Concerti Francesi, Piovani E Omaggio A Truffaut
L’Italian Saxophone Quartet ha aperto il Festival delle Nazioni il 1° settembre con un programma interamente dedicato al repertorio francese del sassofono, nelle sue composizioni originali e nelle trascrizioni, come scrive l’Ufficio Stampa Festival delle Nazioni nel comunicato. L’ensemble guidato da Federico Mondelci si è esibito a Monterchi, nei Giardini dei Musei Civici, di fronte all’affresco della Madonna del Parto di Piero della Francesca, offrendo un itinerario musicale che ha attraversato secoli e stili, da Singelée a Bozza, Françaix, Bizet, Legrand e Galliano, valorizzando la versatilità timbrica dello strumento.
La serata è stata preceduta dal concerto del Beltrani Modern Piano Trio a Città di Castello, sempre il 1° settembre, con un programma intitolato Paris, New York, Buenos Aires, che ha unito il Gershwin di Un americano a Parigi alle celeberrime pagine di Piazzolla, fondendo tango e jazz in un dialogo musicale tra città e culture diverse. Come sottolinea l’Ufficio Stampa Festival delle Nazioni nel comunicato, la proposta ha evidenziato il percorso creativo di Piazzolla, dalla formazione parigina con Nadia Boulanger fino all’integrazione del jazz nel tango argentino, trasformando la tradizione in un linguaggio contemporaneo e raffinato.
Il 2 settembre, a Sansepolcro, Nicola Piovani ha presentato Note a Margine, spettacolo in cui il compositore ha intrecciato musica e narrazione, dialogando con il pubblico attraverso aneddoti della propria carriera e accompagnato da un trio di musicisti. Il programma ha evidenziato l’abilità di Piovani di coniugare musica da film, teatro musicale e musica sinfonica, offrendo un’esperienza in cui parola e note diventano inscindibili, come scrive l’Ufficio Stampa Festival delle Nazioni nel comunicato.
Il 3 settembre, la rassegna ha proposto un programma francese completo con Beau Soir, nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Monte Santa Maria Tiberina, dove la soprano Daniela Pini, accompagnata all’arpa da Morgana Rudan, ha interpretato musiche di Debussy, Poulenc, Massenet, Pierné, Fauré, Rossini e Donizetti, Tournier, Saint-Saëns, Hasselmans e Bizet. La serata ha mostrato la ricchezza dei colori armonici e lirici della musica francese, attraversando generi e stili diversi, e confermando l’eccellenza degli interpreti.
La sezione dedicata al cinema ha avuto il suo culmine con l’omaggio a François Truffaut nella Chiesa di San Domenico a Città di Castello, sempre il 3 settembre. Il progetto, nato dal disco The Woman Next Door di Rita Marcotulli, ha intrecciato proiezioni cinematografiche, jazz e voce, con la partecipazione di artisti di calibro internazionale come Javier Girotto, Aurora Barbatelli, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto e Vince Abbracciante. Il lavoro ha esplorato la relazione tra jazz e cinema, evidenziando come la musica possa diventare elemento narrativo e poetico nei film, valorizzando la Nouvelle Vague e l’opera di Truffaut.
Il sassofono, nato nel XIX secolo ad opera del belga Adolphe Sax, si conferma protagonista di questo percorso grazie alla sua versatilità espressiva, capace di fondere la morbidezza dei fiati con la forza del metallo. L’Italian Saxophone Quartet ha saputo valorizzare le qualità dello strumento, alternando brani originali e trascrizioni che spaziano dal lirismo impressionista al jazz, passando per pagine operistiche e colonne sonore. Tra i compositori in programma, Singelée, Bozza, Françaix, Legrand e Galliano hanno contribuito a delineare la sensibilità musicale francese e la sua influenza internazionale.
Durante il festival, la connessione tra musica e narrazione è stata ulteriormente sottolineata dal percorso di Nicola Piovani, il quale ha presentato Note a Margine come esempio emblematico della sua filosofia musicale: il contatto diretto con il pubblico, la contaminazione di generi e la capacità di trasformare la propria esperienza personale in racconto musicale. L’esecuzione del pianista, accompagnata da sax, contrabbasso e percussioni, ha illustrato la poliedricità dell’autore, dalle colonne sonore alle composizioni da camera, senza mai rinunciare alla qualità artigianale della propria arte, come scrive l’Ufficio Stampa Festival delle Nazioni nel comunicato.
L’omaggio a Truffaut ha rappresentato una chiusura ideale per il festival: il jazz, protagonista insieme al cinema, ha fornito un ponte emozionale tra le immagini dei film e la musica dal vivo, mentre Marcotulli e il suo ensemble hanno reinterpretato temi ricorrenti dell’opera del regista – amore, infanzia, malinconia – con improvvisazioni raffinate, contaminazioni etniche e un senso poetico forte, offrendo un’esperienza immersiva e originale.
In sintesi, il Festival delle Nazioni 2025 ha confermato la sua vocazione internazionale e multidisciplinare, valorizzando il repertorio francese attraverso interpreti di eccellenza, proposte innovative e una narrazione musicale che ha coinvolto il pubblico in un dialogo tra passato e presente, tra cinema, jazz e musica classica. La varietà degli eventi – dai concerti di quartetto, al piano trio, al teatro musicale fino al cinema live – ha reso l’edizione memorabile, celebrando la contaminazione artistica e la profondità emotiva della musica come linguaggio universale.

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