Dalla Palestina a Città di Castello la bandiera della pace

Dalla Palestina a Città di Castello la bandiera della pace

Eco-Bandiera collettiva unisce bambini e generazioni

L’Eco-Bandiera Collettiva della Pace più lunga del mondo, ideata dall’artista tifernate Moira Lena Tassi, ha completato un nuovo capitolo del suo viaggio globale, raggiungendo la Palestina grazie alla collaborazione con AssoPacePalestina, come riportato dal comunicato ufficiale. Dopo aver attraversato Italia, Spagna, Polonia e Indonesia, la bandiera continua a unire culture e generazioni diverse attraverso un linguaggio universale fatto di colori, parole e gesti di solidarietà.

Nel campo profughi New Askar a Nablus, i bambini coinvolti nel Summer Camp organizzato dall’associazione hanno partecipato attivamente al progetto, trasformando momenti di gioco e creatività in tre segmenti di bandiera, decorati con disegni e messaggi di pace, amore e fratellanza. Questi piccoli contributi, inseriti in un contesto quotidiano di grande difficoltà, assumono un significato potente: la speranza che germoglia anche nelle condizioni più dure.

Il progetto, intitolato “Visioni senza tempo: tra umanità e sogni di speranza con la Eco-Bandiera Collettiva della Pace più lunga del mondo”, è nato un anno fa all’Open Air Museum Italo Bolano di Portoferraio e da allora ha continuato a crescere, pezzo dopo pezzo. Realizzata con lenzuola bianche riciclate, persino corredi di famiglia, la bandiera è oggi una vera e propria opera collettiva, capace di parlare tutte le lingue e trasmettere un messaggio universale di pace.

La celebrazione ufficiale a Città di Castello, avvenuta il 6 aprile 2025, ha visto la partecipazione non solo di studenti locali, ma anche di ragazzi provenienti da Laredo (Spagna), Varsavia (Polonia), Bali (Indonesia) e ora della Palestina. Con il contributo dei bambini di Nablus, la lunghezza complessiva dell’opera ha raggiunto i 135 metri, superando il precedente traguardo di 122 metri e consolidando il suo messaggio globale di unione.

Determinante per l’arrivo della bandiera a Nablus è stato l’incontro tra Moira Lena Tassi e Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo e fondatrice di AssoPacePalestina. Grazie a questo legame, il progetto ha trovato spazio nel Summer Camp, trasformando l’esperienza dei bambini in un momento creativo e di speranza. “Vedere i bambini disegnare e scrivere parole di pace mi ha profondamente emozionata”, racconta Tassi. “Nonostante le difficoltà quotidiane, hanno trovato la forza di sorridere e contribuire al progetto. È come se fossimo vicini, anche a migliaia di chilometri di distanza.”

I tre segmenti realizzati a Nablus saranno cuciti dall’artista insieme agli altri, entrando a far parte della bandiera madre. Il New Askar Camp, situato a sud di Nablus, rappresenta una delle zone più complesse della Palestina: sovraffollamento, disoccupazione e condizioni di vita precarie rendono la vita quotidiana estremamente difficile. Tuttavia, qui l’arte ha trovato modo di accendere la speranza e di trasformare la fragilità in messaggi di resilienza.

Luisa Morgantini sottolinea l’importanza del progetto: “In un’epoca segnata da guerre e violenze, la bandiera ideata da Moira Lena Tassi è un simbolo miracoloso. Ricorda che l’umanità non deve arrendersi, e che i bambini chiedono soltanto di crescere senza paura. Questo progetto è un richiamo alla responsabilità collettiva e alla memoria storica, un messaggio che va oltre l’arte.”

Tassi aggiunge: “Ciò che mi emoziona di più è che i disegni e i pensieri sono stati creati dai bambini e dalle persone più vulnerabili. Questo rende il progetto autentico e puro. È una bandiera della pace nata dall’innocenza e dalla forza dei più piccoli, un messaggio diretto al cuore dei potenti della Terra. La speranza è che la bandiera continui a crescere fino a raggiungere ogni angolo del mondo, simbolo universale di unione e futuro condiviso.”

Il nuovo segmento della bandiera è stato presentato ieri al Comune di Città di Castello, alla presenza dell’assessore Benedetta Calagreti, che ha evidenziato come ogni pezzo aggiunto rafforzi i valori di fratellanza e condivisione. “Grazie a questo lavoro, i bambini hanno potuto vivere momenti di serenità e speranza”, ha dichiarato Calagreti, sottolineando l’importanza di dare voce a chi vive in contesti segnati da conflitti e privazioni.

Il progetto “Visioni senza tempo: tra umanità e sogni di speranza con la Eco-Bandiera Collettiva della Pace più lunga del mondo” ha visto finora la partecipazione di oltre mille persone tra studenti, bambini, anziani e persone con fragilità, provenienti da diverse nazioni e realtà. Tra questi, le scuole primarie e secondarie di Città di Castello, gli studenti di Varsavia, quelli di Laredo, i bambini di Bali, i pazienti pediatrici dell’Ospedale di Città di Castello, i ragazzi di Casa Virgy con sindrome di Down, i partecipanti del progetto Kreo, gli ospiti della casa di riposo Muzzi Betti e giovani musicisti dell’orchestra Piccole Scintille.

Il comunicato ufficiale di AssoPacePalestina evidenzia come l’iniziativa rappresenti un ponte tra culture, un veicolo di pace e un messaggio universale rivolto soprattutto ai più piccoli, capaci di incarnare la speranza di un mondo migliore. Grazie a questo progetto, l’arte si trasforma in strumento di educazione alla pace e di consapevolezza collettiva, dimostrando che, anche nelle situazioni più difficili, i gesti di solidarietà e creatività possono avere un impatto reale e duraturo.

In conclusione, la bandiera di Moira Lena Tassi non è solo un’opera artistica, ma un simbolo di comunità globale, di resilienza e di speranza condivisa, che continua a crescere, tessendo legami tra popoli e generazioni, e ricordando che la pace è un bene universale che si costruisce passo dopo passo, mano nella mano, da chiunque abbia la forza di sognarla.

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