Elmo Palazzi, con il francobollo dedicatogli Città di Castello viaggerà nel mondo

L’emissione della carta valore dello Stato nel 150° anniversario della nascita dell’artista

 
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Elmo Palazzi, con il francobollo dedicatogli Città di Castello viaggerà nel mondo 📸📸📸

L’emissione della carta valore dello Stato nel 150° anniversario della nascita dell’artista

“Da oggi la creatività di Città di Castello viaggerà nel mondo anche con il francobollo di Elmo Palazzi, la cui opera viene degnamente riconosciuta nell’anniversario dei 150 anni dalla nascita grazie al Circolo Culturale Luigi Angelini e alla bella sinergia di forze che la città è riuscita a esprimere a tutti i livelli istituzionali per il raggiungimento di questo traguardo”.


Fonte: Ufficio Stampa Comune di Città di Castello


La sottosegretaria allo Sviluppo Economico Anna Ascani e il sindaco Luca Secondi, presente insieme all’assessore alla Cultura Michela Botteghi, hanno salutato così insieme all’onorevole Walter Verini l’emissione della carta valore dello Stato nella cerimonia organizzata presso l’Asp Giovanni Ottavio Bufalini dal Circolo Culturale Luigi Angelini, promotore dell’iniziativa presso il Mise a coronamento di un’azione di valorizzazione della memoria dell’artista iniziata nel 2004 con il restauro del monumento all’XI settembre 1860 collocato a Città di Castello in piazza Raffaello Sanzio.

La magnifica traccia del proprio talento che Palazzi ha lasciato nella sua città è stata raffigurata nel francobollo commemorativo insieme al ritratto dell’artista e all’opera “Oriente”, scultura in arenaria incastonata in un angolo esterno della sua abitazione tifernate. Nell’ufficio mobile allestito nella sede dell’Asp Bufalini in via San Bartolomeo, Poste Italiane ha messo a disposizione dei numerosi collezionisti accorsi per l’occasione l’annullo filatelico speciale dedicato a Palazzi nel primo giorno dell’emissione del francobollo e una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata e affrancata, insieme a una busta del primo giorno di emissione.

“Quest’anno ricorrono i 30 anni di vita della nostra associazione e davvero non ci poteva essere regalo più bello di questa soddisfazione, alla quale tenevano davvero tanto tutti i nostri soci, nel solco dell’amore con cui abbiamo sempre cercato di salvaguardare e valorizzare l’opera di Palazzi, insieme al patrimonio artistico e storico della nostra città”, ha sottolineato Luigi Chieli, presidente del Circolo Culturale Luigi Angelini, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al buon esito dell’iniziativa, in particolare la sottosegretaria Ascani per l’attenzione riservata all’istanza e l’onorevole Verini per aver sostenuto la richiesta al Ministero, oltre alla famiglia, rappresentata nell’occasione da Giacomo Pirazzoli in videoconferenza dal Brasile.

“E’ importante che l’opera di Elmo Palazzi sia riscoperta e sia studiata”, ha sottolineato Pirazzoli, nel dirsi “orgoglioso” a nome della famiglia per il riconoscimento tributato dallo Stato al proprio congiunto. “Questa giornata dev’essere il punto di partenza per la conoscenza della figura e della produzione di Palazzi e per l’ulteriore valorizzazione di Città di Castello, che merita di essere riconosciuta come una delle città più importanti dell’Umbria per la vastità e la ricchezza del suo patrimonio artistico e storico”, ha aggiunto la coordinatrice regionale dell’International Council of Museums Italia Vittoria Garibaldi, che aveva vissuto da soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria il restauro del monumento equestre di Palazzi curato da Stefano Lanuti. “La storia del Centro Bufalini si caratterizza per la presenza di alcuni tra i massimi artisti della città, Elmo Palazzi, che ne è stato fondatore, e Alberto Burri, un fatto che valorizza il contributo culturale che la formazione professionale ha avuto nella nostra città”, ha evidenziato il presidente dell’istituto Stefano Briganti, presente insieme al direttore Marco Menichetti. Gli allievi della scuola sono stati protagonisti nell’occasione grazie alla conviviale curata dal corso di ristorazione, con la realizzazione anche di un panettone speciale racchiuso in una confezione regalo raffigurante il ritratto di Palazzi.

L’artista Elmo Palazzi. Nato il 23 dicembre del 1871 a Città di Castello, dove morì a 44 anni il 9 dicembre del 1915, Elmo Palazzi si formò come scultore alla Scuola di Arti decorative di Firenze. Nel 1895 si trasferì a Roma e frequentò lo studio di Ettore Ferrari (autore del monumento a Giordano Bruno nella piazza romana di Campo de’ Fiori) per perfezionarsi nella scultura. Palazzi si inserì nella vita artistica della capitale partecipando con successo ad esposizioni e concorsi. Di Ferrari fu discepolo, non solo dal punto di vista dell’arte ma anche per la fede repubblicana e per l’affiliazione al Grande Oriente d’Italia che caratterizzava alcuni ambienti artistici dell’Italia umbertina. Poco più che trentenne ma già malato di cuore, Palazzi tornò a vivere a Città di Castello nel 1903. Nella sua città continuò per quanto possibile la produzione artistica e fu tra i fondatori della Scuola Operaia G.O. Bufalini. Il monumento equestre collocato in piazza Raffaello Sanzio, realizzato nel 1914 per celebrare la liberazione di Città di Castello dallo Stato Pontificio e l’annessione al Regno d’Italia da parte del Regio Esercito che avvenne l’11 settembre del 1860, è la traccia più emblematica lasciata a Città di Castello da Palazzi, parte della cui gipsoteca è custodita nella Pinacoteca comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera grazie alla donazione degli eredi. Il suo archivio, composto da bozzetti di opere, corrispondenza, fotografie, diplomi e da una biografia, è stato dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche di interesse storico particolarmente importante ed è stato sottoposto a tutela, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, come testimonianza dell’attività e della vita di “un grande artista umbro del primo Novecento”. Tra le opere di maggiore importanza figurano l’“Allegoria della Vittoria” (1910), una delle quattro Vittorie alate sul Ponte Vittorio Emanuele a Roma; l’“Allegoria dell’Umbria” sul coronamento del monumento a Vittorio Emanuele II, meglio noto come Vittoriano, poi divenuto Altare della Patria, inaugurato a Roma nel 1911; il monumento al conte Gherardi a Senigallia (1903), il monumento al senatore  Matteo Renato Imbriani Poerio (1907) a Canosa di Puglia; il monumento all’XI Settembre 1860 (1914) a Città di Castello.

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