Maltrattamenti in famiglia, misura cautelare eseguita a Perugia
La Polizia di Stato di Città di Castello ha dato esecuzione a un provvedimento di divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico nei confronti di un uomo del 1982, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di gravi episodi di maltrattamenti in famiglia. L’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Perugia, arriva al termine di un’indagine che ha ricostruito un quadro di violenze ripetute e un clima domestico segnato da paura e sopraffazione.
La denuncia che ha fatto partire l’indagine
La vicenda ha avuto origine quando la compagna dell’uomo, dopo un lungo periodo di silenzi e timori, ha trovato la forza di presentarsi al commissariato per sporgere querela. Nel suo racconto, la donna ha descritto una quotidianità segnata da minacce, vessazioni e aggressioni, aggravate dall’abuso di alcol da parte del compagno. Una situazione che, come riferito agli investigatori, aveva trasformato l’abitazione in un luogo di costante tensione e insicurezza.
Un quadro indiziario ritenuto grave
Gli accertamenti svolti dal personale del Commissariato di Città di Castello hanno confermato la gravità delle condotte denunciate, delineando una dinamica familiare ormai compromessa e caratterizzata da una violenza reiterata, soprattutto psicologica. Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha ritenuto necessario richiedere una misura cautelare particolarmente incisiva, valutando anche l’ipotesi della custodia in carcere per prevenire nuovi episodi e tutelare l’incolumità della vittima.
La decisione del GIP e l’esecuzione della misura
Il GIP, pur condividendo la solidità del quadro indiziario, ha stabilito che una misura meno afflittiva potesse risultare comunque adeguata, disponendo il divieto di avvicinamento con dispositivo elettronico di controllo. La misura è stata eseguita dagli agenti del Commissariato, che hanno formalizzato il provvedimento e attivato il monitoraggio previsto dal braccialetto elettronico.
Un intervento per interrompere la spirale di violenza
L’obiettivo della misura è quello di interrompere una situazione ormai divenuta insostenibile, proteggendo la donna e impedendo ulteriori episodi di violenza. La Procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, ha sottolineato l’importanza di interventi tempestivi in contesti familiari segnati da dinamiche di sopraffazione, dove la denuncia rappresenta spesso l’unica via per spezzare un ciclo di abusi.

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