Città di Castello cambia volto, servizi salvi e bilanci solidi

Città di Castello cambia volto, servizi salvi e bilanci solidi
Nella foto_ Giunta Comunale 2025

Scuole, cultura e sociale spingono la città verso il futuro

Il 2025 di Città di Castello si chiude con una città profondamente cambiata, ma riconoscibile nella propria identità sociale e civile, grazie a un’azione amministrativa che ha puntato insieme su sviluppo urbano, tutela delle famiglie e protezione delle persone più fragili. L’esecutivo guidato dal sindaco Luca Secondi rivendica un percorso di trasformazione concreta, fatto di cantieri aperti e chiusi, opere pubbliche consegnate e nuove progettualità avviate, senza aumentare di un euro la pressione sui tifernati e mantenendo invariati i servizi essenziali, come riporta il comunicato stampa del Comune di Città di Castello.

L’amministrazione ha scelto di intervenire in modo strutturale sulla città, con un piano di investimenti che ha cambiato il volto di quartieri, scuole, contenitori culturali e spazi pubblici. Nei dodici mesi che stanno per concludersi la città ha rafforzato la propria immagine a livello nazionale e internazionale, valorizzando i propri tesori artistici, migliorando la qualità degli eventi e costruendo un marketing territoriale capace di esaltare peculiarità come il patrimonio museale, il centro storico e il legame con il tartufo. Il messaggio politico è chiaro: si cresce, si innova e si attrae, ma senza smarrire le radici sociali e la vocazione alla cura delle persone.

Il bilancio comunale, giudicato sano e solido dagli organismi di controllo, ha permesso di difendere tutti i servizi a domanda individuale, mantenendo invariate le tariffe per nidi, mense e trasporti scolastici, che restano un pilastro per le famiglie. Parallelamente è stato confermato un livello elevato di prestazioni sociali, che fa di Città di Castello un punto di riferimento in Umbria per la capacità di rispondere alle situazioni di fragilità, dalle povertà materiali alle vulnerabilità relazionali. La stessa impostazione, garantisce la giunta, sarà confermata nel 2026 con il bilancio di previsione appena approvato, che punta a salvaguardare i servizi esistenti e a sostenere percorsi di riqualificazione urbana senza gravare sui cittadini.

Un ruolo centrale lo ha avuto la coprogettazione con il terzo settore, considerata un modello a livello regionale: associazioni, cooperative e realtà del volontariato sono state coinvolte nella costruzione di interventi condivisi su scuola, sport e inclusione sociale, consolidando una rete che interviene nelle situazioni di maggiore fragilità. Città di Castello si conferma inoltre protagonista sulle politiche di genere e sulle pari opportunità, guidando una rete istituzionale contro la violenza sulle donne che viene indicata come esperienza pionieristica in ambito nazionale, capace di mettere insieme enti, servizi e soggetti del privato sociale.

Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, il sindaco Secondi e la giunta al completo hanno tracciato un quadro che, nelle loro intenzioni, restituisce il senso di un mandato amministrativo orientato a “costruire la nuova Città di Castello”. L’investimento sul futuro, sottolinea il primo cittadino, ha significato intervenire sia nel capoluogo che nelle frazioni, con l’idea di dare opportunità ai giovani, vicino alle aspettative dei cittadini e alle sfide della sostenibilità. Non solo gestione dell’ordinario, dunque, ma scelte che puntano a incidere sui prossimi decenni, anche a costo di disagi temporanei legati ai lavori.

Sul fronte delle opere pubbliche, l’amministrazione rivendica la capacità di selezionare le priorità, intercettare risorse e realizzare concretamente i progetti. Dei 24 interventi finanziati con il PNRR, 16 risultano completati: si va dall’adeguamento sismico e dall’efficientamento energetico dell’asilo nido “La Coccinella” alla demolizione e ricostruzione della scuola primaria di Badia Petroia, dai lavori di copertura sulla scuola dell’infanzia “La Tina” alla riqualificazione e messa a norma della palestra della scuola “Gregorio da Tiferno” di Trestina. Ogni cantiere ha inciso sulla vita quotidiana di famiglie, studenti e operatori, ma l’obiettivo dichiarato è quello di consegnare edifici più sicuri, efficienti e dignitosi.

Nel centro storico, la strategia ha riguardato il recupero di luoghi simbolici e spazi identitari: è stato restituito decoro alla facciata della Pinacoteca comunale su via della Cannoniera e all’edificio d’angolo della dimora cinquecentesca, è stata avviata la riqualificazione dell’area del mercato coperto storico in vista della futura assegnazione degli spazi commerciali, è stato restaurato l’ultimo piano della biblioteca “Carducci” con la realizzazione di un caffè letterario pensato come luogo di incontro, studio e socialità. Interventi che non si limitano al restauro architettonico, ma mirano a riattivare vita e funzioni nei contenitori culturali, rendendoli più accessibili e contemporanei.

Il 2026 si aprirà con l’inaugurazione del chiostro di San Domenico, oggetto di un importante intervento di recupero, e con il completamento del restauro delle mura urbiche in corrispondenza di San Giacomo, segni tangibili di un lavoro di lunga durata sul patrimonio storico. In parallelo, l’amministrazione guarda alla nuova stagione dei fondi europei: quasi sette milioni di euro di Agenda Urbana 2021-2027 finanzieranno una futura stagione di progetti, con l’obiettivo di coniugare sviluppo urbanistico sostenibile, mobilità, ambiente e coesione sociale.

