Approvato il bilancio con avanzo utile per Città di Castello
Città di Castello 29 -04 – 2026 –Il consiglio comunale ha dato il via libera al rendiconto 2025 con una maggioranza compatta e un’opposizione critica, segnando un passaggio politico rilevante per la programmazione del 2026. Il documento finanziario si chiude con un avanzo libero di 5.202.000 euro, risorsa che l’amministrazione considera strategica per sostenere investimenti e garantire la continuità dei servizi essenziali. Una cifra che, nelle intenzioni della giunta, rappresenta un margine operativo prezioso in un contesto nazionale segnato da tagli e incertezze, come riporta il comunicato di Marco Baruffi – Comune di Città di Castello.
Il sindaco Luca Secondi e l’assessore al Bilancio Mauro Mariangeli hanno rimarcato in aula la scelta politica di non trasferire sui cittadini gli effetti delle riduzioni di risorse statali. Nessun aumento tariffario, nessun taglio ai servizi. Una linea che la maggioranza rivendica come segno di responsabilità e attenzione alla tenuta sociale della comunità.
Nel dettaglio illustrato da Mariangeli, il 2025 si chiude con pagamenti per circa 104 milioni di euro e riscossioni per 105 milioni, con un saldo di cassa positivo pari a 5.065.000 euro al 31 dicembre. Il risultato complessivo dell’amministrazione raggiunge 25.405.000 euro, articolato nelle diverse componenti previste dalla normativa contabile. La parte disponibile, quella che costituisce l’avanzo libero, è appunto di 5.202.000 euro. Secondo l’assessore, questo margine conferma una gestione prudente e rigorosa, capace di sostenere investimenti senza ricorrere in modo eccessivo a nuovi mutui. Una strategia che, nelle intenzioni della giunta, permette di mantenere elasticità finanziaria anche di fronte a eventuali imprevisti. Tra le voci principali, il 2025 registra rimborsi di quote capitali per 971.000 euro e nuovi prestiti per 1.365.000 euro, con oneri finanziari pari a 920.000 euro, equivalenti al 2,20% delle entrate accertate dei primi tre titoli di bilancio, ben al di sotto del limite del 10%.
I nuovi mutui hanno sostenuto interventi mirati: – 600.000 euro per i piani di asfaltatura – 315.000 euro per la demolizione della ex scuola Garibaldi e la creazione del nuovo parcheggio – 100.000 euro per completare la variante ciclopedonale del Cassero – 350.000 euro per la piscina comunale, tramite credito sportivo. Il quadro degli investimenti complessivi sale a 29 milioni di euro, con un peso significativo dei progetti legati al PNRR, che richiedono un impegno straordinario degli uffici comunali. L’amministrazione rivendica la capacità di indirizzare queste risorse verso settori considerati strategici: edilizia scolastica, impianti sportivi, riqualificazione urbana.
Mariangeli ha illustrato anche i dati relativi ai servizi a domanda individuale, evidenziando la quota di costi che il Comune continua a sostenere per garantire l’accesso alle famiglie. Le percentuali di copertura mostrano differenze significative: – strutture residenziali: 49% – asili nido: 59% – mensa scolastica: 71% – scuola di musica: 48% – musei e pinacoteca: 20% – trasporto scolastico: 21,10% – La maggioranza considera questi dati la prova di una scelta politica chiara: mantenere servizi accessibili anche quando la copertura economica da parte dell’utenza è limitata.
