Giù le mani da Pietramelina, abbiamo già dato

Presunto inquinamento Pietramelina, M5S Umbertide presenta ordine del giorno
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PIETRAMELINA – Questa è la parola d’ordine della stragrande maggioranza della popolazione della zona organizzata nel Comitato Inceneritori Zero, nel Comitato Verde Pian d’Assino, nelle Pro Loco di Pierantonio e di S.Orfeto riuniti per dare vita al “Coordinamento Pietramelina”. Lo scopo è di proteggere il territorio dallo scempio ecologico in una delle vallate collinari più belle d’Italia e di salvaguardare la salute dei Cittadini. Nel 1984 nonostante la zona intorno a Montelovesco fosse considerata a pericolosità sismica e franosa, il comune di Perugia decise di costruire a Pietramelina una discarica per rifiuti tra le più grandi d’Europa. Tutti gli abitanti della zona sono stati soggetti nelle estati passate alla tortura quotidiana di un insostenibile fetore. Tutti, dopo la costruzione della discarica, hanno visto le limpide acque del torrente Mussino diventare nere per inquinamento da discarica prima di confluire nel sottostante Tevere.

Tutti hanno visto le colonne di fumo pieno di nano particelle di metalli pericolosi e diossine causate dai frequenti incendi alla discarica. E tutti hanno letto nelle cronache le condanne, in primo grado, di alcuni responsabili della discarica. La Regione Umbria nel 2008 fece richiesta alla Comunità Europea di includere i boschi di Montelovesco all’interno di un Sic, un sito di interesse comunitario, una zona particolarmente protetta, istituita per la conservazione dell’habitat naturale. Ora ci sorge un dubbio… si saranno mica sbagliati?! Già perché includere una discarica e un impianto per il trattamento della frazione umida dei rifiuti all’interno di un sito di interesse comunitario fa pensare ad uno sbaglio.

Oppure è lungimiranza? La discarica sarà presto piena e andrà bonificata, riportando tutto l’ecosistema alla antica conformazione, un habitat naturale, un sito di interesse comunitario. Ora che la discarica sta per essere bonificata come prevede la legge tutti gli abitanti si aspettavano di tornare a respirare. Invece, no. Da tempo correva voce di confini…di variazioni… di finanziamenti e altro. E qualche giorno fa, una nota sul sito web della Regione Umbria comunica la variazione dei confini approvata dalla Comunità Europea: la zona di Pietramelina è magicamente fuori dal sic. Un restringimento mirato, chirurgico.

Tutti a chiedersi come mai l’esclusione proprio alla vigilia della sua bonifica. La risposta è semplice e si racchiude in una parola: biodigestore, un eufemismo per definire il digestore anaerobico. La Regione Umbria ha finanziato parzialmente la costruzione di tre digestori anaerobici per un valore intorno ai 45 milioni di euro e uno lo vorrebbe piazzare a Pietramelina. Basta abbiamo già dato dice il coordinamento dei comitati ambientalisti e delle pro loco della zona situata a cavallo dei comuni di Perugia, Umbertide e Gubbio. Trenta anni di discarica gestita in maniera discutibile con annesso un impianto di compostaggio con i relativi disagi sono più che sufficienti. Costruire un digestore anaerobico per la produzione di metano? C’è il serio pericolo di inquinamento atmosferico con emissioni maleodoranti connesse.

Il tutto per ottenere i famigerati certificati verdi, anomalia tutta italiana, che altro non è che un modo legittimo ma alquanto discutibile per fare soldi. Non si privilegia la salute della comunità e dell’ambiente ma il mantenimento di un sistema malato. Non si cerca di incentivare seriamente la raccolta differenziata, il recupero e il riuso, il compostaggio domestico. Intanto aumentano le tasse sui rifiuti e i disagi per i cittadini per coprire i fallimenti della politica regionale dei rifiuti, per mantenere in vita cancri vecchi come le discariche e dare vita a cancri nuovi come i digestori anaerobici. Coordinamento Pietramelina. (Pro Loco di Pierantonio; Pro Loco di S. Orfeto; Comitato Inceneritori Zero; Comitato Verde di Pian d’Assino)

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