La Usl Umbria 1 avvia audit interno per chiarire i fatti
Approda al Ministero della Salute il caso di Sara Scarabicchi, la 44enne di Città di Castello deceduta poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale locale. La Usl Umbria 1 ha comunicato di aver trasmesso al dicastero guidato da Orazio Schillaci la segnalazione dell’episodio, in conformità con le procedure previste dalla normativa, e di aver avviato un audit clinico interno per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e verificare il rispetto dei protocolli sanitari.
La decisione arriva mentre la comunità tifernate resta scossa da una vicenda che ha sollevato interrogativi sulle modalità di gestione del caso clinico. La donna si era recata al pronto soccorso lamentando dolori al petto, vomito e diarrea. Dopo gli accertamenti, era stata dimessa poco prima delle 14. Meno di due ore più tardi è deceduta nella propria abitazione.
Secondo quanto emerso dai primi risultati dell’autopsia, eseguita nei giorni scorsi, la causa del decesso è stata la rottura di un aneurisma dell’aorta, che ha provocato un versamento di sangue nel pericardio impedendo al cuore di funzionare. Un evento acuto e improvviso, che – secondo i legali della famiglia – avrebbe potuto essere individuato con esami diagnostici più approfonditi, come una Tac, e forse trattato tempestivamente con un intervento chirurgico d’urgenza.
La procura di Perugia ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità e ha iscritto nel registro degli indagati i due medici di turno al pronto soccorso, entrambi trentenni, che avevano visitato la paziente e ne avevano disposto le dimissioni. L’indagine, coordinata dal magistrato di turno, punta a verificare se siano stati rispettati i protocolli di valutazione e se la diagnosi effettuata sia stata adeguata alla sintomatologia presentata.
Nel frattempo, la Usl Umbria 1 ha ribadito la volontà di garantire la massima trasparenza e collaborazione con l’autorità giudiziaria. L’audit interno, già programmato, mira a esaminare passo dopo passo il percorso clinico della paziente, con il coinvolgimento dei responsabili sanitari e dei professionisti in servizio quella mattina.
Il caso è stato segnalato anche al Ministero della Salute, che ne seguirà gli sviluppi nell’ambito delle verifiche previste per gli eventi avversi di rilevanza nazionale. L’attenzione del dicastero sarà concentrata sul rispetto delle procedure e sulla tempestività delle valutazioni diagnostiche.
In attesa del nulla osta della procura per la restituzione della salma, la famiglia di Sara Scarabicchi – il marito e il figlio – ha espresso la volontà di fare piena luce sulla tragedia. I funerali si terranno probabilmente martedì, in una città ancora profondamente colpita dal dolore.
Alla famiglia sono giunti i messaggi di cordoglio della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e della direzione sanitaria della Usl Umbria 1, che ha espresso vicinanza ai parenti della vittima e ha rinnovato l’impegno a chiarire ogni aspetto della vicenda, affinché sia fatta piena luce su quanto accaduto.

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