Le minoranze hanno invece evidenziato le fragilità strutturali del bilancio. La capogruppo di Castello Cambia, Emanuela Arcaleni, ha riconosciuto alcuni segnali positivi, come l’aumento delle entrate correnti e la riduzione dei debiti verso i fornitori, ma ha sottolineato criticità rilevanti. Tra queste: – un saldo negativo di 200.000 euro nelle entrate extratributarie – un incremento dei residui attivi per 757.000 euro, con un totale che supera i 40 milioni, di cui 6 milioni risalenti a oltre cinque anni – un recupero Tari molto basso: 36.000 euro riscossi a fronte di 380.983 euro accertati – un fondo crediti di dubbia esigibilità che supera 14.740.000 euro. Per Arcaleni, questi elementi indicano un bilancio formalmente corretto ma sostanzialmente fragile. La consigliera ha inoltre criticato la distanza tra gli investimenti previsti (17 milioni) e quelli effettivamente realizzati (meno di 8 milioni), oltre alla scarsità di risorse destinate alle politiche giovanili.
Un dato particolarmente rilevante riguarda la crescita degli utenti dei servizi sociali: da 5.749 persone nel 2019 a 7.177 nel 2025. Un incremento che, secondo l’opposizione, dovrebbe spingere a una riflessione più ampia sulle condizioni socioeconomiche del territorio e sulle politiche di sostegno.
Il consigliere di FDI Riccardo Leveque ha condiviso molte delle perplessità espresse da Arcaleni. In particolare, ha evidenziato il divario tra le entrate previste e quelle effettivamente accertate, soprattutto per quanto riguarda le multe: 600.000 euro incassati contro i 972.000 euro stimati, anche considerando l’attivazione della ZTL. Leveque ha criticato inoltre la forte dipendenza da finanziamenti esterni e il livello di indebitamento, che supera 26 milioni per i mutui e 11 milioni verso i fornitori. Sul fronte culturale, ha sottolineato la sproporzione tra i 64.000 euro incassati da musei e Pinacoteca e i 300.000 euro di costi, con un saldo negativo di 250.000 euro.
Il capogruppo del PD Gionata Gatticchi ha ribadito tre elementi chiave: – l’impatto dei tagli statali – la spinta del PNRR – la scelta politica di non gravare sui cittadini. Per Gatticchi, la vera sfida non è solo mantenere i conti in ordine, ma utilizzare i margini disponibili per rafforzare i servizi e ridurre le disuguaglianze.
La capogruppo Rosanna Sabba ha contestato le accuse di sovrastima delle entrate, citando dati puntuali: a fronte di previsioni iniziali per 29.319.501 euro, gli accertamenti finali sono stati 29.507.287 euro, pari al 100,64% delle previsioni iniziali e al 101,01% di quelle definitive. Sabba ha difeso anche il ricorso ai mutui, ricordando che vengono utilizzati esclusivamente per cofinanziare opere pubbliche.
Il capogruppo Andrea Lignani Marchesani ha annunciato l’intenzione di rivedere nel dettaglio le opere PNRR, distinguendo tra interventi necessari e altri meno convincenti. Ha definito “scempio” il progetto dei varchi elettronici della ZTL, ritenuto inutile e dannoso, soprattutto in relazione alle entrate da sanzioni. Sul fronte culturale, ha invitato a valutare con maggiore precisione il ritorno degli investimenti, suggerendo l’eventuale coinvolgimento di esperti per analizzare i flussi turistici e l’impatto delle iniziative.
Il sindaco Luca Secondi ha difeso con decisione la strategia dell’amministrazione. Ha sottolineato che gli investimenti PNRR non sono stati subiti, ma orientati verso priorità chiare: scuole, palestre, riqualificazione urbana. Senza queste risorse, ha affermato, molti interventi non sarebbero stati realizzabili. Secondi ha ricordato come l’indebitamento collegato a opere strategiche abbia aumentato il valore patrimoniale dei beni pubblici, citando il caso del Chiostro di San Domenico. Sui varchi elettronici, ha ribadito che la digitalizzazione è ormai un passaggio obbligato per ogni amministrazione moderna, e che i big data rappresentano uno strumento essenziale per la gestione urbana. Il sindaco ha concluso ringraziando gli uffici per la prudenza adottata nella gestione finanziaria, sottolineando come la volatilità del contesto internazionale renda ancora più importante mantenere bilanci solidi e flessibili.

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