Emodialisi a Città di Castello compie oggi ben cinquant’anni

Emodialisi a Città di Castello compie oggi ben cinquant'anni

Grande traguardo dello storico presidio di Città di Castello

Il Centro di Emodialisi dell’ospedale di Città di Castello ha raggiunto oggi l’importante traguardo dei cinquanta anni di attività. Questa mattina, all’interno del presidio sanitario, si è svolta una cerimonia ufficiale che ha assunto un profondo significato civile e spirituale. L’evento ha visto la partecipazione simultanea del vescovo della diocesi tifernate, monsignor Luciano Paolucci Bedini, e del responsabile del Centro culturale islamico locale, Ahrram Abderrahim.

Un traguardo storico per la sanità umbra

La loro presenza congiunta ha trasformato la ricorrenza in un momento di unione e di condivisione fraterna, focalizzando l’attenzione sull’importanza dell’assistenza medica come diritto universale. Insieme alle autorità religiose erano presenti il sindaco Luca Secondi e la presidente dell’associazione Amare, Carla Chieli Giombini, accolti dai vertici della direzione ospedaliera e dal direttore della struttura complessa di Nefrologia e Dialisi, Alessandro Leveque.

Mezzo secolo di evoluzione e supporto umano

L’attività del reparto è iniziata nel millenovecentosettantasei grazie all’impulso pionieristico del dottor Luciano Giombini. Nel corso dei decenni la struttura ha progressivamente integrato le più moderne tecnologie biomediche con un modello assistenziale fortemente orientato all’empatia e alla vicinanza al malato. Durante le celebrazioni, i rappresentanti della direzione medica hanno sottolineato come il trattamento dialitico rappresenti un percorso terapeutico particolarmente complesso e continuativo, capace di incidere profondamente sulle abitudini quotidiane dei soggetti assistiti. Proprio per questo motivo, il costante supporto del volontariato locale e l’alta specializzazione del personale infermieristico e medico si sono rivelati pilastri fondamentali per garantire non solo la sopravvivenza, ma anche una buona qualità della vita ai numerosi pazienti del territorio altoteverino.

Solidarietà istituzionale e prospettive future

Le istituzioni cittadine e i responsabili sanitari hanno espresso profonda gratitudine verso tutti i professionisti che hanno permesso la crescita e l’efficienza di questo servizio pubblico. La convergenza di fedi differenti e istituzioni civili attorno ai letti di cura testimonia come la tutela della salute possa superare ogni barriera culturale o sociale. Secondo la direzione aziendale, la ricorrenza odierna non rappresenta soltanto la celebrazione dei successi passati, bensì consolida l’impegno verso la costruzione di una medicina territoriale sempre più inclusiva e attenta alle fragilità. L’esperienza cinquantennale di Città di Castello si conferma così un esempio virtuoso di cooperazione comunitaria nel panorama del sistema sanitario regionale.

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