse correnti di studio, l’edificio appartenne all’Ordine dei Cavalieri Templari. Gli affreschi interni, tra cui spicca una suggestiva rappresentazione dell’Ultima Cena, trasportano il visitatore in una dimensione storica ancora parzialmente avvolta nel mistero.

L’inaugurazione del complesso non è un evento isolato, ma si inserisce in un mosaico di riqualificazioni che sta interessando la Pinacoteca, la Biblioteca e le mura urbiche. L’amministrazione comunale ha rivendicato la scelta di cofinanziare le opere con risorse proprie, dimostrando una visione di lungo periodo che punta sulla bellezza come volano di crescita economica. L’obiettivo è creare una rete di luoghi monumentali che non siano solo musei silenziosi, ma spazi pulsanti per la vita pubblica. La gestione dei flussi e la programmazione di eventi culturali trasformeranno piazza dell’Archeologia e piazza delle Tabacchine in nuovi baricentri dell’aggregazione urbana.
Per permettere alla cittadinanza di riappropriarsi immediatamente di questi spazi, sono state calendarizzate due giornate di apertura straordinaria: domenica 22 e domenica 29 marzo 2026, dalle ore 15:00 alle ore 18:00.





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