Lettera a Mattarella per sblocco cantiere scuola Alighieri
Città di Castello chiude il 2025 come una città in piena trasformazione, con cantieri che hanno ridisegnato spazi simbolici e servizi che hanno continuato a sostenere famiglie, bambini e persone fragili senza chiedere un euro in più ai cittadini. L’amministrazione guidata dal sindaco Luca Secondi rivendica un anno di crescita urbana, riconoscimento culturale e tenuta sociale, ma apre il 2026 con un fronte di scontro aperto sul caso della scuola Dante Alighieri, bloccata da una procedura nazionale che ha lasciato la comunità senza un edificio scolastico funzionante, come riporta il comunicato di Marco Baruffi – Comune di Città di Castello.
Il quadro che emerge dal bilancio di fine anno è quello di una città che si è fatta conoscere in Italia e all’estero attraverso i suoi tesori artistici, gli eventi e una strategia di promozione territoriale che ha puntato su identità e qualità. Secondi insiste su un punto: la trasformazione non ha avuto il costo di tagliare servizi o alzare tariffe. I nidi, le mense e i trasporti scolastici sono rimasti stabili, così come il livello delle prestazioni sociali che da anni colloca Città di Castello tra i riferimenti umbri per la risposta ai bisogni di chi è più vulnerabile. Il bilancio, giudicato sano dagli organismi di controllo, è stato lo strumento per tenere insieme investimenti strutturali e protezione delle fasce deboli.
L’architettura finanziaria del Comune, consolidata anche nel bilancio di previsione 2026 appena approvato, prevede che tutti i servizi essenziali siano salvaguardati, mentre le risorse aggiuntive vengano orientate verso riqualificazione urbana, opere pubbliche e manutenzione straordinaria del patrimonio. La giunta rivendica la scelta di non scaricare le difficoltà sull’utenza, ma di lavorare su reperimento di fondi esterni, cofinanziamenti e programmazione pluriennale. In questo quadro, la coprogettazione con il terzo settore ha assunto un ruolo determinante: associazioni, cooperative sociali e realtà del volontariato sono state coinvolte nella definizione di progetti condivisi su scuola, sport, inclusione e sostegno alle persone fragili, al punto da diventare un modello citato in ambito regionale.
Nel campo delle pari opportunità, Città di Castello continua a giocare un ruolo di guida. La rete istituzionale contro la violenza sulle donne, coordinata dal Comune, viene descritta come un’esperienza pionieristica a livello nazionale, capace di mettere insieme amministrazione, servizi sociali, forze dell’ordine, sanità e mondo dell’associazionismo. Per Secondi, si tratta di uno dei tratti identitari del mandato: non solo opere materiali, ma anche infrastrutture sociali e culturali che incidono sulle vite delle persone e sulle relazioni dentro la comunità.
Alla conferenza stampa di fine anno, nella residenza municipale di piazza Gabriotti, il sindaco e la giunta al completo hanno riassunto un percorso che definiscono coerente con il mandato ricevuto: cambiare e riqualificare la città guardando al futuro. Secondi parla di “nuova Città di Castello” non come slogan, ma come processo concreto: interventi sulle scuole, sulle frazioni, sulle piazze, sui palazzi storici, sugli impianti sportivi. L’idea di fondo è investire oggi su strutture che possano resistere per decenni, anche a costo di qualche disagio nel presente dovuto a cantieri e modifiche temporanee alla viabilità o alle abitudini dei residenti.
Il capitolo PNRR viene indicato come uno dei fronti più significativi. Dei 24 interventi finanziati, 16 sono stati completati: tra questi, l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico dell’asilo nido “La Coccinella”, la demolizione e ricostruzione della scuola primaria di Badia Petroia, i lavori alla copertura della scuola dell’infanzia “La Tina”, la riqualificazione e messa a norma della palestra della scuola “Gregorio da Tiferno” a Trestina. Si tratta di strutture frequentate ogni giorno da centinaia di bambini e famiglie, che ora possono contare su edifici più sicuri, moderni e meno energivori, con ricadute sulla qualità della vita e sui costi di gestione.