Un esempio emblematico del metodo adottato è la piscina comunale, indicata dal sindaco come simbolo di una filosofia improntata alle soluzioni strutturali: dopo quarant’anni di servizio, l’impianto è stato oggetto di un investimento complessivo di oltre 1,4 milioni di euro, che dovrebbe garantirgli altri quarant’anni di funzionalità, a beneficio di migliaia di utenti, dalle società sportive ai bambini che imparano a nuotare. Qui la scelta politica è stata quella di evitare interventi tampone, optando per un restyling profondo che consolida l’infrastruttura e ne migliora la sostenibilità.

Non tutte le partite, però, hanno avuto lo stesso esito. Il caso della scuola “Dante Alighieri” è indicato dal sindaco come l’unica grande criticità di un percorso altrimenti rivendicato come positivo. L’opera, finanziata con oltre 10 milioni di euro del PNRR e cofinanziata dal Comune con 1,5 milioni, è rimasta bloccata a causa della procedura di appalto gestita da Invitalia. La stazione appaltante nazionale, sottolinea Secondi, ha portato a un esito insoddisfacente, con la necessità di avviare la risoluzione contrattuale con l’impresa affidataria e con i lavori fermi. “Città di Castello aveva una scuola e oggi non ce l’ha più”, rimarca il primo cittadino, che annuncia l’intenzione di scrivere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un intervento verso il Governo.

Per Secondi, il rimpallo di responsabilità tra l’agenzia del MEF e il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta pregiudicando un diritto costituzionale fondamentale come quello allo studio. La scelta di coinvolgere il Capo dello Stato, spiega, nasce dalla volontà di farsi portavoce non solo della comunità tifernate, ma anche degli altri comuni italiani che vivono situazioni analoghe di cantieri fermi. L’amministrazione chiede che venga individuata una via d’uscita e che chi ha determinato l’impasse si assuma la responsabilità di rimediare, restituendo agli studenti un edificio scolastico degno di questo nome.

Sul versante culturale, il 2025 è stato definito “un anno fortunato”, grazie a operazioni che hanno accresciuto il prestigio del patrimonio cittadino. Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, conservato nella Pinacoteca comunale, è stato ulteriormente restaurato e riconosciuto come prima opera dell’artista, e nel 2026 aprirà il percorso espositivo della mostra “Raphael, sublime poetry” al Metropolitan Museum di New York, proiettando Città di Castello su una ribalta internazionale. Parallelamente, la Pala di Santa Cecilia è passata dall’attribuzione alla scuola signorelliana al riconoscimento come autentico capolavoro di Luca Signorelli, grazie a un restauro sostenuto tramite Art Bonus.

Questi riconoscimenti hanno moltiplicato il valore simbolico e materiale delle opere, inserendole in un racconto turistico e identitario più ampio. Insieme al rilancio degli eventi cittadini e alle campagne promozionali su scala annuale, la spinta culturale ha contribuito a far conoscere Città di Castello oltre i confini regionali, con una narrazione basata su elementi distintivi chiari: la qualità del patrimonio artistico, il legame con il tartufo (nell’ambito dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, che coordina 11 città umbre), la coerenza tra storia e contemporaneità.

L’innovazione ha riguardato anche il modo di erogare i servizi ai cittadini. L’amministrazione ha potenziato la digitalizzazione, spingendo sul ruolo del Digipass come sportello di supporto alla popolazione per pratiche online, identità digitali e accesso ai servizi, mentre il Comune ha ampliato l’offerta di certificazioni, pagamenti e procedure gestibili via web, anche attraverso il nuovo portale istituzionale. L’obiettivo è ridurre code e burocrazia fisica, facilitando la vita quotidiana di famiglie, professionisti e imprese.

Guardando al 2026, Secondi rivendica la volontà di mantenere forte l’impronta sociale della giunta. Il Piano Regolatore Generale viene presentato come strumento a disposizione di chi vorrà investire sul territorio, con un’attenzione particolare alle Zone a urbanizzazione industriale (Zauni) e alle esigenze dei settori produttivi. Sul fronte ambientale e della sicurezza idraulica, sono in programma interventi per la messa in sicurezza di tratti del torrente Scatorbia e di altri corsi d’acqua demaniali in corrispondenza dei centri abitati, per un valore di 1,5 milioni di euro.

Un capitolo a parte riguarda la mobilità e la sosta. Con il completamento degli interventi sui parcheggi – dalla rifunzionalizzazione dell’area dell’ex scuola Garibaldi al raddoppio del parcheggio Collesi – la città potrà contare su oltre 400 posti auto gratuiti attorno alle mura urbiche, una dotazione che l’amministrazione definisce unica in Umbria. Sul tema della ZTL, spesso al centro del dibattito pubblico, il sindaco chiarisce che non nascerà una nuova zona a traffico limitato, ma un sistema “più morbido”, con minori restrizioni per i cittadini, regole più lineari per i residenti e finestre orarie più ampie per le attività economiche del centro.

Nel confronto con i giornalisti, Secondi affronta anche il nodo sanità, chiedendo alla Regione un’attenzione adeguata sull’ospedale cittadino, dalla stabilità delle professionalità mediche al rafforzamento del pronto soccorso e dei servizi territoriali. La giunta rivendica il proprio ruolo di stimolo verso i livelli istituzionali superiori, convinta che una città che investe su scuole, cultura, sociale e infrastrutture debba poter contare su un sistema sanitario all’altezza.

Il quadro complessivo che emerge è quello di una comunità in movimento, attraversata da cantieri e cambiamenti ma sorretta da una strategia dichiarata: tenere insieme sviluppo e coesione, crescita economica e diritti, nuove opere e mantenimento dei servizi. Nel linguaggio politico di Secondi, la “nuova Città di Castello” non è uno slogan astratto, ma un processo in corso, fatto di scelte, criticità, rivendicazioni e richieste di responsabilità agli altri livelli di governo, con al centro la vita quotidiana dei tifernati.

 

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