Tartufo Altotevere, studenti USA in visita tra boschi umbri

Tartufo Altotevere, studenti USA in visita tra boschi umbri

Da Pittsburgh a Città di Castello per una lezione sul gusto

Città di Castello, 25 maggio 2026 – Un gruppo di studenti universitari provenienti da Pittsburgh, in Pennsylvania, ha raggiunto l’Altotevere per una giornata interamente dedicata al tartufo, prodotto simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana. Gli studenti, accompagnati dai loro docenti, hanno scelto il comprensorio di Città di Castello per vivere un’esperienza formativa sul campo, a contatto diretto con l’ambiente naturale e con chi custodisce la tradizione della cerca. L’iniziativa si inserisce in un percorso di approfondimento sulle filiere di qualità e sulle pratiche sostenibili legate ai prodotti tipici. Fin dal mattino il programma ha alternato momenti teorici e attività pratiche, con l’obiettivo di mostrare come il tartufo rappresenti non solo una risorsa gastronomica, ma anche un elemento identitario del territorio. Gli ospiti statunitensi hanno così potuto osservare da vicino il lavoro dei cercatori, il ruolo dei cani addestrati e le fasi che precedono l’arrivo del prodotto in cucina.

La giornata è iniziata nel Parco di Villa Montesca, area verde storica alle porte di Città di Castello, scelta come scenario per una dimostrazione di ricerca simulata del tartufo. A guidare l’attività è stato il professor Lorenzo Tanzi, esperto e divulgatore della storia e della cultura legata al “pianeta tartufo”. Insieme a lui, i cani Lara e Sula, protagonisti silenziosi ma decisivi della cerca. Dopo una prima introduzione sulle caratteristiche del tartufo, sugli habitat ideali e sulle norme che regolano la raccolta, il gruppo ha assistito alla simulazione di ricerca. Tanzi ha illustrato le tecniche di addestramento dei cani, le modalità di lettura del terreno e le corrette procedure di estrazione, fondamentali per preservare il bosco e garantire la ricrescita del fungo ipogeo. In un secondo momento, gli studenti sono stati coinvolti direttamente, affiancando il conduttore e seguendo Lara e Sula nei percorsi predisposti.

L’attività pratica nel parco ha suscitato grande curiosità tra i partecipanti, che hanno potuto sperimentare in prima persona la complessità della cerca. Il contatto con il bosco, il rapporto tra uomo e cane e l’attenzione all’equilibrio ambientale hanno offerto una chiave di lettura concreta sul legame tra prodotto tipico e territorio. L’esperienza ha permesso di comprendere come il tartufo sia il risultato di un ecosistema delicato, che richiede competenze, rispetto e tempi lunghi. Parallelamente, l’iniziativa ha avuto una forte valenza didattica. Gli studenti, abituati a un approccio prevalentemente accademico, hanno potuto confrontare le nozioni teoriche con una pratica radicata da secoli nelle comunità locali. Questo passaggio dal bosco all’aula, e viceversa, ha reso evidente come la cultura gastronomica sia anche cultura ambientale e sociale.

Nel pomeriggio la visita è proseguita presso la Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini – Centro di Istruzione e Formazione Professionale. Nella sala multimediale sono state presentate alcune slide dedicate al mondo del tartufo, alla sua classificazione, alle principali tipologie presenti in Umbria e alle dinamiche economiche della filiera. È stato inoltre proiettato un cortometraggio incentrato sulla storia di Leo, cane cieco divenuto simbolo del legame profondo tra persona e animale. Il filmato ha offerto uno spunto ulteriore sul ruolo dei cani nella cerca, sottolineando come la relazione di fiducia tra conduttore e animale sia centrale anche quando emergono fragilità o disabilità. In questo modo, il percorso formativo ha intrecciato aspetti tecnici, narrativi e valoriali, ampliando lo sguardo degli studenti oltre la sola dimensione produttiva.

Al termine della parte teorica, il gruppo ha partecipato a una degustazione di piatti a base di tartufo preparati dallo chef Andrea Cesari, docente della Scuola Bufalini. Le preparazioni hanno valorizzato il prodotto in abbinamento a ingredienti locali, mostrando come la cucina del territorio sappia coniugare semplicità e ricerca. La degustazione ha rappresentato l’ultimo anello della filiera presentata durante la giornata: dal bosco alla tavola, passando per formazione, tecnica e racconto.

Gli studenti e i loro docenti hanno potuto dialogare con lo chef e con gli allievi dei corsi di ristorazione, che hanno collaborato al servizio. Per questi ultimi, l’iniziativa ha costituito un’occasione concreta per misurarsi con un pubblico internazionale, mettendo in pratica competenze professionali e capacità di accoglienza.

In chiusura di giornata, il presidente Giovanni Granci e il direttore Marco Menichetti hanno salutato il gruppo statunitense, ringraziandolo per aver scelto nuovamente la Scuola di Formazione Bufalini come tappa del proprio percorso di studio. Il loro intervento ha ribadito come iniziative di questo tipo contribuiscano a valorizzare le tradizioni gastronomiche e ambientali dell’Altotevere, rafforzando al tempo stesso i legami con il mondo accademico internazionale.

L’esperienza ha permesso di far conoscere da vicino le tipicità del territorio, la professionalità degli operatori locali e il ruolo formativo delle istituzioni scolastiche. In prospettiva, giornate come questa consolidano l’immagine di Città di Castello e dell’Altotevere come luoghi in cui il tartufo non è solo un prodotto di pregio, ma anche un veicolo di scambio culturale, studio e crescita condivisa, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello.

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