Nuove dotazioni per l’ospedale di Città di Castello

Nuove dotazioni per l’ospedale di Città di Castello

Investimenti ospedalieri potenziano servizi e tecnologie avanzate

Città di Castello, 6 maggio 2026 – L’Azienda Usl Umbria 1 ha illustrato nel corso della riunione congiunta delle commissioni consiliari “Servizi e partecipazioni” ed “Economica” il piano di investimenti ospedalieri destinato a Città di Castello, finanziato grazie al Lascito Mariani. Un programma articolato, costruito per trasformare una donazione vincolata in un motore di sviluppo clinico, tecnologico e organizzativo, con l’obiettivo di ampliare l’offerta sanitaria dell’Alto Tevere e ridurre la necessità di spostamenti verso altri presidi regionali. Il sindaco Luca Secondi ha definito il progetto “una svolta concreta per i cittadini”, sottolineando come le nuove dotazioni permetteranno di attivare prestazioni finora non disponibili nel presidio tifernate. Il direttore generale dell’Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti, ha rimarcato che l’utilizzo del lascito rappresenta “un impegno morale oltre che amministrativo”, da tradurre in servizi misurabili, innovativi e capaci di rispondere ai bisogni reali della popolazione.

Un lascito trasformato in sviluppo sanitario

Il Lascito Mariani, pari a 3 milioni e 700 mila euro, fu donato al Comune di Città di Castello da Clara Mariani e successivamente trasferito all’Usl Umbria 1 dopo la firma del protocollo del 28 luglio 2020 tra amministrazione comunale, Regione Umbria e azienda sanitaria. La destinazione delle risorse è vincolata a finalità assistenziali e non può essere impiegata per spesa corrente, come ribadito anche dalla magistratura contabile.  La direzione aziendale ha evidenziato che il piano risponde pienamente allo spirito del lascito: rafforzare l’ospedale, migliorare la qualità delle cure e garantire un impatto tangibile sulla vita dei cittadini. L’intervento si concentra su cinque aree cliniche considerate strategiche: Diagnostica per immagini, Cardiologia, Oculistica, Urologia e Ginecologia, Stroke/Emergenza-Urgenza.

Diagnostica: risonanza potenziata e mammografo con tomosintesi

Il primo asse del programma riguarda la diagnostica avanzata. La nuova risonanza magnetica, operativa da ottobre 2025, ha già ampliato l’offerta del presidio. L’apparecchiatura è stata ulteriormente arricchita con bobine dedicate e un modulo di intelligenza artificiale che ottimizza la ricostruzione delle immagini, riduce i tempi di esame e migliora il comfort del paziente. Il piano prevede ora un ulteriore potenziamento della risonanza, con l’obiettivo di consolidare le prestazioni ad alta complessità, garantire continuità operativa e ridurre le liste d’attesa. L’integrazione di tecnologie avanzate permetterà di gestire un volume maggiore di esami e di ampliare la gamma diagnostica. Accanto alla risonanza, il progetto introduce un mammografo con tomosintesi, una piattaforma che supera lo screening tradizionale grazie alla capacità di ricostruire il seno in strati sottili. La maggiore accuratezza, soprattutto nei seni densi, riduce i richiami non necessari e consente di completare l’iter diagnostico con biopsie guidate direttamente dalla tomosintesi.

Cardiologia: gestione avanzata delle aritmie e interventistica dedicata

Il secondo pilastro riguarda la Cardiologia, con un investimento mirato alla gestione delle aritmie e allo sviluppo di attività elettrofisiologiche. L’Usl Umbria 1 prevede l’introduzione di strumentazioni di ultima generazione per eseguire studi elettrofisiologici e ablazioni, riducendo la necessità di trasferire i pazienti verso altri centri regionali. Il pacchetto tecnologico include anche un arco a C, fondamentale per supportare in sicurezza le procedure interventistiche. L’obiettivo è garantire diagnosi più tempestive, trattamenti più precisi e un percorso assistenziale completo all’interno dell’ospedale tifernate.

