Insulti e botte alla ex compagna, dovrà stare ad almeno 500 metri
Insulti e botte – Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Città di Castello hanno dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia, nei confronti di un uomo – classe 1969 – indagato per il reato di atti persecutori e lesioni personali nei confronti dell’ex compagna.
Lo scorso 25 settembre, a seguito di chiamata al Numero Unico di Emergenza Europeo, gli operatori erano intervenuti nell`abitazione della donna perché il 53enne, dopo aver riportato a casa il figlio, era entrato con forza all’interno dell’abitazione della vittima. L’ex compagno, a quel punto, si era impossessato del telefono della donna accedendo ai contenuti presenti sul dispositivo. In preda alla gelosia, aveva poi raggiunto la vittima e, incurante della presenza del figlio, l`aveva insultata e percossa, provocandole delle lesioni.

La donna era comunque riuscita a chiamare le Forze dell’Ordine. Gli accertamenti eseguiti dagli operatori, su delega dell’ufficio, hanno permesso di accertare i gravi indizi persecutori posti in essere dal 53enne negli ultimi 6 mesi. Secondo quanto riferito dalla vittima in sede di denuncia, l’ex compagno, per gelosia, non aveva accettato la sua nuova relazione e, per questo motivo, aveva iniziato a seguirla, a monitorarne i movimenti e a insultarla.
Questi comportamenti avevano ingenerato nella donna un grave stato di ansia e paura che l’avevano indotta a mordicare le proprie abitudini di vita, costringendola anche a trasferirsi per un breve periodo nell’abitazione di un’amica ed a cambiare palestra.
In ragione della gravità degli episodi, terminati gli accertamenti della Polizia di Stato e ricostruita compiutamente la vicenda, è stato ha contestato all’uomo il reato di atti persecutori e lesioni personali, facendo richiesta di applicazione di una misura cautelare a suo carico.
Il G.I.P. presso il Tribunale di Perugia, considerati sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, ha emesso un’ordinanza applicativa della misura del divieto di avvicinamento alla donna e ai suoi congiunti, nonché all’abitazione della stessa, al posto di lavoro e agli altri luoghi abitualmente frequentati.
All’uomo è stato inoltre imposto di non comunicare con la donna e di mantenere una distanza da quest’ultima di oltre 500 metri.

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