Nel cuore del centro storico, il 2025 ha portato al recupero della facciata della Pinacoteca comunale su via della Cannoniera e dell’edificio d’angolo della dimora cinquecentesca, restituendo alla città un biglietto da visita più curato e coerente con il valore delle opere custodite all’interno. È stato inoltre avviato il rilancio del mercato coperto storico, con la riqualificazione di area e stabile in vista dell’assegnazione degli spazi commerciali nel 2026, e si è completato il restauro dell’ultimo piano della biblioteca Carducci, dove è nato un caffè letterario pensato come luogo di incontro, lettura, studio e socialità. L’obiettivo dichiarato è ridare funzione viva ai contenitori culturali, trasformandoli in punti di riferimento quotidiani e non solo in mete occasionali.
Guardando avanti, i primi mesi del 2026 vedranno l’inaugurazione del chiostro di San Domenico, oggetto di un importante intervento di recupero, e il completamento del restauro delle mura urbiche in corrispondenza di San Giacomo. Due tasselli che rafforzano un percorso di manutenzione programmata del patrimonio storico, non solo per ragioni estetiche o turistiche, ma anche per sicurezza e fruibilità degli spazi. In parallelo, si prepara la nuova stagione di Agenda Urbana 2021-2027, con quasi 7 milioni di euro destinati a progetti che intrecceranno mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, innovazione digitale e coesione sociale.
Emblematica della strategia di lungo periodo è la scelta sulla piscina comunale. Dopo quarant’anni di attività, l’impianto è stato oggetto di un investimento complessivo superiore a 1,4 milioni di euro, con l’obiettivo di garantirne l’operatività per altri quarant’anni. Secondi la indica come simbolo di un modo di amministrare che rifiuta gli interventi tampone: meglio un cantiere robusto e un impianto rinnovato, spiega, che una lunga serie di riparazioni emergenziali che drenano risorse senza offrire vere prospettive. L’impianto natatorio, utilizzato da famiglie, scuole e società sportive, diventa così una metafora di un approccio strutturale alle politiche pubbliche.
La nota stonata del bilancio 2025 è la scuola Dante Alighieri. A differenza delle altre opere, l’intervento – demolizione e ricostruzione dell’edificio – non è stato gestito direttamente dal Comune, ma attraverso una gara d’appalto curata da Invitalia. Il sindaco non usa giri di parole: l’appalto è rimasto impantanato, è stato avviato il procedimento di risoluzione contrattuale con l’impresa aggiudicataria e i lavori sono fermi. Il risultato è che una comunità che aveva una scuola, oggi non ce l’ha più. Per questo Secondi ha annunciato la decisione di scrivere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo un intervento nei confronti del Governo.
Il caso, nelle parole del sindaco, va oltre i confini tifernati. Il rimpallo di responsabilità tra Invitalia – agenzia del Ministero dell’Economia e delle Finanze – e il Ministero dell’Istruzione e del Merito viene indicato come una ferita aperta al diritto allo studio sancito dalla Costituzione. Secondi intende farsi portavoce anche degli altri Comuni italiani che vivono situazioni analoghe di cantieri scolastici bloccati, chiedendo che chi ha contribuito a determinare l’impasse si assuma l’onere di risolverla. Al centro non c’è una disputa burocratica, sostiene, ma la vita quotidiana di studenti, insegnanti e famiglie costretti a fare i conti con strutture provvisorie e soluzioni tampone.
Se la partita delle infrastrutture scolastiche è complessa, quella culturale viene raccontata come una storia di successo. Il 2025 è stato definito “fortunato” per la cultura cittadina. Lo Stendardo della Santissima Trinità di Raffaello, custodito nella Pinacoteca comunale, è stato ulteriormente restaurato e certificato come prima opera realizzata dall’artista. Nel 2026 volerà al Metropolitan Museum di New York per la mostra “Raphael, sublime poetry”, aprendo un percorso espositivo che porterà il nome di Città di Castello su una ribalta internazionale di alto profilo. Uno dei simboli del patrimonio locale diventa così ambasciatore nel mondo, con un ritorno d’immagine atteso anche in termini turistici.
In parallelo, la Pala di Santa Cecilia, grazie a un restauro sostenuto tramite Art Bonus dall’Università eCampus, ha visto cambiare radicalmente il proprio status: da opera attribuita alla scuola di Signorelli a vero e proprio capolavoro di Luca Signorelli. Due risultati che hanno moltiplicato il valore, non solo economico ma identitario, di un patrimonio culturale su cui il Comune dichiara di aver lavorato negli ultimi anni con costanza, investimenti mirati e una visione che intreccia tutela, ricerca e promozione turistica.
