Maltrattamenti familiari, scatta l’allontanamento cautelare

Maltrattamenti familiari, scatta l’allontanamento cautelare

Provvedimento eseguito dopo una denuncia coraggiosa

Maltrattamenti  – La Polizia di Stato di Città di Castello ha eseguito un provvedimento cautelare di allontanamento dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento ai conviventi nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di gravi maltrattamenti. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Perugia, è stato richiesto dalla Procura dopo un’attenta ricostruzione investigativa.

L’intervento è scaturito dalla denuncia presentata da un familiare, che dopo una lite particolarmente violenta ha deciso di rivolgersi al commissariato. Il racconto ha svelato una lunga serie di episodi di vessazione, insulti, minacce di morte e richieste di denaro, che avevano trasformato l’ambiente domestico in un luogo di costante tensione e paura.

Un clima di sopraffazione e abusi psicologici

Secondo quanto emerso dalle indagini, le condotte violente si protraevano da tempo e risultavano aggravate dall’abuso di alcol da parte dell’uomo. La situazione era divenuta insostenibile, con la vittima costretta più volte a contattare il Numero Unico di Emergenza 112 per interrompere le aggressioni.

Le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno confermato un quadro indiziario grave e coerente con l’ipotesi di reato. Il clima familiare era segnato da una reiterata sopraffazione psicologica, che ha reso necessario un intervento immediato per tutelare l’incolumità dei conviventi.

Misura cautelare per fermare la spirale di violenza

Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha richiesto l’applicazione della misura cautelare, ritenendola indispensabile per prevenire ulteriori episodi e interrompere una dinamica di violenza ormai consolidata. Il Gip ha accolto la richiesta, disponendo l’allontanamento dell’uomo e il divieto di avvicinamento ai familiari.

Il provvedimento è stato eseguito dal personale del commissariato di Città di Castello il 6 febbraio 2026. L’azione rappresenta un passo concreto nella tutela delle vittime di maltrattamenti familiari, con l’obiettivo di restituire sicurezza e dignità a chi ha trovato il coraggio di denunciare.

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