Inaugurato a Trestina il nuovo ingresso dello stadio comunale

Inaugurato a Trestina il nuovo ingresso dello stadio comunale

Riqualificazione Stadio Casini celebra memoria e comunità

Trestina, 11 maggio 2026 – La riqualificazione dello stadio comunale Lorenzo Casini è diventata un momento collettivo di forte valore simbolico per Trestina e per l’intero territorio di Città di Castello, come riporta il comunicato di Marco Baruffi – Comune di Città di Castello. L’inaugurazione del nuovo ingresso e della biglietteria ha restituito all’impianto un volto più accogliente, funzionale e finalmente privo di barriere architettoniche, trasformando un intervento tecnico in un gesto di comunità, memoria e identità condivisa.

Il restyling ha ridisegnato l’accesso allo stadio con linee pulite, materiali moderni e una rampa che permette a tutti di entrare senza ostacoli. L’impianto, punto di riferimento per la frazione più popolosa della zona sud, è tornato a rispecchiare il ruolo che ricopre da anni: essere casa dello Sporting Club Trestina, realtà stabile in serie D e riconosciuta a livello nazionale per la valorizzazione dei giovani del territorio. Un passo concreto verso un’idea di sport come spazio aperto, inclusivo, capace di accogliere ogni cittadino. Un messaggio che l’amministrazione comunale ha voluto rendere evidente, inserendo l’opera nel percorso avviato con il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), approvato oltre un anno fa e destinato a trasformare progressivamente tutti i luoghi pubblici della città.

La cerimonia di inaugurazione, celebrata sabato 9 maggio, ha assunto un significato ancora più profondo grazie al legame con il Memorial Lorenzo Casini, torneo giovanile che da 32 anni ricorda una figura amatissima della storia calcistica tifernate. Lorenzo, scomparso troppo presto, è rimasto un simbolo di passione, umanità e dedizione allo sport. Il suo nome, inciso sull’impianto, continua a essere un punto di riferimento per generazioni di atleti e famiglie. La presenza della famiglia Casini – il padre Francesco, la madre Marisa Veschi, la sorella Lorena, lo zio Giorgio Veschi e l’amica di famiglia Roberta Luchetti – ha reso l’atmosfera intensa e partecipata. Le loro parole, semplici e commosse, hanno ricordato quanto Lorenzo sia ancora parte viva della comunità, e quanto questo intervento rappresenti un gesto di affetto collettivo.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco Luca Secondi, il vice sindaco Giuseppe Stefano Bernicchi, gli assessori Michela Botteghi e Mauro Mariangeli, il consigliere delegato allo sport Fabio Bellucci, il presidente dello Sporting Club Trestina Leonardo Bambini con il vice presidente Valerio Galizi, i vertici societari, il vice presidente vicario del CRU-LND Claudio Tomassucci e l’amministratore unico di Polisport Stefano Nardoni. La nuova rampa e gli spazi rinnovati sono stati messi alla prova immediatamente: centinaia di persone, arrivate per assistere alle partite del memorial, hanno attraversato l’ingresso in modo ordinato e fluido per tutta la giornata. Un collaudo spontaneo che ha confermato la qualità delle soluzioni adottate.

Il sindaco Secondi ha ribadito come l’impiantistica sportiva rappresenti un valore aggiunto per la collettività. Lo sport, ha sottolineato, è un luogo di crescita, educazione e coesione, soprattutto per i giovani. Ogni intervento sugli impianti è quindi un investimento sociale, destinato a ricadere positivamente sulle famiglie e sul tessuto associativo. Secondi ha ricordato che l’amministrazione ha scelto di lavorare fin dall’inizio del mandato per abbattere non solo le barriere fisiche, ma anche quelle sensoriali e culturali, affinché ogni cittadino possa vivere pienamente gli spazi pubblici. Il nuovo ingresso dello stadio Casini è un tassello di questo percorso, che proseguirà con la seconda fase del PEBA, in partenza il 21 maggio con un incontro pubblico alla biblioteca Carducci.

Il presidente Bambini ha espresso con chiarezza quanto questo intervento fosse atteso dalla società. Lo stadio Casini è un luogo identitario per il club, un punto di riferimento per atleti, famiglie e tifosi. La riqualificazione dell’ingresso rappresenta un passo fondamentale per garantire accoglienza e dignità a tutti, senza eccezioni. Bambini ha ricordato anche il legame profondo con la famiglia Casini, sottolineando come il ricordo di Lorenzo sia parte integrante della storia del club. Da 25 anni, ha detto, il padre Francesco è presente ogni domenica allo stadio, un gesto che testimonia un legame che va oltre il calcio.

Il vice presidente vicario Tomassucci ha evidenziato come lo Sporting Club Trestina sia ormai una realtà consolidata non solo nell’Alta Valle del Tevere, ma in tutta l’Umbria. I numerosi campionati consecutivi in serie D confermano la solidità del progetto sportivo, fondato sulla crescita dei giovani e sulla qualità del lavoro tecnico. Tomassucci ha ringraziato l’amministrazione comunale per l’attenzione costante all’impiantistica sportiva, ricordando come il territorio tifernate abbia una tradizione calcistica importante, affiancata da una vivacità associativa che coinvolge molte altre discipline.

Il momento più toccante della giornata è arrivato con le parole di Francesco Casini, che ha espresso la gratitudine della famiglia per l’intervento realizzato. Ha definito il lavoro “fatto così bene da emozionare”, ricordando che Lorenzo, se potesse vedere quanto è stato fatto, sarebbe felice quanto loro. Il padre ha ringraziato l’amministrazione, la società bianconera e la comunità di Trestina, sottolineando come lo stadio sia stato per Lorenzo una seconda casa, un luogo di gioia, impegno e amicizia. Il memorial, ha aggiunto, è un modo per tenere viva una tradizione che unisce sport e affetto, e che ogni anno rinnova un legame profondo con il territorio.

La riqualificazione dell’ingresso dello stadio Casini è un gesto che parla di comunità, memoria e responsabilità pubblica. È un modo per ricordare Lorenzo attraverso un luogo che continua a vivere grazie ai giovani che lo attraversano, alle famiglie che lo frequentano, ai volontari che lo animano. È anche un segnale di come lo sport possa essere un motore di inclusione, un terreno comune dove si incontrano generazioni, storie e sensibilità diverse. Un luogo che, grazie a questo intervento, diventa ancora più aperto, più accessibile, più vicino alle persone.

I nostri video

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*