Tartufi bianchi da guinness, salute e cultura conquistano il Salone
Città di Castello, 1 novembre 2025 – In una stagione in cui la natura sembra voler regalare emozioni forti, la 45ª edizione del Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato a Città di Castello si apre con un’aria da record e un entusiasmo contagioso che attraversa il cuore dell’Umbria, come riporta il comunicato di Avi News.
Nel giorno inaugurale della manifestazione, in programma fino al 2 novembre tra le vie del centro storico, la scena viene conquistata da una “trifola” senza pari: oltre 750 grammi di profumatissimo tartufo bianco, scovato sulle colline altotiberine, che si trasforma in simbolo e mito di una stagione straordinaria per quantità e qualità delle eccellenze agroalimentari. Visitatori, esperti e ristoratori – uniti da quella passione senza confini che solo il “diamante della tavola” sa ispirare – si contendono il privilegio di ammirare e gustare un prodotto del territorio ormai considerato ambasciatore mondiale dell’Umbria più autentica.
L’atmosfera della festa per il ponte di Ognissanti si sente fin dai primi momenti: nei boschi vicini, il lavoro di cavatori e cani ha portato alla luce tartufi da guinness dei primati e la città si anima di eventi, profumi, incontri e sorprese che coinvolgono un’intera comunità. Il taglio del nastro, salutato dalle istituzioni locali e regionali e da un pubblico delle grandi occasioni, segna l’inizio di un viaggio tra gusto, cultura, passione e memoria, in cui i protagonisti sono i tartufai della valle, forti di una tradizione che ha radici profonde e si rinnova di anno in anno.
Non è un caso che proprio Città di Castello si confermi capitale nazionale ed europea del tartufo bianco: basti pensare che qui nasce una trifola su tre in Italia e che nella zona operano oltre 1.500 cavatori con più di duemila cani addestrati, vere e proprie sentinelle della biodiversità e dell’identità rurale. La cerca e la raccolta del tartufo, riconosciute patrimonio culturale immateriale UNESCO, rappresentano un rito collettivo che unisce generazioni e trasmette valori, saperi, rispetto per il bosco e per il ciclo della natura.
Le storie dei protagonisti si rincorrono tra gli stand della fiera: Marco e Manuel Penna accolgono visitatori affascinati dalla maxi-trifola esposta come un diamante prezioso, ristoratori e appassionati affollano il padiglione Bianco Pregiato per degustazioni e acquisti, mentre chef rinomati svelano i segreti dei piatti al tartufo con show cooking, laboratori e conversazioni tra arte culinaria, tipicità umbra e grande gastronomia italiana.
Non è solo una questione di palato, ma di economia, cultura e promozione internazionale. Il salone, patrocinato da Comune, Regione Umbria e Camera di Commercio dell’Umbria, racconta la straordinaria filiera del tartufo e del gusto che anima la terra altotiberina: dalla produzione al turismo, dall’innovazione alla tradizione, dal valore aggiunto all’inclusione di giovani e donne tra gli aspiranti raccoglitori. Sono sempre di più, infatti, i giovani under 25 – e le donne in particolare – a imbracciare “vanghino” e bisaccia per vivere la passione della cerca e scoprire un modo unico per stare all’aria aperta, meditare e ritrovare il contatto con la natura.
Città di Castello accoglie i visitatori con un programma che va oltre la degustazione e la promozione dei prodotti tipici: tra piazze e dimore storiche risuona la voce di grandi chef, giornalisti, scrittori e testimoni della cultura enogastronomica italiana, con eventi, libri, laboratori didattici e percorsi sensoriali che fondono sapere, sapore e benessere. Passeggiare tra gli stand del villaggio dei sapori, gustare piatti a km zero presso le pro-loco, assistere agli appuntamenti culturali nei luoghi evocativi della città, significa immergersi in una narrazione collettiva fatta di eccellenza diffusa e di orgoglio territoriale.
