Passeggiata Storica a Monte Ruperto: Alla Scoperta della Baronia
Ieri mattina, 28 appassionati di storia e natura, accompagnati da un cane, hanno partecipato a un’escursione a Monte Ruperto, una piccola exclave marchigiana. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Città di Castello, dal Club Alpino Italiano e da I Cammini degli Appennini, ha avuto successo grazie alla bella giornata e all’accurata pianificazione. L’escursione, che si è svolta in una zona ricca di storia e leggende, è stata un’occasione per esplorare e riflettere su un passato ricco di significati.
Il percorso è iniziato lungo la valle del Torrente Candigliano, all’incrocio tra la strada che collega San Martino del Piano a Piobbico e la carrareccia che conduce a Monte Ruperto. I partecipanti hanno percorso il primo tratto in salita, giungendo ai ruderi del casolare Calcineto e proseguendo lungo il crinale fino al casolare di S. Donato. Questa parte del cammino ha offerto spettacolari panorami verso Monte Nerone a est e Massa Trabaria a ovest. Dopo una breve deviazione, il gruppo è arrivato ai ruderi di Monte Ruperto.
Durante il percorso, l’ingegner Giovanni Cangi, storico e relatore, ha fornito una narrazione dettagliata delle fasi storiche e delle leggende che caratterizzano la zona. Ha avuto il supporto di Andrea Caiotti e Sauro Gorbi del Club Alpino Italiano e di Marco Montedori di I Cammini degli Appennini. Le spiegazioni hanno arricchito l’esperienza dei partecipanti, offrendo un quadro completo delle trasformazioni e degli eventi che hanno segnato questa terra.
Il territorio di Monte Ruperto è caratterizzato da boschi e mulattiere, con un’altitudine che varia tra 412 e 727 metri sul livello del mare. Il Candigliano, un affluente del Metauro, segna il confine settentrionale dell’exclave. L’area presenta alcuni ruderi di case, alcuni riconoscibili, altri danneggiati dal furto di pietre. L’ingegner Cangi ha evidenziato che oltre a Monte Ruperto, esistevano altri castelli alle sorgenti del Candigliano, come Scalocchio, Citerna, e Baciuccheto, che conservano tracce di tradizioni bizantine e longobarde.
Uno dei punti salienti della narrazione è la storia dell’antica scuola di Scalocchio, attiva negli anni ‘60. Questa scuola, situata presso l’Abbazia, era caratterizzata da una particolare esperienza didattica. In assenza di corrente elettrica, il parroco dell’Abbazia, Don Zefferino Caporali, ha creato un’alternativa utilizzando un alternatore alimentato da una turbina idraulica. Questo sistema permetteva la trasmissione delle lezioni, che venivano trasmesse dalla RAI, attraverso un televisore posizionato nella parete divisoria tra le due classi. Molti studenti di Scalocchio si trasferirono poi a Città di Castello per continuare gli studi superiori.
Monte Ruperto ha una storia singolare che affonda le radici nel XIII secolo, quando, a causa di una carestia, la comunità locale ricevette aiuti dalla distante Città di Castello. Il barone dell’epoca, privo di eredi, cedette il territorio a Città di Castello in segno di gratitudine. Questo evento è documentato e risale al 25 giugno 1256. Successivamente, nel 1274, gli abitanti di Monte Ruperto ottennero agevolazioni fiscali, pagavano solo cinque soldi per focolare.
Nel corso dei secoli, Monte Ruperto ha mantenuto un legame particolare con Città di Castello. Durante le guerre tra guelfi e ghibellini, il baronato cercò protezione presso la città umbra. Le alleanze e le rivalità storiche hanno contribuito a mantenere viva la peculiarità dell’exclave. Nel 1413, il dominio di Montefeltro su Monte Ruperto è stato consolidato e nel 1630, i territori di Urbino divennero parte dello Stato Pontificio. Monte Ruperto ha continuato a far parte di Città di Castello fino all’Unità d’Italia, entrando nel Regno d’Italia tra 1860 e 1861 e successivamente nella Repubblica Italiana nel 1946.
Oggi, la baronia di Monte Ruperto ha una superficie inferiore ai 3 chilometri quadrati e non ha abitanti permanenti. L’ultima famiglia ha lasciato l’area negli anni ‘70. Nonostante la sua ridotta estensione e l’assenza di residenti, la storia e le leggende che circondano Monte Ruperto continuano ad affascinare e a richiamare l’attenzione di appassionati e studiosi.
Questa escursione ha offerto ai partecipanti l’opportunità di immergersi nella storia e nella natura di Monte Ruperto, evidenziando un patrimonio storico che merita attenzione e valorizzazione.

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