Supporto sanità pubblica, odg approvato a Città di Castello

Supporto sanità pubblica, odg approvato a Città di Castello

Con i 13 voti favorevoli di Pd, Psi, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Castello Cambia e Civici X Città di Castello, i due voti contrari di Fratelli d’Italia e Castello Civica e l’astensione della Lista Civica Marinelli Sindaco, il consiglio comunale ha approvato l’ordine del giorno per il supporto della sanità pubblica a favore delle famiglie e delle donne,  contrario alla proposta di legge della Lega di modifica della legge regionale 09.04.2015 (Testo Unico in materia di Sanità), a firma dei consiglieri Emanuela Arcaleni (Castello Cambia); Luciana Bassini (Civici X Città di Castello); Gionata GatticchiFederico BevignaniRoberto BrunelliDomenico DurantiAlessandra ForiniMaria Grazia GiorgiMassimo MinciottiMonia Paradisi (Pd); Loriana GrasselliLuciano BacchettaLuigi GennariUgo Mauro Tanzi (Psi); Rosanna SabbaFabio Bellucci e Claudio Serafini (Lista Civica Luca Secondi Sindaco).


Fonte Ufficio Stampa
Comune di Città di Castello


L’assemblea ha impegnato il sindaco Luca Secondi e la giunta “ad operare quanto in proprio potere per ottenere l’incremento degli stanziamenti regionali già previsti in bilancio per il welfare, per destinarli al sistema sanitario pubblico e, nello specifico, ai consultori pubblici perché possano assolvere al loro compito di assistenza, sia per l’interruzione volontaria di gravidanza che per il sostegno alla gravidanza, per il rafforzamento delle risorse umane ed economiche, attraverso l’assunzione stabile di nuove e qualificate figure professionali, necessarie e previste per legge”;

“in merito all’iter della proposta di modifica della L.11del 9/04/2015, a sollecitare nelle sedi preposte l’audizione delle associazioni da sempre impegnate in merito quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: UDI Perugia, Terni Donne, RU 2020 Rete Umbra per l’autodeterminazione, Rete Antiviolenza Donne di Amelia, Omphalos, Famiglie Arcobaleno, E Se Domani, Agedo, Aladino”; “a rivolgersi all’assemblea legislativa regionale al fine di respingere le modifiche proposte al testo unico della L.R.09/04/2015 e di unirsi agli altri sindaci per proporre ad ANCI l’approvazione di un documento che sostenga le politiche di aiuto in termini di servizi e di supporto economico alle famiglie e si pronunci contro ogni modifica di legge che metta in discussione diritti acquisiti in termini di riconoscimento delle famiglie e delle libertà di scelta e autodeterminazione personali”.

La consigliera Emanuela Arcaleni (Castello Cambia) ha illustrato l’ordine del giorno segnalando che il documento è stato presentato in tutti i comuni dell’Alta Valle del Tevere ed evidenziando come la proposta di modifica della legge regionale depositata dalla Lega vada in “una direzione negativa per la condizione delle famiglie e delle donne”. La rappresentante della minoranza ha richiamato l’attenzione sulle perplessità riguardanti “la relazione causa-effetto che viene stabilita tra la lotta all’inverno demografico e la lotta all’interruzione volontaria di gravidanza”, l’indeterminatezza sull’assegno prenatale; sull’apertura a soggetti privati in affiancamento all’attività dei consultori pubblici; sul coinvolgimento del mondo dell’associazionismo senza sufficiente chiarezza sulle modalità e sui criteri; sull’elusione del ruolo dei centri di procreazione assistita; l’inappropriatezza delle previsioni operative della mediazione familiare.

“La sanità pubblica deve essere difesa e sostenuta nella sua attività, mentre viene proposta una visione che rispecchia la deriva verso l’intervento del privato a scapito del pubblico”, ha evidenziato Arcaleni. La consigliera Luciana Bassini (Civici X Città di Castello) ha rimarcato “la necessità di rivedere la legge regionale, che avevamo sostenuto all’epoca per gli spunti molto importanti e interessanti che riguardavano ad esempio il potenziamento dei consultori pubblici”. “Al di là delle buone intenzioni, ci sono punti che non vanno bene: la legge va rivista ovunque non sia rispettata la libera scelta della donna in tutte le sue decisioni”, ha chiarito Bassini. La consigliera Elda Rossi (Fratelli d’Italia) ha motivato il proprio voto contrario per l’impostazione data all’ordine del giorno. “Questa legge vuole combattere l’inverno demografico anche sostenendo la formazione e la nascita della famiglia, ci sono punti che potrebbero essere migliorabili, ma non si parla assolutamente di annullare i diritti acquisiti dalla donna”.

A parlare di “una proposta di modifica della legge regionale fortemente connotata dal punto di vista politico, che testimonia una volta di più a proposito della presidente Tesei come si possa essere donna ed essere contro i diritti delle donne” è stato il consigliere Gionata Gatticchi (Pd), che ha affermato: “è giusto portare il governo regionale quanto meno al confronto, rispetto a una visione che indebolisce i presidi pubblici in uno degli ambiti più importanti ai quali, invece, il pubblico è preposto”. “In nome della tradizione culturale della nostra città sull’emancipazione delle donne dobbiamo dire alla Regione che sta sbagliando”, ha concluso Gatticchi.

Il consigliere Andrea Lignani Marchesani (Castello Civica) ha replicato: “è vero che la sostanza politica di questa norma travalica anche il dettato giuridico, ma in questo caso è una delle cose in cui mi trovo d’accordo con la Regione, anzi io mi sarei anche spinto oltre”. “Questo ordine del giorno è denso di politica, vuole travestire da verità assolute quelli che sono solo legittimi punti di vista”, ha concluso Lignani Marchesani, preannunciando il proprio voto contrario.

1 Commento

  1. La sanità pubblica in umbria è stata distrutta dalle precedenti amministrazioni,basti pensare che una persona normale se voleva curarsi era costretta ad andare a pagamento o aspettare tempi lunghissimi per colpa anche di personale e tecnologie mancanti presenti solo negli ospedali più grandi (perugia e terni)

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