Distretto Alto Tevere interviene sul caso nel Comune di Umbertide
L’ambulatorio di Pierantonio resta al centro del confronto istituzionale dopo la decisione del medico di medicina generale di chiudere la sede secondaria nella frazione. L’Usl Umbria 1, intervenendo sulle dichiarazioni della vicesindaca di Umbertide riportate da alcuni organi di stampa, ha precisato in una nota la propria posizione, ricordando innanzitutto che i medici di base operano in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e che i costi relativi agli studi – primi o secondi – ricadono, salvo eccezioni, direttamente sul professionista.
Nel caso specifico, la scelta del medico è maturata dopo un percorso lungo e articolato, durante il quale il professionista aveva chiesto all’amministrazione comunale un supporto per individuare una sede alternativa. Una ricerca portata avanti anche con il Distretto Alto Tevere dell’Usl Umbria 1, che ha collaborato per garantire la continuità del servizio sul territorio, pur non potendo incidere sulle decisioni autonome del medico.
La struttura utilizzata fino ad oggi era stata giudicata non idonea dal Dipartimento di prevenzione nell’ultima verifica effettuata, con prescrizioni formali che escludono la possibilità di definirla “a norma per il settanta per cento”, come sostenuto in alcune dichiarazioni pubbliche. L’Azienda sanitaria ha inoltre chiarito che non esiste alcun accordo diretto con il proprietario dell’immobile, trattandosi di un contratto privato tra quest’ultimo e il medico.
In assenza di una soluzione condivisa con Comune e Usl, il professionista ha deciso di chiudere l’ambulatorio di Pierantonio, garantendo comunque le visite domiciliari ai pazienti fragili e l’emissione delle ricette elettroniche, che non richiedono spostamenti. Per tutte le altre necessità, gli assistiti potranno rivolgersi allo studio principale di Umbertide, distante otto chilometri.
L’Usl Umbria 1 ha inoltre ricordato che l’eventuale istituzione di una “zona carente di medicina generale” segue procedure definite dall’Accordo collettivo nazionale dell’assistenza primaria e dal successivo passaggio nel Comitato aziendale della medicina generale. Anche in questo caso, resterebbe comunque irrisolto il nodo della sede idonea.
La direzione distrettuale dell’Alto Tevere sta predisponendo una proposta al Comune per l’individuazione di un locale pubblico da destinare a studio medico, previa verifica dei requisiti necessari. L’amministrazione comunale ha confermato la volontà di mantenere un dialogo costante con l’Azienda sanitaria per arrivare a una soluzione. Qualora la sede individuata non risultasse adeguata, l’Usl ha ribadito la disponibilità a proseguire il confronto per riaprire un secondo ambulatorio nella frazione, considerato l’alto numero di assistiti residenti a Pierantonio.

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