Arresti violati, disposto il carcere per 36enne a Perugia

Aggravata la misura dopo ripetute evasioni nel centro di Perugia

Gli agenti della Polizia di Stato di Perugia hanno eseguito l’ordine di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo di 36 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari e ritenuto responsabile di ripetute violazioni delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria. Il provvedimento è stato disposto dal G.I.P. dopo una serie di episodi che hanno evidenziato, secondo gli inquirenti, l’incapacità dell’indagato di rispettare le limitazioni previste.

L’uomo, classe 1990, nei giorni precedenti aveva distrutto volontariamente il braccialetto elettronico antistalking, rendendo impossibile ogni forma di monitoraggio. Tale gesto aveva già determinato un primo intervento dell’Autorità Giudiziaria, che aveva confermato per lui la misura degli arresti domiciliari, ritenuta allora ancora adeguata.

La situazione è però precipitata quando il 36enne è stato sorpreso dal personale del Commissariato di Città di Castello all’interno di un esercizio pubblico, in evidente violazione delle condizioni imposte. L’uomo era stato quindi arrestato per evasione e, dopo la convalida, aveva patteggiato la pena, tornando nuovamente ai domiciliari.

Nei giorni successivi, durante un ulteriore controllo, i poliziotti non lo hanno trovato nell’abitazione indicata, registrando così un’altra violazione. La reiterazione delle condotte, unita alla valutazione dell’inadeguatezza della misura meno afflittiva, ha portato la Procura a richiedere un intervento più severo.

Il G.I.P., accogliendo la proposta, ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, sostituendo i domiciliari con la custodia cautelare in carcere, ritenuta l’unica soluzione idonea a prevenire ulteriori episodi.

Una volta emesso il provvedimento, gli agenti del Commissariato hanno notificato l’ordine all’uomo e lo hanno accompagnato presso la Casa Circondariale di Perugia – Capanne, dove è stato definitivamente ristretto. L’intervento chiude una sequenza di violazioni che, secondo gli investigatori, rendevano ormai inevitabile un regime detentivo più rigoroso.

A Perugia aggravata la misura cautelare: 36enne trasferito in carcere per ripetute violazioni e distruzione del braccialetto elettronico.

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