Città di Castello, Caritas diocesana dona defibrillatore semiautomatico

 
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Città di Castello, Caritas diocesana dona defibrillatore semiautomatico

La generosità si ricambia con la generosità. E’ il messaggio della Caritas diocesana di Città di Castello, che ha donato alla comunità tifernate, sempre vicina e prodiga di aiuti in favore dei poveri e delle persone in difficoltà, un defibrillatore semiautomatico esterno che allarga ancora di più la rete della cardioprotezione cittadina, composta da oltre 60 postazioni.

Fonte Ufficio Stampa
Comune di Città di Castello


Salvare una vita con un intervento tempestivo in caso di arresto cardiocircolatorio sarà possibile da oggi anche in piazza del Garigliano, dove la nuova attrezzatura è stata installata a pochi metri dalla sede della Caritas, grazie ai proventi dell’8 per mille.

La novità è che a poterlo fare non saranno solo gli addetti dell’ente, ma anche alcuni residenti e operatori commerciali che vivono e lavorano nei pressi della piazza, dai quali è già arrivata la disponibilità a partecipare ai corsi di formazione per l’utilizzo dei defibrillatori. Una risposta di comunità ad eventi come le morti improvvise dovute ad arresto cardiaco che possono essere ridotte addirittura di oltre la metà in presenza di un intervento immediato con questi dispositivi salvavita.

“Un gesto bellissimo, che testimonia una volta di più la sensibilità e l’attenzione con cui la Caritas opera nel nostro territorio, aiutando ogni giorno tante persone come saldo punto di riferimento di una rete della solidarietà tifernate che è forte, perché è alimentata dalla generosità davvero straordinaria del volontariato cittadino”, ha sottolineato il sindaco Luca Secondi, che è intervenuto insieme alle autorità militari cittadine alla cerimonia di inaugurazione della postazione salvavita insieme al vice sindaco Giuseppe Bernicchi, all’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti e al consigliere comunale Claudio Serafini.

“La carità porta in alto, specialmente in un’epoca come quella attuale in cui si fatica ad accogliere”, ha dichiarato il vescovo della diocesi di Città di Castello monsignor Domenico Cancian, presente insieme all’economo Gianfranco Scarabottini e a don Giuseppe Floridi, nel definire l’iniziativa “un piccolo segno della sensibilità della Caritas nei confronti delle persone che hanno un’emergenza, un bisogno di aiuto, ma un grande contributo al bene più importante che è salvaguardare la vita umana”.

“Abbiamo voluto semplicemente testimoniare la nostra riconoscenza nei confronti della comunità tutta, che ha sempre sostenuto generosamente la nostra attività pastorale con gesti concreti di vicinanza e solidarietà, soprattutto in questo difficile tempo di pandemia”, ha spiegato il direttore della Caritas Gaetano Zucchini, che ha aggiunto: “ci faremo carico anche della manutenzione primaria e finanzieremo specifici corsi di formazione rivolti ai nostri operatori e ad altri soggetti privati che lavorano o vivono nei pressi di piazza del Garigliano e che potrebbero intervenire in caso di necessità”.

A testimoniare il valore della donazione è stato Adriano Murrone, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia-UTIC dell’ospedale di Città di Castello, che ha ricordato “come un intervento precoce con il defibrillatore, entro i primi minuti dall’arresto cardiaco, in moltissimi casi faccia davvero la differenza tra salvare o perdere una vita, per cui una distribuzione capillare di questi dispositivi, come accade a Città di Castello grazie all’impegno del mondo del volontariato e del Comune, è di fondamentale importanza, ma va unita a una formazione adeguata della quale come Usl Umbria 1 siamo a disposizione”.

“Un sentito ringraziamento per l’attenzione rivolta alla comunità del rione Prato” è stato espresso dal presidente della società rionale Domenico Duchi, che si è detto onorato e ha rinnovato la disponibilità a supportare le iniziative della Caritas. Nell’ambito della propria missione pastorale, la Caritas diocesana di Città di Castello è costantemente attiva con progettualità ed interventi finalizzati al superamento di difficoltà personali e al sostegno delle varie fragilità, anche grazie ai fondi dell’8 per mille della CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Dal sostegno alimentare ed economico, al vestiario, dall’emergenza legata alla casa e al lavoro, fino all’accoglienza e all’accompagnamento, l’impegno dell’ente si rivolge quotidianamente a decine di persone.

L’installazione del defibrillatore semiautomatico esterno in piazza del Garigliano si colloca nel filone di intervento del contrasto alla povertà sanitaria e del sostegno del diritto alla salute, al quale negli ultimi anni è stata dedicata particolare attenzione. La postazione si trova a pochi metri dalla mensa diocesana, con la quale la Caritas svolge servizio da asporto sia per i residenti che per le persone senza fissa dimora che vivono una particolare difficoltà, acuita dalla pandemia al punto che i pasti quotidiani sono circa 70, a fronte di una media pre-Covid di 30-40.

Sul versante dell’emergenza alimentare, Caritas gestisce dal 2012 anche l’emporio della solidarietà (il primo in Umbria), che ha fornito beni alimentari a più di 1.300 famiglie ed è riuscito in questo periodo a distribuire anche pacchi alimentari a famiglie che non potevano muoversi da casa. La casa di accoglienza per donne e uomini è quasi sempre al completo, mentre i centri di ascolto e il servizio vestiario assistono costantemente tante famiglie nel territorio.

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