Oculistica: chirurgia 3D e diagnostica di nuova generazione

Un altro ambito di forte sviluppo è l’Oculistica, che sarà dotata di un microscopio operatorio 3D con possibilità di integrazione della tomografia a coerenza ottica intraoperatoria. Questa tecnologia consente al chirurgo di visualizzare in tempo reale i tessuti oculari con una definizione superiore, aumentando precisione e sicurezza. La diagnostica sarà potenziata con strumenti avanzati, tra cui l’angio-OCT, utile per analizzare la vascolarizzazione retinica senza iniezione di mezzo di contrasto. L’obiettivo è ridurre la mobilità passiva dei pazienti, soprattutto per i casi complessi che oggi richiedono trasferimenti verso centri specializzati.

Urologia e Ginecologia: mini-invasività e imaging ad alta definizione

Il piano prevede un importante investimento anche nell’area urologica e ginecologica, con l’introduzione di una colonna laparoscopica 3D/4K che migliora la qualità dell’immagine operatoria e consente interventi più precisi e meno invasivi. La chirurgia mini-invasiva riduce complicanze, tempi di recupero e impatto post-operatorio. Per la ginecologia è prevista una colonna dedicata per l’isteroscopia, utile per la diagnosi e il trattamento tempestivo di diverse patologie. L’obiettivo è rafforzare la presa in carico delle pazienti e ampliare le possibilità di trattamento senza ricorrere a trasferimenti.

Stroke Unit ed emergenza-urgenza: percorso potenziato per gli acuti

Il quinto asse riguarda l’area dell’emergenza-urgenza e la gestione dell’ictus. Il progetto prevede l’allestimento di una Stroke Unit dotata di monitoraggio clinico continuo e tecnologie dedicate per garantire standard assistenziali in linea con le moderne unità per il trattamento dell’ictus. Il potenziamento del percorso per i pazienti acuti mira a migliorare gli esiti funzionali, ridurre mortalità e disabilità e aumentare la sicurezza delle cure. L’investimento consentirà di gestire in modo più efficace le emergenze neurologiche e di rafforzare la risposta del presidio nei momenti critici.

Accanto agli interventi ospedalieri, l’Usl Umbria 1 ha confermato la disponibilità a un tavolo permanente di confronto con l’amministrazione comunale e le commissioni, insieme alla direzione di distretto. L’obiettivo è condividere l’orientamento delle risorse aggiuntive regionali previste dal PRINA e monitorare i bisogni del territorio. Le aree di attenzione includono residenzialità per anziani e RP, Alzheimer, salute mentale, SERD, neuropsichiatria infantile e adolescenza, disturbi del comportamento alimentare e servizi per le fragilità complesse.

Trasparenza e monitoraggio degli esiti

Per garantire massima trasparenza, l’Usl Umbria 1 ha annunciato una rendicontazione semestrale sugli effetti degli investimenti: volumi di attività, nuove prestazioni attivate, impatto sui tempi di attesa e riduzione dei trasferimenti. Un impegno che, secondo Ciotti, rappresenta “un modo serio per onorare lo spirito del lascito”.

Le parole del sindaco e la visione dell’amministrazione

Il sindaco Secondi ha espresso soddisfazione per la proposta dell’Usl Umbria 1, che recepisce l’impostazione politica sostenuta dal Comune nella commissione paritetica dedicata al Lascito Mariani. Le tecnologie introdotte, ha sottolineato, non sostituiranno quelle esistenti, ma aggiungeranno prestazioni nuove e necessarie. Secondi ha ricordato anche gli impegni assunti dall’azienda sanitaria per il potenziamento della medicina territoriale, con particolare attenzione alla non autosufficienza, alle malattie degenerative, alla neuropsichiatria e ai servizi per l’età evolutiva.

Il piano di investimenti ospedalieri rappresenta un passo decisivo per rafforzare il ruolo dell’ospedale di Città di Castello come presidio di riferimento per l’Alto Tevere, come riporta il comunicato di Marco Baruffi – Comune di Città di Castello. Le nuove tecnologie, la riorganizzazione dei percorsi e l’impegno alla trasparenza delineano un modello di sviluppo che unisce innovazione, responsabilità e attenzione ai bisogni reali della comunità.

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