Eco-Bandiera della Pace unisce territori e bambini nel mondo

Eco-Bandiera della Pace unisce territori e bambini nel mondo

Tra Umbria e Marche un nuovo abbraccio simbolico a Polverigi

 

Il viaggio della Eco-Bandiera della Pace, la più lunga al mondo, continua a unire territori, culture e generazioni in un percorso simbolico che attraversa confini geografici e barriere sociali. L’opera collettiva ideata dall’artista Moira Lena Tassi approda ora nelle Marche, a Polverigi, dopo aver coinvolto migliaia di bambini e numerose comunità in Italia e all’estero. Un cammino che nasce dall’arte partecipata e si trasforma in un messaggio universale di dialogo, fratellanza e speranza.

Un progetto internazionale nato per unire i popoli

La Eco-Bandiera è un’iniziativa che ha preso forma attraverso l’utilizzo di lenzuola bianche riciclate, trasformate in tele dipinte dai bambini. Ogni frammento racconta un pensiero, un sogno, un desiderio di pace. L’opera, sostenuta fin dall’inizio dal Comune di Città di Castello e dal sindaco Luca Secondi, ha trovato nella città tifernate una delle sue prime e più significative tappe. Il 21 aprile dello scorso anno, Città di Castello si è trasformata simbolicamente in una “Città della Pace”, accogliendo l’iniziativa con una partecipazione straordinaria. Oltre 800 bambini delle scuole elementari e medie hanno contribuito alla realizzazione di 97 metri della bandiera, dando vita a un mosaico di colori e messaggi che ha emozionato l’intera comunità. Le lenzuola riciclate, provenienti anche da corredi familiari, sono diventate un ponte tra generazioni: un gesto semplice che custodisce memoria, affetto e tradizione, trasformato in un’opera collettiva capace di parlare al mondo.

Dall’Umbria alle Marche: una nuova tappa carica di significato

Dopo aver attraversato Assisi e Sassoferrato, la Eco-Bandiera raggiunge ora Polverigi, città storicamente legata ai valori della pace. Sabato 16 maggio, il borgo marchigiano ospiterà un nuovo srotolamento dell’opera, in un evento che unirà idealmente Umbria, Marche e Terra Santa. Le mani dei bambini di Polverigi si intrecciano simbolicamente con quelle dei loro coetanei di Betlemme, in un momento storico segnato dal silenzio delle scuole e dall’isolamento nelle terre palestinesi. Polverigi sceglie così di lanciare un messaggio forte: non voltarsi dall’altra parte, ma costruire ponti di vicinanza e solidarietà.

Un ponte istituzionale tra Italia e Palestina

L’adesione al progetto da parte della Terra Santa School di Betlemme è stata resa possibile grazie all’impegno di Nicola Canawati, già sindaco della città palestinese. L’iniziativa ha trovato immediato sostegno anche nel sindaco di Polverigi e presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, che ha riconosciuto il valore civile e umano del progetto. La scelta di Polverigi di accogliere la Eco-Bandiera non è solo un gesto simbolico, ma un atto di responsabilità verso un dialogo che deve restare vivo anche quando le distanze sembrano insuperabili. I bambini diventano così ambasciatori di un messaggio che supera confini e conflitti.

I bambini protagonisti di un’opera globale

L’evento marchigiano vedrà protagonisti circa 200 bambini delle scuole dell’infanzia, elementari e medie del territorio, insieme ai loro coetanei palestinesi. Le loro creazioni, realizzate su lenzuola bianche di recupero, saranno unite alla “bandiera madre”, portando l’opera a superare i 165 metri complessivi. Ogni frammento è un racconto: colori intensi, simboli di pace, parole semplici ma potenti. I bambini, con la loro spontaneità, diventano portatori di un linguaggio universale che parla di speranza e futuro condiviso.

“Visioni senza tempo”: l’arte come memoria e testimonianza

Il progetto “Visioni senza tempo: tra umanità e sogni di speranza” nasce presso l’Open Air Museum Italo Bolano di Portoferraio. L’idea di utilizzare lenzuola di recupero, spesso appartenenti ai corredi delle nonne, aggiunge un valore emotivo all’opera: ogni tessuto porta con sé una storia, un ricordo, un frammento di vita. Moira Lena Tassi sottolinea come la bandiera sia nata “dall’innocenza e dalla forza dei più piccoli e delle persone fragili”, un messaggio puro che vuole arrivare “dritto al cuore dei potenti della Terra”. L’arte diventa così strumento di memoria, denuncia e speranza.

Un viaggio globale che cresce tappa dopo tappa

Ad oggi, la Eco-Bandiera coinvolge oltre 2.000 bambini e numerose realtà sociali e scolastiche in tutto il mondo. Ha toccato Paesi come Spagna, Polonia, Palestina e Indonesia, costruendo una rete internazionale di solidarietà.

Il tour 2025-2026 prevede tappe significative:

  • Aprile 2025: debutto a Città di Castello
  • Ottobre 2025: esposizione ad Assisi per la Marcia della Pace PerugiAssisi
  • Dicembre 2025: tappa a Sassoferrato
  • 16 maggio 2026: srotolamento a Polverigi, con il sostegno della Pro Loco

Ogni tappa aggiunge nuovi frammenti, nuove storie, nuovi volti.

Una rete internazionale di scuole, associazioni e comunità

Il progetto ha raccolto adesioni da scuole di Varsavia, Laredo, Bali, Nablus e Betlemme, oltre a realtà sociali e sanitarie italiane: i piccoli pazienti della Pediatria di Città di Castello, i ragazzi con sindrome di Down di “Casa Virgy”, i giovani del progetto Kreo, la squadra ASD “Beata Margherita”, gli anziani della casa di riposo Muzzi Betti, i violinisti “Piccole Scintille”, gli allievi del Consorzio Castello Danza e i piccoli visitatori del Museo Malakos. Una rete che cresce grazie alla partecipazione spontanea di comunità diverse, unite dal desiderio di costruire un futuro più giusto.

L’obiettivo è ambizioso: far crescere la Eco-Bandiera senza sosta, affinché i bambini – veri Ambasciatori di Pace – possano portare il loro messaggio in ogni parte del mondo. Un vessillo che non appartiene a un singolo territorio, ma a tutte le comunità che credono nella forza del dialogo e della fratellanza.

La tappa di Polverigi conferma che l’arte partecipata può diventare un linguaggio universale, capace di unire ciò che la storia divide, come riporta il comunicato di Moira Lena Tassi. La Eco-Bandiera continua il suo viaggio, intrecciando mani, storie e speranze, costruendo un ponte che guarda lontano.

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