Assemblea Fiom a Umbertide invoca regia regionale urgente
L’assemblea provinciale della Fiom Cgil Perugia ha scelto Umbertide come luogo simbolico per affrontare la crisi che sta travolgendo il comparto automotive e, più in generale, l’intera filiera metalmeccanica umbra. Una crisi che affonda le radici in dinamiche globali: dalla concorrenza cinese ai dazi statunitensi, fino alle tensioni geopolitiche che hanno aggravato un quadro già fragile.
Il segretario generale Marco Bizzarri ha descritto un territorio segnato da espulsioni di lavoratori interinali e da procedure di licenziamento che, solo negli ultimi mesi, hanno coinvolto tre aziende locali. Nonostante alcuni ritiri, resta un clima di forte incertezza.
Accanto a lui, Simone Pampanelli, segretario della Camera del lavoro di Perugia, ha denunciato la deindustrializzazione e la mancanza di una politica industriale capace di sostenere il settore. Da qui la rilancio dello sciopero generale del 12 dicembre, pensato per coinvolgere istituzioni e comunità regionali.
Luca Trevisan, segretario nazionale Fiom, ha ricordato il recente rinnovo del contratto nazionale, che ha portato aumenti salariali e nuove tutele contro la precarietà. Tuttavia, la legge di stabilità non risponde alle esigenze dei lavoratori e rischia di sacrificare sanità, scuola e welfare in favore di politiche di riarmo.
La Fiom e la Cgil intendono spingere il governo a cambiare rotta, chiedendo detassazione degli aumenti salariali e una riforma fiscale che restituisca dignità ai redditi. Umbertide diventa così il palcoscenico di una mobilitazione che vuole trasformare la protesta in proposta, con l’idea di una cabina di regia regionale per affrontare la crisi e ridare prospettive al settore.

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