La diocesi riorganizza le parrocchie in 12 comunità

La diocesi riorganizza le parrocchie in 12 comunità

Paolucci Bedini avvia la riforma pastorale decennale

La Diocesi di Città di Castello avvia una profonda riorganizzazione interna delle proprie parrocchie, suddividendo il territorio in tre grandi aree – nord, centro e sud – all’interno delle quali nasceranno dodici comunità pastorali. Il progetto, illustrato dal vescovo monsignor Luciano Paolucci Bedini, si estende sull’arco temporale 2024-2034 e rappresenta una svolta nel modo di concepire la vita ecclesiale sul territorio. L’obiettivo, come spiegato nel documento diocesano “Vino nuovo in otri nuovi”, è quello di rispondere ai segni dei tempi, affrontando la diminuzione delle vocazioni, il calo della partecipazione dei fedeli e lo spopolamento delle aree interne.

Ogni comunità sarà coordinata – come scrive La Nazione – da uno o due sacerdoti, affiancati da diaconi e laici con incarichi pastorali specifici. In ciascuna area vi sarà una parrocchia di riferimento che fungerà da “cuore operativo” per le celebrazioni principali e le attività comuni. Il piano prevede anche forme di convivenza comunitaria tra sacerdoti e laici: famiglie, giovani volontari, consacrati o anziani potranno vivere accanto ai parroci, contribuendo alla vita pastorale e alla cura delle relazioni all’interno del territorio.

La zona nord comprenderà le comunità di San Giustino e Cospaia, Selci, Lama, Renzetti e Celalba; Pistrino, Fighille e Citerna; infine Cerbara con Piosina, Giove e Badiali. La parrocchia di Lippiano potrebbe essere affidata al parroco di Monterchi, previa intesa tra i vescovi.
Nel centro della diocesi, le quattro comunità saranno formate rispettivamente dalle parrocchie della Cattedrale, Santa Maria delle Grazie, San Francesco, San Michele, Santa Maria Maggiore e Santa Maria Nova; poi San Pio X con gli Zoccolanti e Santa Lucia; quindi Madonna del Latte, Santa Veronica, Graticole, Belvedere e Titta; infine Riosecco, Lerchi, Astucci e Nuvole.
La zona sud includerà Trestina, Bonsciano, Canoscio, San Leo Bastia, San Secondo, Croce di Castiglione, Gioiello, Marcignano, Monte Santa Maria Tiberina, Promano, San Maiano, Cinquemiglia, Montecastelli, Niccone, Pietralunga, Aggiglioni, Pieve de’ Saddi, Carpini e Montone. Quest’ultima potrebbe essere affidata ai frati minori di Santa Maria di Umbertide.

Il progetto, voluto dalla Diocesi di Città di Castello, mira a favorire una Chiesa più partecipata e solidale, capace di rispondere alle sfide della contemporaneità e di rinnovare il modo in cui le comunità vivono la propria fede.

I nostri video

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*