Festival delle Nazioni: Francia protagonista a Città di Castello [video]

Festival delle Nazioni: Francia protagonista a Città di Castello

Dal 28 agosto al 12 settembre musica e cultura internazionali

Dal 28 agosto al 12 settembre 2025, la 58ª edizione del Festival delle Nazioni apre i battenti a Città di Castello, inaugurando un nuovo triennio progettuale che si estenderà fino al 2027. Quest’anno l’omaggio è dedicato alla Francia, nazione che segnerà il primo capitolo di un percorso tematico che nel 2026 coinvolgerà la Germania e l’area di cultura germanica, per approdare nel 2027, anno del sessantesimo anniversario, a un ampio abbraccio dell’intera Europa.

Il sipario si alzerà con una composizione originale di Nicola Piovani, Premio Oscar, mentre la chiusura sarà affidata a un altro Premio Oscar, Rachel Portman, che presenterà una sua nuova creazione in prima assoluta. Nel mezzo, oltre due settimane di appuntamenti, spettacoli, progetti educativi e concerti cameristici che attraverseranno linguaggi, epoche e suggestioni, con un ricco parterre di artisti internazionali.

La manifestazione si radica nella tradizione culturale e artistica dell’Alta Valle del Tevere, territorio che per oltre quindici giorni si trasformerà in un centro vitale della musica e dell’arte. Chiese medievali, musei rinascimentali, auditorium e spazi naturali diventeranno scenari per le performance, facendo emergere la forza identitaria del Festival.

Quest’anno, l’edizione guarda a Parigi e alla Francia, con un programma che esplora Debussy, Ravel, Poulenc, Fauré, Bizet e altri grandi protagonisti, accostando repertori classici a nuove creazioni contemporanee. In questo intreccio, il Festival non dimentica le radici umbre: a breve si celebreranno infatti gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, anniversario ricordato da una composizione di Piovani per coro e orchestra, eseguita dalla Guiyang Symphony Orchestra e dalla Corale Marietta Alboni sotto la direzione di Guoyong Zhang.

Il concerto inaugurale sarà così un crocevia di culture: accanto a Ravel e Debussy si ascolteranno opere del cinese Tan Dun, di Zhao Jiping e del giovane compositore Wen Ziyang, testimoniando la vocazione interculturale della rassegna.

Dopo l’apertura, Piovani tornerà con “Note a margine” a Sansepolcro il 2 settembre, un racconto musicale al pianoforte accompagnato da Marina Cesari al sax, Marco Loddo al contrabbasso e Vittorino Naso alle percussioni. Un dialogo con il pubblico in cui rivivere quarant’anni di carriera, tra ricordi di collaborazioni con Fellini, i fratelli Taviani, Benigni e Cerami.

Il cartellone prosegue con una lunga serie di concerti cameristici. Il 30 agosto, al Monastero Santissimo Crocifisso e Santa Maria di Citerna, Les Coquelicots Trio proporrà “Promenade dans le jardin de l’âme”, un viaggio tra Bonis, Fauré, Du Parc, Debussy, Satie, Poulenc, Ravel e Massenet. Parallelamente, l’Ensemble Suono Giallo guiderà il pubblico in un percorso che attraversa Berio, Scodanibbio, Sciarrino e Aperghis, in dialogo con le collezioni d’arte della Pinacoteca Comunale, del Museo Diocesano e della Collezione Burri.

Il 1° settembre sarà dedicato all’Italian Saxophone Quartet, che nei Giardini dei Musei Civici di Monterchi eseguirà un programma interamente francese, dal padre della letteratura per sax Singelée a Bizet, Françaix, Legrand e Galliano. La cornice sarà l’affresco della Madonna del Parto di Piero della Francesca.

Sempre il 1° settembre, al San Giovanni Decollato di Città di Castello, il Beltrani Modern Piano Trio presenterà “Paris, New York, Buenos Aires”, tracciando un ponte ideale tra Gershwin e Piazzolla. Seguirà il concerto “Beau Soir” con il soprano Daniela Pini e l’arpista Morgana Rudan, in un programma francese che include Debussy, Poulenc, Massenet e Bizet.