La storia del tartufo a Città di Castello affonda le sue radici nel mito e nella cultura locale, tra vicende leggendarie, riti medievali, aneddoti rinascimentali e curiosità letterarie. Si ricorda la prima monografia compiuta scritta nel 1564 dal medico umbro Alfonso Ceccarelli, l’“Opusculum de Tuberibus”, così come i viaggi di personaggi celebri del passato – da Lord Byron a Camillo Benso Conte di Cavour – sedotti dal profumo e dalla magia che solo un tartufo sa evocare. Il rapporto tra l’uomo e questo tubero è celebrato in un piccolo e curioso museo privato, dove attrezzi, bilance, strumenti e testi antichi raccontano la storia affascinante di una passione divenuta cultura.
Il Salone non è solo occasione per gratificare il palato, ma anche laboratorio di economia sostenibile e comunitaria. “L’edizione 2025 – sottolineano il sindaco Luca Secondi, l’assessore Letizia Guerri e il presidente Lazzaro Bogliari – è un racconto corale di filiera e territorio. L’intera comunità dell’Alta valle del Tevere, dai cavatori alle imprese del gusto, dall’agricoltura alle pro-loco, si raccoglie attorno al tartufo come grande risorsa di identità, innovazione e sviluppo sociale.” Una filiera che parte dagli esperti con i loro cani e arriva alle cucine dei ristoranti stellati o alle tavole di casa, attraversando il valore etico dello slow food, il rispetto per l’ambiente e l’orgoglio delle tradizioni.
E a raccontare questa storia di eccellenza ci sono numeri da capogiro: la città detiene il primato italiano per numero di cavatori in rapporto alla popolazione, seconda soltanto a Forlì. Nel solo 2025, l’Agenzia Forestale Afor ha rilasciato 50 nuovi tesserini, mentre la platea degli aspiranti tartufai continua ad ampliarsi, segno che la passione non conosce crisi. Le previsioni degli addetti ai lavori sono ottimistiche: piogge, sole e nuove fasi lunari fanno ben sperare per qualità e pezzature, mentre il mercato, come sempre guidato dalla legge di domanda e offerta, oscilla tra 2.000 e 4.500 euro/kg per il Bianco Pregiato – cifre che testimoniano l’unicità di una produzione che non teme confronti.
Ma il salone significa anche accoglienza, incontro fra generazioni e condivisione. Nella città che ha dato i natali a artisti e stelle di fama internazionale – come Monica Bellucci – la stagione del tartufo diventa occasione di festa, di scambio, di racconto popolare, con menu che esaltano le tradizioni: uova al tartufo, tagliatelle fatte a mano, gnocchi di Pietralunga, pane umbro sciapo e olio extravergine. I ricordi e le emozioni si intrecciano tra preparazioni storiche e nuovi abbinamenti, impreziositi dal lavoro di chef, produttori agricoli, associazioni e istituzioni.
L’identità del tartufo è oggi anche un traguardo culturale e simbolico, come sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Simona Meloni: “Il Bianco pregiato è molto di più di un tesoro enogastronomico: è storia, passione, innovazione e quotidianità. Un racconto corale dell’Umbria più autentica, capace di guardare al mondo partendo dalle radici.” Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ricorda come “evento e prodotto siano volano di sviluppo per l’intero territorio”.
Città di Castello vive questa edizione come un grande affresco collettivo, dove cultura e natura, impresa e socievolezza, innovazione e identità si intrecciano e si potenziano. Molto più che una mostra o una fiera, il Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato è il punto di incontro tra passato e futuro, un’occasione in cui la comunità si specchia e si racconta, celebrando il legame profondo tra la terra, chi la lavora e chi ne conserva la memoria.
Chi vuole avvicinarsi di più al mondo della trifola trova nei giorni della manifestazione tutte le risposte: degustazioni, laboratori, acquisti diretti, narrazioni storiche e percorsi guidati tra le eccellenze agroalimentari, in un fine settimana di gusto, autenticità e profumi indimenticabili. Il futuro della stagione – come da tradizione – sarà deciso anche dalle lune di novembre, ma una certezza attraversa già tutti: qui, nel cuore dell’Umbria, il tartufo non è solo alimento, ma cultura viva, sentimento popolare, orgoglio e ammirazione, elemento di socialità che rende speciale ogni incontro e ogni tavola.
Per informazioni e dettagli sul programma e sulle novità, è a disposizione il sito della manifestazione, insieme ai portali istituzionali del Comune, agli spazi dedicati al turismo e ai canali social, a conferma di un’offerta sempre più aperta al pubblico locale e internazionale.





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