Il piano di restauro per l’antica chiesa nella città umbra
La Conferenza permanente ha ufficialmente dato il via libera all’attesissimo progetto di consolidamento e messa in sicurezza della Chiesa di San Giovanni Evangelista, un gioiello architettonico situato nella frazione di Serra Partucci, nel territorio di Umbertide. L’edificio, che si presenta come un volume unico sormontato da una tradizionale copertura a capanna, rappresenta un simbolo identitario fondamentale per l’intera comunità locale. L’approvazione dell’intervento non è solo un atto formale, ma il risultato di un percorso di pianificazione meticolosa volto a restituire solidità a un bene che porta ancora i segni profondi degli eventi sismici che hanno scosso la regione. L’obiettivo primario è quello di preservare l’integrità storica della struttura garantendo, al contempo, la massima sicurezza per i fedeli e i visitatori che torneranno a frequentarla, come riporta il comunicato dell’Ufficio stampa e comunicazione – Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016.
Le perizie tecniche effettuate sul fabbricato hanno evidenziato un quadro clinico complesso, tipico delle costruzioni in muratura portante sollecitate dal terremoto. La porzione destinata all’aula di culto mostra lesioni significative nei maschi murari e distacchi preoccupanti in corrispondenza dei cantonali, che interessano lo strato interno della tipica muratura “a sacco”. Sono state inoltre rilevate fessurazioni negli archi situati sopra il portale d’ingresso e in corrispondenza degli architravi di diverse finestre. La copertura, caratterizzata da capriate lignee e un sistema di doppia orditura con pianelle in laterizio, necessita di una revisione che ne assicuri la stabilità complessiva. Questi danni, seppur localizzati, minano la stabilità globale del manufatto, rendendo indispensabile un approccio di “rafforzamento locale” mirato e non invasivo.
Il piano d’intervento, che prevede un investimento complessivo di 200.000 euro, si avvale di metodologie di restauro all’avanguardia che rispettano l’autenticità dei materiali originali. Saranno eseguiti inizialmente dei saggi stratigrafici condotti da personale specializzato per comprendere l’esatta natura delle malte e degli intonaci. Sulle murature interne, laddove le lesioni sono più evidenti, si procederà con la tecnica dello “scuci-cuci”, ripristinando la continuità del paramento con nuovi elementi lapidei o in laterizio. Particolare attenzione verrà rivolta agli architravi danneggiati del lato sud e del portale principale: per queste zone è previsto l’impiego di tecnologie moderne come l’applicazione di nastri in fibre di acciaio galvanizzato, fissati con connettori a tassello e malte idrauliche a base di calce. Questo “esoscheletro” invisibile permetterà di assorbire le tensioni future senza alterare l’estetica secolare della chiesa.
Il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha espresso parole di grande soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo, sottolineando come la collaborazione tra i vari enti sia il vero motore della rinascita. Il ringraziamento è andato alla Regione Umbria, alla sensibilità del Vescovo Luciano Paolucci Bedini e all’impegno costante del Sindaco di Umbertide, Luca Carizia. Secondo Castelli, il recupero di questi edifici non è solo una questione di edilizia, ma un atto di amore verso la propria storia e le proprie radici. Ogni cantiere che apre in queste località rappresenta una vittoria contro l’abbandono e un segnale di speranza per il futuro dei piccoli centri, dove il patrimonio religioso funge spesso da baricentro sociale e culturale della popolazione.

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