Sostenibilità contro lo spreco a Città di Castello

Gli studenti del Franchetti Salviani vincono con il design

Sostenibilità contro lo spreco – La lotta allo spreco alimentare trova un nuovo e dinamico impulso in Umbria attraverso il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni. Durante la mattinata odierna, presso la residenza municipale di Città di Castello, è stato svelato ufficialmente il volto della campagna “Slow Food Bag”.

Il valore sociale della Slow Food Bag

L’iniziativa, nata dalla sinergia tra la Condotta Slow Food dell’Alta Umbria, l’amministrazione comunale e le principali associazioni di categoria, punta a trasformare radicalmente il rapporto tra consumatore e cibo residuo nei contesti della ristorazione e del commercio al dettaglio.

Il fulcro dell’operazione risiede nella sensibilizzazione collettiva: invitare i cittadini a superare le barriere culturali e a portare a casa alimenti o bevande non interamente consumati durante i pasti fuori casa. Roberta Nanni, fiduciaria della Condotta territoriale, ha ribadito con fermezza che il nutrimento deve essere considerato un bene comune e non una semplice merce di scambio. L’obiettivo è quello di abbattere drasticamente le perdite lungo la filiera, promuovendo un modello di consumo definito buono, pulito e giusto.

Creatività studentesca per l’ambiente

Il progetto ha tratto linfa vitale dal talento degli studenti dell’Istituto Franchetti Salviani. I ragazzi dell’indirizzo Grafica e Comunicazione hanno partecipato a un concorso di idee per la creazione dell’identità visiva dell’iniziativa. Tra i quarantaquattro elaborati presentati, la giuria ha premiato l’efficacia comunicativa di Lorenzo Baruffi, vincitore del primo premio, seguito da Celeste Malcangi e dal terzetto composto da Sofia Cesari, Gregory Bianconi e Mattia Marmo.

Il logo selezionato e il claim “se non lo mangi, portalo via!” diverranno il simbolo di una campagna capillare che nei prossimi mesi presidierà le vetrine e i tavoli delle attività tifernati. La dirigente scolastica Valeria Vaccari ha evidenziato come l’esperienza abbia permesso agli allievi di coniugare le competenze tecniche con una profonda riflessione etica sulla disparità di accesso alle risorse alimentari nel mondo.

Una rete territoriale contro gli sprechi

La risposta delle istituzioni e delle realtà produttive del comprensorio è stata immediata e compatta. Letizia Guerri, assessore con deleghe ai Servizi Educativi e al Commercio, ha sottolineato come la città abbia scelto di affrontare questa sfida con un autentico spirito di comunità, unendo scuola e mondo del lavoro. I dati nazionali d’altronde restano allarmanti, con oltre mezzo chilo di cibo edibile sprecato mediamente ogni settimana da ogni singolo cittadino.

Le associazioni di categoria, rappresentate da Flavio Benni per Confesercenti, Mauro Smacchia per Confcommercio e Samuele Tognaccioli per FIDA, hanno garantito il massimo supporto operativo. Gli esercenti saranno i principali veicoli di questo cambiamento culturale, incentivando l’adozione della borsa anti-spreco. La coordinatrice del progetto per Slow Food, Liliana Mascolo, ha infine rinnovato l’appello a fare squadra affinché l’iniziativa possa radicarsi stabilmente nelle abitudini quotidiane della popolazione umbra.

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