Dimensionamento scolastico, il Tar blocca il piano regionale

Dimensionamento scolastico, il Tar blocca il piano regionale
Nella foto Sindaco Luca Secondi

 Il Comune di Città di Castello vince il ricorso e ferma tutto

CITTÀ DI CASTELLO, 31 marzo 2026 – La giustizia amministrativa interviene con decisione sulla riorganizzazione scolastica locale, congelando di fatto le manovre di accorpamento previste per l’anno in corso. Durante l’ultima seduta del consiglio comunale, il sindaco Luca Secondi ha comunicato ufficialmente l’accoglimento dell’istanza di sospensiva presentata dall’ente contro il piano di dimensionamento scolastico. Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha ravvisato elementi di fondatezza espresse dall’amministrazione, disponendo lo stop all’esecutività del provvedimento. Tale decisione rappresenta un punto di svolta per le istituzioni del territorio, che da mesi manifestavano perplessità sulla sostenibilità logistica e didattica della riforma proposta, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.

Il primo cittadino ha tenuto a precisare come l’ordinanza dei giudici non sia soltanto un atto tecnico, ma il riconoscimento di una battaglia di merito condotta senza finalità di bandiera. Il Comune ha agito per tutelare l’integrità dei servizi educativi, trovando nel Tar un interlocutore attento alle specificità del comprensorio. La sospensione del piano implica che, allo stato attuale, l’assetto delle scuole rimane invariato, garantendo una continuità operativa che sembrava compromessa. Secondi ha ribadito con forza che la posizione dell’ente non è mai stata dettata da pregiudizi ideologici, bensì da una analisi oggettiva dei disagi che il nuovo dimensionamento avrebbe riversato sulle famiglie e sul personale scolastico.

Il fronte del “no” al piano regionale si è presentato compatto davanti ai giudici amministrativi. Al fianco dell’avvocatura comunale si sono schierati, attraverso la formula dell’intervento ad adiuvandum, diversi attori chiave del sistema sociale. La Regione Umbria, il movimento dei genitori e le principali sigle sindacali degli insegnanti hanno unito le forze per sostenere le ragioni del ricorso. Questa coesione tra istituzioni e società civile ha pesato significativamente nel determinare l’esito della fase cautelare. Il supporto unanime ricevuto dal consiglio comunale ha ulteriormente legittimato l’azione del sindaco, trasformando una contesa legale in una missione di protezione del diritto allo studio e della qualità dei servizi pubblici.

Nonostante la soddisfazione per l’esito giudiziario, il dibattito politico cittadino resta acceso sulla gestione pratica degli edifici scolastici. Al centro dell’attenzione rimane il destino degli oltre trecento studenti della scuola media Dante Alighieri. Attualmente, la convivenza con il plesso della Pascoli rappresenta una sfida quotidiana per la gestione degli spazi comuni e delle attività didattiche. Durante il confronto consiliare, è emersa l’esigenza di trovare soluzioni alternative che evitino il ricorso ai container, ipotesi categoricamente esclusa dall’amministrazione. La ricerca di una sede provvisoria adeguata diventa dunque una priorità, indipendentemente dall’esito finale della contesa legale sul dimensionamento.

La tregua garantita dalla sospensiva ha comunque una scadenza prefissata. Il prossimo 12 maggio i giudici entreranno nel merito della questione, pronunciando una sentenza che stabilirà definitivamente se il piano di dimensionamento potrà essere attuato o se dovrà essere riscritto partendo dalle fondamenta. Le opposizioni, pur esprimendo compiacimento per il risultato temporaneo, invitano alla prudenza e richiamano l’amministrazione a farsi trovare pronta per ogni scenario. Nel frattempo, il Comune si prepara a valutare ogni possibile miglioramento logistico insieme agli assessorati competenti, consapevole che l’annullamento definitivo della riforma alleggerirebbe in modo automatico molte delle attuali tensioni sulla gestione degli spazi scolastici.

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