Maschere In Argilla Uniscono Scuola, Comune E Maestri Locali
La Scuola delle Arti e dei Mestieri G.O. Bufalini ha aperto i propri laboratori a cittadini e appassionati per un corso intensivo di ceramica incentrato sulla maschera, simbolo di identità, gioco e introspezione. L’iniziativa, inserita nel circuito regionale “Le Strade della Ceramica in Umbria” e patrocinata dal Comune di Città di Castello, ha trasformato per un giorno le aule didattiche in un vivace atelier aperto alla comunità.
Sotto la guida delle ceramiste Simona Baldelli e Fanette Cardinali, i partecipanti hanno seguito tutte le fasi del lavoro sull’argilla, dall’ideazione alla modellazione manuale, sperimentando tecniche diverse e confrontandosi con una tradizione artigiana che a Città di Castello affonda le radici nella storia locale. L’organizzazione è stata curata dalle coordinatrici Silvia Mercati e Giada Colacicchi, che hanno costruito un percorso di apprendimento accessibile anche a chi si avvicinava per la prima volta alla ceramica.
Il laboratorio ha avuto come fulcro l’esplorazione del tema della maschera, proposta come strumento di espressione personale e di ricerca sul proprio volto interiore. I corsisti sono stati accompagnati nella traduzione di schizzi e intuizioni in forme tridimensionali, trasformando idee e suggestioni in manufatti unici che raccontano caratteri, emozioni e frammenti di biografia.
Durante le ore di attività, i partecipanti hanno potuto “toccare con mano” la materia, imparando a riconoscere consistenza, tempi e reazioni dell’argilla, a preparare l’impasto e a modellarlo a mano libera per ottenere volumi armonici e superfici espressive. A supporto del lavoro creativo sono state mostrate tecniche base che rientrano nel patrimonio della ceramica tradizionale, permettendo ai presenti di intuire quanto rigore e sensibilità richieda questo mestiere.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la visita del vice sindaco con delega allo Sviluppo economico Giuseppe Stefano Bernicchi, che ha seguito da vicino alcune fasi della lavorazione. La sua presenza ha ribadito l’attenzione dell’amministrazione comunale verso il rilancio del comparto ceramico e verso le collaborazioni con scuole, maestri artigiani e realtà associative del territorio.
Il Comune, in qualità di membro dell’Associazione “Strade della Ceramica in Umbria”, guarda infatti alla ceramica artistica come a un tassello strategico per la promozione turistica e per la costruzione di nuove opportunità occupazionali legate ai mestieri d’arte. In questo quadro, la Bufalini viene riconosciuta come centro formativo capace di connettere giovani, professionisti e cittadini in progetti che uniscono saperi manuali e innovazione.
Le promotrici del laboratorio hanno rimarcato la sinergia tra istituzioni, professionisti e associazioni che ha reso possibile l’iniziativa: il patrocinio del Comune, la disponibilità della Scuola Bufalini, la cornice di “Le Strade della Ceramica in Umbria” e il contributo operativo dei ceramisti locali. Un intreccio di competenze e responsabilità che ha permesso di offrire alla città un’esperienza formativa di qualità, radicata nella tradizione ma aperta al futuro.
Alla fine del percorso, i partecipanti hanno potuto osservare i manufatti realizzati, in attesa delle successive fasi di essiccazione e cottura in forno che li trasformeranno in oggetti finiti, destinati a diventare memoria tangibile dell’esperienza vissuta. Ogni maschera, ancora da completare, contiene già in nuce la storia di un incontro tra mani, materia e immaginazione, e rafforza il legame tra la comunità e il proprio patrimonio artigianale.
La presidenza di Giovanni Granci e la direzione di Marco Menichetti hanno sostenuto l’apertura della Bufalini alla città, confermando il ruolo della scuola come luogo di formazione continua e presidio culturale nel tessuto tifernate. L’auspicio condiviso è quello di rendere questi appuntamenti periodici, così da costruire nel tempo un vero e proprio calendario di attività dedicato alla ceramica e alle arti applicate.
Dalla cornice regionale dei percorsi della ceramica artistica alle scelte operative compiute nei laboratori della Bufalini emerge un messaggio chiaro: investire nei mestieri d’arte significa lavorare sulla qualità della vita, sull’identità dei luoghi e sulle competenze delle nuove generazioni. La risposta positiva del pubblico al laboratorio sulle maschere spinge gli organizzatori a progettare nuove occasioni di incontro, nella convinzione che la ceramica possa continuare a essere un linguaggio vivo e riconoscibile di Città di Castello.
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