L’eco mediatica nazionale e internazionale che ha accompagnato le vicende di Raffaello e Signorelli, unita al rilancio degli eventi cittadini e a un calendario promozionale distribuito lungo tutto l’anno, ha contribuito a rafforzare l’immagine di Città di Castello fuori dai confini regionali. La città si presenta con tratti riconoscibili: la qualità delle esposizioni e delle collezioni, il rapporto con il territorio vallivo, la centralità del tartufo come prodotto identitario, tanto da coordinare le 11 città umbre dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Cultura, enogastronomia e paesaggio vengono messi a sistema in una narrazione integrata, che punta a un turismo non mordi e fuggi ma di scoperta e ritorno.
Sul fronte dei servizi, una delle linee di lavoro principali è stata la digitalizzazione. L’amministrazione ha potenziato il Digipass come punto di supporto per i cittadini alle prese con pratiche online, identità digitali e servizi pubblici telematici. In parallelo, sono state ampliate le prestazioni erogabili via web dal Comune, dai certificati anagrafici ai pagamenti, fino al nuovo portale istituzionale che dovrebbe rendere più agevole l’accesso alle informazioni e alle procedure. La sfida è accompagnare anche le fasce meno avvezze al digitale, evitando che l’innovazione diventi un nuovo fattore di esclusione.
Guardando al 2026, la giunta conferma la centralità dell’impronta sociale. Secondi ribadisce che il livello dei servizi alla collettività non verrà abbassato, ma anzi rafforzato dove possibile. Il Piano Regolatore Generale è presentato come un’opportunità per chi vuole investire sul territorio, con l’intenzione di dare concretezza alle Zauni e di rispondere, nel perimetro delle regole, alle esigenze dei comparti produttivi. Il filo conduttore resta la “nuova Città di Castello”, un progetto che passa anche da interventi sull’assetto idrogeologico, come la messa in sicurezza di tratti del torrente Scatorbia e di altri corsi d’acqua demaniali vicini ai centri abitati, per un importo di 1,5 milioni di euro.
Un altro tassello riguarda la mobilità e la sosta. Con il completamento della rifunzionalizzazione dell’area dell’ex scuola Garibaldi e il raddoppio del parcheggio Collesi, la città potrà contare su oltre 400 posti auto gratuiti attorno alle mura urbiche, un unicum a livello umbro secondo l’amministrazione. Sul tema delicato della ZTL, spesso al centro di discussioni tra commercianti, residenti e pendolari, Secondi precisa che non nascerà una nuova zona a traffico limitato, ma un sistema più flessibile: i varchi elettronici entreranno in funzione in via sperimentale, inizialmente senza sanzioni, e le limitazioni saranno rimodulate con l’obiettivo di rendere più semplice la vita di chi vive, lavora e frequenta il centro. Piazza Gabriotti, per esempio, sarà interdetta al traffico solo di notte, mentre per i residenti spariranno alcune rigide fasce urbane di sosta, e le attività economiche avranno finestre più ampie per carico e scarico.
Nel confronto con i giornalisti, il sindaco ha affrontato anche il tema sanità, chiedendo alla Regione Umbria attenzione costante sull’ospedale cittadino, in particolare sulla stabilità delle professionalità mediche, sul potenziamento del pronto soccorso e sulla medicina del territorio. Secondi rivendica il ruolo del Comune come voce della comunità nelle sedi istituzionali, consapevole che una città che investe su scuole, cultura, sociale e infrastrutture non può permettersi una sanità in affanno.
Il racconto del 2025 di Città di Castello, così, si muove tra numeri e storie: milioni di euro di investimenti e singole famiglie che continuano a trovare nidi e mense a prezzi invariati; grandi opere culturali che volano a New York e studenti che aspettano una nuova scuola; parcheggi gratuiti attorno alle mura e cittadini che imparano a usare i servizi digitali.
Per la giunta, è la fotografia di una comunità che cambia senza perdere sé stessa, tenendo insieme sviluppo e diritti, rigenerazione urbanistica e protezione sociale, ambizioni internazionali e cura quotidiana dei bisogni dei tifernati.

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