Umbertide ricorda il sacrificio dei volontari nei gruppi di combattimento

Umbertide, al Teatro dei Riuniti lo spettacolo “Meditazioni visive”, appuntamento sabato 2 aprile, alle ore 21.15

In occasione del 70esimo anniversario della Liberazione, la città di Umbertide ricorda i giovani concittadini arruolati nei gruppi di combattimento. L’appuntamento è martedì 3 marzo alle ore 17,30 presso il Teatro dei Riuniti dove si terrà “A vent’anni la vita è oltre il ponte” promossa da Anpi, Amici del centro socio-culturale San Francesco, Campus Leonardo Da Vinci e Comune di Umbertide.

Con questa iniziativa Umbertide intende commemorare tutti i volontari (Cremona e Legnano) e i militari umbertidesi arruolati nei Gruppi di combattimento. Proprio settant’anni fa, nei primi giorni di marzo del 1945, il Gruppo di combattimento Cremona fu inviato alla conquista di un punto strategico sulla linea del fronte in prossimità di Primaro (Ravenna) dove gli umbertidesi ebbero il loro battesimo del fuoco nella Battaglia del Po di Primaro. Lo scontro causò vittime tra gli umbertidesi; Pucci restò ucciso e Rosati, ferito, morì il 5 marzo. Poco tempo dopo, il 10 aprile, un altro umbertidese, Giuseppe Starnini, volontario del Gruppo di combattimento Legnano, impegnato sul fronte nella zona di Bologna, rimase ferito e morì il 30 aprile in ospedale a Firenze.

L’iniziativa “A vent’anni la vita è oltre il ponte” si aprirà con i saluti del sindaco Marco Locchi e del presidente della sezione Anpi di Umbertide Umberto Zoppo, per proseguire con le relazioni di Alberto Stramaccioni, docente di storia contemporanea presso l’Università per Stranieri di Perugia e di Francesco Innamorati, partigiano e volontario del gruppo di combattimento Cremona; coordinerà l’incontro Sergio Bargelli, presidente del Centro socio-culturale San Francesco. A seguire gli studenti dell’istituto Leonardo Da Vinci leggeranno testi e documenti dei volontari dei gruppi di combattimento tra cui una lettera di Fernando Bernardini, umbertidese partigiano con il nome di battaglia “Libertas”, che ha combattuto nelle file della Resistenza nella Brigata Cacciatori delle Alpie; la lettera di Bernardini, scritta ai familiari residenti nella zona di Banchetti, venne letta la sera del 28 gennaio 1945 durante la festa svoltasi al Teatro dei Riuniti per salutare i volontari in partenza.

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