Città Smart il futuro digitale corre veloce
CITTÀ DI CASTELLO, 15 gennaio 2026 – Il 2025 si chiude come l’anno della svolta tecnologica per la macchina amministrativa, ma è il 2026 a promettere il salto definitivo verso una gestione urbana predittiva e trasparente. Il Servizio Sistemi Informativi, guidato da Luca Franceschini, ha capitalizzato i fondi del PNRR per traghettare il Comune nel futuro, come riporta il comunicato Marco Baruffi – Comune di Città di Castello. Tra i traguardi raggiunti spicca l’abilitazione al cloud nazionale, che garantisce massima sicurezza ai dati dei residenti, e il restyling completo del portale istituzionale, ora progettato per mettere il cittadino al centro di un’esperienza d’uso semplificata e interamente digitale.
Le sfide che attendono il territorio nei prossimi mesi sono ambiziose e concrete. Il lancio del portale SUAPE segnerà la fine delle lungaggini burocratiche per professionisti e imprese, unificando le procedure edilizie e delle attività produttive in un’unica interfaccia accessibile. Parallelamente, un intervento certosino di georeferenziazione porterà l’anagrafe dei numeri civici e delle strade urbane (ANNCSU) a standard di precisione mai visti prima, ottimizzando la logistica dei servizi pubblici e gli interventi di sicurezza sul territorio.
La vera rivoluzione dell’anno in corso risiede però nel progetto “Comunità inclusiva e città smart” inserito in Agenda Urbana. L’obiettivo è la creazione di un Digital Twin, un “gemello digitale” della città. Questo sistema permetterà di simulare e analizzare in tempo reale i flussi di traffico, i picchi di consumo energetico e le dinamiche demografiche. L’assessore alla digitalizzazione, Rodolfo Braccalenti, ha evidenziato come questa tecnologia non sia un semplice esercizio tecnico, ma uno strumento per prendere decisioni politiche più umane, efficaci e tempestive.
Dal nuovo portale per la gestione dei permessi ZTL all’integrazione completa nello stato civile digitale (ANSC), ogni tassello punta a abbattere le barriere tra ente e utente. L’integrazione dei dati non servirà solo a monitorare la viabilità, ma a garantire che lo sviluppo della città sia davvero coerente con i bisogni di chi la abita, rendendo la digitalizzazione il vero motore della coesione territoriale e dell’inclusione sociale.

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