Città di castello, consiglio comunale, livello di tassazione invariato per la Tari


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“Nel passaggio da Tares a Tari non c’è stato aumento della tassazione, che è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno scorso ed è più bassa della media nazionale e della media umbra, come pure non c’è stato incremento del costo del servizio di ge-stione dei rifiuti da parte di Sogepu Spa, che è lo stesso dal 2012”. E’ in sintesi quanto hanno dichiarato il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore al Bilancio Mauro Alche-rigi in risposta agli interventi del capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini e del capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini concernenti gli avvisi di pagamento della tassa che sono arrivati in questi giorni ai tifernati.

In sede di comunicazioni, Sassolini aveva parlato di “preoccupazione, rabbia e difficoltà” dei cittadini per il costo della Tari, segnalando “il problema rappresentato dagli importi molto pesanti e dalle scadenze ravvicinate dei pagamenti”. “Vorrei capire come mai moltissimi cittadini pagano molto di più degli anni passati sulle prime, ma anche sulle seconde case, pure quelle senza re-sidenti”, aveva detto Sassolini, che aveva sollecitato il sindaco a “modulare il pagamen-to per gli utenti in difficoltà”.

“Abbiamo ricevuto molti solleciti dalle famiglie – aveva af-fermato Mancini – e se è vero che ci sono state anche riduzioni, è altrettanto vero che molte categorie di cittadini lamentano di aver pagato di più”.

Nel riconoscere la respon-sabilità maggiore della situazione al sistema di tassazione dello Stato, “che – ha detto – scarica la propria inefficienza sui comuni, ridotti a meri esattori di tributi”, l’esponente della minoranza aveva tuttavia evidenziato che “anche l’amministrazione comunale at-tuale sta sopperendo a gravi e storiche inefficienze che vengono dal passato, come gli effetti dell’accordo sulla rimodulazione dei flussi dei rifiuti e gli affitti pagati alla Regione per la propria partecipata Sogepu, che in un momento di vacche magre vengono scari-cati sulla comunità, cosa che è inaccettabile”.

Nel dare conto di aver ricevuto analoghe lamentele, il capogruppo de La Sinistra per Castello Alessandro Alunno aveva dato conto di aver verificato che i cittadini spesso sbaglino i riferimenti in certe valutazioni e ha richiamato l’attenzione sul fatto che “l’anno scorso sono state pagate due rate come Tarsu e due come Tares, per cui alcuni utenti non sommano in maniera corretta l’ammontare di quanto pagato”.

L’assessore Alcherigi ha replicato chiarendo che “il costo del servizio di gestione dei rifiuti a Città di Castello è identico dal 2012, quindi da tre anni, ed è pari a 7 milioni 950 mila euro più le tasse”. L’assessore ha invi-tato a considerare come l’anno scorso siano stati effettuati quattro invii separati di avvisi di pagamento, “la cui somma – ha precisato – determina un ammontare uguale a quello che hanno ricevuto adesso gli utenti”. “Anzi – ha aggiunto Alcherigi – rispetto allo scorso anno non si paga 1 milione 36.000 euro di servizi indivisibili che erano insieme alla TARES e andavano direttamente allo Stato”.

“Se guardiamo complessivamente la pressione tributaria sui cittadini è diminuita di 1 milione 600 euro nel periodo 2012- 2014”, ha puntualizzato l’assessore, che ha parlato di una variazione minimale unicamente per le utenze domestiche (2-3 per cento di aumento in media, pari, sempre in media, a 4-5 euro in più ad avviso di pagamento), frutto anche della revisione del pi-ano industriale dovuta alle somme restituite ai cittadini per decessi, mancate comuni-cazioni o inesatte informazioni.

Quanto alle date, Alcherigi ha osservato: “è vero che la prima scadenza doveva essere il 15 settembre, ma averla posticipata al 30 ottobre ha ritardato solo il primo pagamento, lasciando invariate le altre scadenze al 15 novembre, al 15 febbraio e al 15 marzo, per chi paga a rate, e al 15 dicembre per chi paga in unica soluzione”. “Nessun Comune sposta come noi in avanti l’incasso finale, attenti a non far coincidere le scadenze di pagamento delle tasse sia nazionali che locali”, ha chiarito Alcherigi, che ha puntualizzato: “si procederà al recupero con sanzioni solamente dopo la scadenza finale di marzo 2015, dopo la quale partiranno gli avvisi di recupero”.

Alcherigi ha quindi messo a confronto il livello di tassazione locale con quello degli altri comuni principali della regione, spiegando che a Città di Castello le utenze domestiche pagano in media il 30 per cento in meno di Perugia e la differenza è ancora maggiore per le utenze non domestiche.

L’assessore ha confrontato il costo della Tari a Città di Castello con i principali comuni umbri per le aziende, sia dell’industria che dell’artigianato (1,40 euro a metro quadrato contro i 4,39 media di città umbre e comunque importi inferiori al 2012; per i bar (7,60 euro contro 12,52 media di città umbre); per i ristoranti 8,67 euro, contro 15,82 media delle città umbre; per musei, biblioteche chiese (1 euro contro 3,80 della media delle città umbre); per uf-fici e studi professionali, che pagano come nel 2012 . Rispetto ai dati nazionali, l’assessore ha fatto notare che a Città di Castello si paghi 101 euro per un’abitazione di 50 metri quadrati per una persona, contro una media nazionale nei capoluoghi di pro-vincia di 133 euro, 276 euro per tre persone su un’abitazione di 108 metri quadrati con-tro una media di 345 euro, 351 euro contro una media di 439 euro per cinque persone in un’abitazione di 120 metri quadrati.

“E’ il consiglio comunale che ha prodotto questi risultati, ve ne dovete prendere i meriti – ha detto Alcherigi ai consiglieri, in riferimento ai comunicati di alcuni esponenti politici – bisogna che ci sia la giusta consapevolezza di un lavoro che abbiamo fatto insieme”. Il sindaco Bacchetta ha garantito che “l’amministrazione ha fatto di tutto per essere meno esosa possibile, compiendo scelte che sono state corrette”.

“Certo – ha osservato – pesa a tutti ricevere avvisi di paga-mento, ma bisogna riconoscere che sono molto diluiti nel tempo, un atto di fiducia, questo, nei confronti degli utenti, pur a prezzo di difficoltà a gestire le casse comunali”.

Il sindaco ha compreso le reazioni di fronte agli importi pervenuti, ribadendo che il fatto di non aver espresso il totale l’anno scorso, perché frazionato in quattro invii distinti, abbia invece dato quest’anno una percezione diversa della realtà. “A volte per perseguire la trasparenza rischiamo di far capire cose diverse”, ha osservato Bacchetta, che ha puntualizzato: “non c’è stato aumento della tassazione sui rifiuti, siamo l’unico comune dell’Umbria che non ha tassato fabbricati rurali, rinunciando a soldi veri, e guardandoci attorno posso garantire che l’imposizione tifernate è di gran lunga minore alla media regionale ed più bassa anche di quella dei comuni minori”.

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