Filt Cgil: “Più tutele e qualità, ora serve un museo ferroviario”
Il trasferimento dei 103 dipendenti delle officine ferroviarie di Umbertide da Busitalia a Trenitalia si concretizza come un passaggio epocale, segnato da garanzie occupazionali e prospettive di miglioramento professionale. A confermarlo è il segretario regionale della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, che sottolinea come nessun lavoratore sarà lasciato indietro nel processo di transizione, già avviato con il coinvolgimento delle istituzioni locali e del gruppo Ferrovie dello Stato.
Il cambio di gestione, pur segnando la fine di oltre un secolo di attività ferroviaria nella cittadina altotiberina, rappresenta per molti un’opportunità concreta: stipendi più alti, sedi più vicine alle famiglie e assenza di cassa integrazione. Le nuove destinazioni includono ruoli operativi su treni e stazioni in tutta l’Umbria, da Perugia a Terni, con possibilità di scelta per ogni dipendente.
Zeno invita a evitare strumentalizzazioni politiche, ricordando che la chiusura era nota da anni e che la priorità resta la dignità dei lavoratori. Il sindacato ha già ottenuto un ventaglio di opzioni per ogni profilo professionale, garantendo continuità e stabilità.
Quanto agli spazi dismessi, la proposta è chiara: trasformarli in un museo ferroviario che celebri la tradizione umbra, oppure destinarli a uso logistico interno al gruppo FS. Un modo per non disperdere la memoria storica e dare nuova vita a un luogo simbolo del lavoro e dell’ingegno.

Commenta per primo