Il borgo umbro accoglie opere inedite del noto trasformista
Citerna, 13 05 2026 –Il Comune di Citerna si prepara a diventare il palcoscenico di un’importante riflessione sull’esistenza umana attraverso il linguaggio visivo, dal 17 maggio al 30 giugno 2026, il borgo umbro ospiterà la rassegna personale di Dario Ballantini, intitolata “Giganti fragili”. L’iniziativa nasce dalla sinergia con il Piccolomuseo di Fighille e si sviluppa come un itinerario culturale diffuso, capace di coinvolgere tre diversi siti espositivi di pregio storico. Il vernissage prenderà il via domenica 17 maggio alle ore 16.00 in piazza Scipioni, con il primo taglio del nastro alla presenza dell’autore livornese e dei rappresentanti istituzionali. Successivamente, alle 17.30, la cerimonia si sposterà nella frazione di Fighille presso la Dogana Pontificia e Palazzo Tani, il pubblico potrà approfondire la poetica dell’artista durante un confronto diretto mediato dal critico Marco Botti, seguito da un momento conviviale di saluto.
L’esposizione trova il suo baricentro narrativo nella Sala degli Ammassi del Palazzo Comunale di Citerna. In questo spazio suggestivo viene allestita una retrospettiva che abbraccia oltre quattro decenni di produzione. Il percorso permette di analizzare l’evoluzione stilistica del pittore Ballantini, partendo dagli esordi degli anni Ottanta fino alle ultime sperimentazioni cromatiche e materiche. Le tele esposte documentano una ricerca incessante sulla figura antropomorfa, dove la coerenza del segno si mescola a una continua evoluzione tecnica. La mostra non si limita a una semplice carrellata di quadri, ma costruisce un dialogo serrato con le architetture medievali del borgo, trasformando la visita in un’esperienza immersiva che lega la memoria del luogo alla modernità della visione artistica.
Spostandosi verso Fighille, l’indagine estetica cambia registro stilistico per focalizzarsi sulle sfumature dell’animo. La sezione ospitata nella Dogana Pontificia si concentra esclusivamente su lavori realizzati in bianco e nero. In queste opere, l’assenza del colore esalta la potenza del chiaroscuro e la profondità dei toni grigi, portando in superficie la componente più malinconica e introspettiva della produzione di Ballantini. Il gioco dei contrasti netti serve a sottolineare la vulnerabilità dei soggetti rappresentati, spogliati di ogni artificio cromatico per rivelare la loro essenza più cruda. Questa scelta curatoriale mira a creare un’atmosfera di silenzio e riflessione, dove il visitatore è invitato a confrontarsi con le zone d’ombra che appartengono a ogni individuo.
Il terzo polo del progetto espositivo risiede a Palazzo Tani, dove il focus si sposta sulla grafica e sul disegno. Questa collezione di lavori su carta mette a nudo l’istinto primordiale del pittore Ballantini, evidenziando un segno grafico immediato, nervoso e profondamente gestuale. Si passa da bozzetti rapidi e istintivi a composizioni più meditate e tecnicamente controllate, offrendo una panoramica completa sulla capacità dell’artista di dominare il tratto. Il disegno diventa così lo strumento privilegiato per catturare il movimento e l’emozione istantanea. La varietà delle opere presenti in questa sede testimonia la versatilità di un autore capace di alternare la forza della pittura densa alla leggerezza e alla precisione della matita o della china.
Il titolo scelto per l’evento, “Giganti fragili”, funge da chiave di lettura per l’intero progetto, come riporta il comunicato di Marco Botti. L’esposizione esplora il paradosso della condizione umana contemporanea, caratterizzata da una facciata di apparente solidità che nasconde crepe profonde. Ballantini dipinge volti che sembrano scindersi e ricomporsi continuamente, specchio di una società iperconnessa ma paradossalmente isolata. Le figure ritratte raramente cercano il contatto visivo con l’osservatore, denunciando una difficoltà cronica nel comunicare autenticamente. L’opera diventa quindi una denuncia spietata ma necessaria contro l’obbligo di apparire perfetti e invulnerabili. Attraverso alterazioni formali e un uso audace dei colori, l’artista proietta all’esterno i tormenti interiori, trasformando il disagio in una forma di bellezza autentica e condivisa.
L’evento è stato reso possibile grazie al coordinamento di Francesca Fagiani e al supporto della Pro Loco Fighille, oltre al contributo di importanti realtà economiche del territorio come il Gruppo Alimentare Valtiberino, Erbamea e la Banca di Anghiari e Stia.
Orario di visita: giorni feriali: 17.00 alle 18.30/fine settimana e nei giorni festivi:10.00-12.30/15.00-18.00. Ingresso libero
Un catalogo curato nei dettagli accompagnerà la mostra, arricchito dai testi di Giovanni Faccenda, Ivano Fossati e Michele Pierleoni. Per quanto riguarda la fruizione, “Giganti fragili” sarà accessibile gratuitamente.




Commenta per primo