Il 6 e 7 settembre sarà la volta del progetto “Italiens à Paris”: Marco Scolastra, allievo di Aldo Ciccolini, renderà omaggio a Rossini e a Erik Satie, mentre Alessandro Marangoni eseguirà i “Péchés de vieillesse”.

L’11 settembre, al San Giovanni Decollato, il pianista francese Michel Bourdoncle condurrà un itinerario che attraversa la musica francese tra Ottocento e Novecento, dalle suggestioni impressioniste di Debussy fino alle avanguardie di Boulez.

Tra i protagonisti internazionali figura Richard Galliano, che il 31 agosto festeggerà i suoi 50 anni di carriera con un programma dedicato alla Parigi del dopoguerra. Il 9 settembre, nell’Abbazia di San Salvatore di Montecorona, Massimo Quarta e Alessandro Marangoni si uniranno all’Umbria Ensemble per proporre opere di Chausson e Milhaud.

Il Festival non dimentica la dimensione letteraria. Il 6 settembre a Città di Castello, Vanessa Gravina interpreterà “Il piccolo principe” di Saint-Exupéry, accompagnata dalle musiche di Bacalov, Nyman, Glass e Satie, con Corrado De Bernart al pianoforte. A questo si aggiungerà un omaggio a Pier Paolo Pasolini, nel cinquantenario della morte, con Guido Barbieri e i Solisti dell’Orchestra Filarmonica Vittorio Calamani, il 4 settembre ad Anghiari.

Un tributo sarà riservato al cinema francese, con una serata dedicata a François Truffaut, arricchita da musiche jazz eseguite da Rita Marcotulli, Javier Girotto, Roberto Gatto e altri artisti.

Il 12 settembre, nella Chiesa di San Domenico, la chiusura sarà affidata a I Solisti Veneti diretti da Giuliano Carella, con la prima assoluta di Filmscapes per flauto e archi di Rachel Portman, interpretata da Massimo Mercelli. In programma anche il Concerto per archi di Nino Rota, la Simple Symphony di Britten e la Sinfonia da camera di Šostakovič.

Grande attenzione sarà dedicata ai giovani talenti, con il Concorso Nazionale Alberto Burri per gruppi giovanili di musica da camera. Il Trio Rinaldo, vincitore del 2024, proporrà Fauré, Casella e Ravel, mentre il Dynamis Piano Quartet interpreterà Fauré e Piazzolla.

Il Festival proseguirà inoltre i progetti didattici con le scuole di Città di Castello, come “Itinerari didattici musicali” e “Maestri e Allievi”, che coinvolgeranno ragazzi e insegnanti in percorsi di formazione e concerti.

Accanto alla musica, ci sarà spazio anche per l’artigianato e la tradizione locale con attività ospitate nel Museo della Tela Umbra, nella tipografia Grifani-Donati e nell’Oleificio Ranieri, legando cultura materiale e patrimonio musicale.

L’attrice Monica Bellucci ha inviato un videomessaggio dal set cinematografico di Riyad, dove è impegnata nelle riprese di “7 Dogs”. Rivolgendosi alla sua città natale, ha espresso vicinanza e affetto, augurando il meglio al Festival e salutando idealmente il pubblico. Il sindaco Luca Secondi, l’assessore Michela Botteghi e la presidente Silvia Polidori l’avevano invitata come ospite d’onore, sottolineando il valore simbolico della sua presenza quale ponte ideale tra Italia e Francia.

Durante tutto il periodo del Festival sarà aperta in Piazza Matteotti la mostra “Un’avventura editoriale tra Città di Castello e Francia”, a cura di Enrico Paci per l’Archivio Storico della Libreria Paci.

Il Festival delle Nazioni conferma così la sua vocazione: intrecciare musica, cultura, identità e memoria in un mosaico che, partendo dall’Umbria, dialoga con l’Europa e con il mondo.

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