Una parata storica celebra il lavoro a Città di Castello
Città di Castello, 2 maggio 2026 –Il panorama rurale ha preso possesso del centro storico attraverso una manifestazione che ha unito generazioni diverse sotto il segno della memoria meccanica con oltre cinquanta trattori d’epoca hanno trasformato la festività del Primo Maggio in un omaggio vibrante alla fatica dei campi e all’evoluzione tecnologica. La parata, partita dal parcheggio della scuola di Riosecco, ha attraversato le arterie principali per culminare nella scenografica cornice di piazza Garibaldi. Qui, tra le architetture rinascimentali dei palazzi Vitelli e l’estetica contemporanea della Fondazione Burri, i motori hanno fatto sentire la loro voce potente davanti a una folla entusiasta. L’evento ha segnato una tappa fondamentale per il C.L.E.A.T., il Club Landini Epoca Alto Tevere, che ha scelto proprio il 35° anniversario della sua fondazione per proporre questa inedita sfilata urbana con il supporto dell’amministrazione comunale.
La rassegna è una vera lezione di storia vivente della meccanizzazione agricola, tra i mezzi esposti spiccavano esemplari dal valore inestimabile, come un rarissimo Landini del 1934, testimone silenzioso di un’epoca in cui la trazione meccanica iniziava a sollevare l’uomo dalle mansioni più gravose. Modelli, definiti tecnicamente “testa calda” per il loro particolare sistema di accensione, rappresentano il cuore pulsante del progresso economico della vallata. Il presidente del club, Bruno Battistoni, ha accolto le massime cariche istituzionali cittadine, ribadendo come l’obiettivo primario del sodalizio sia preservare l’identità di un territorio che, nonostante la spinta verso l’industrializzazione moderna, non può e non deve recidere il legame con le proprie radici rurali. Questi vecchi cingolati e gommati hanno forgiato una coscienza sociale basata sulla dedizione e sulla cura del paesaggio naturale umbro.
Il momento più solenne della giornata è stato sancito dalla dimensione religiosa, legata indissolubilmente alla figura di San Giuseppe Lavoratore per la prima volta nella storia i parroci don Fabio Radicchi e don Giorgio Mariotti hanno officiato la benedizione solenne dei mezzi agricoli in piazza. Le parole dei sacerdoti hanno sottolineato come il lavoro sia un dono divino da proteggere, elevando le preghiere per le speranze di chi, ancora oggi, trae sostentamento dalla terra. Un dato particolarmente significativo è emerso dalla massiccia partecipazione giovanile: molti nuovi imprenditori dell’agricoltura locale sono scesi in piazza con orgoglio. Questo fervore dimostra che il settore primario a Città di Castello vive una fase di profondo rinnovamento, capace di integrare le tradizioni meccaniche del passato con le moderne esigenze di sostenibilità e innovazione imprenditoriale.
La manifestazione ha confermato il ruolo centrale del Club Landini Epoca Alto Tevere nella valorizzazione del patrimonio storico locale. Fondata nel 1989, l’associazione ha saputo trasformare una passione di nicchia in un evento di risonanza collettiva che attira esperti da tutta la regione. Oltre ai raduni statici, il gruppo è noto per l’organizzazione della storica gara di motoaratura, giunta ormai alla sua trentatreesima edizione. La capacità di radunare uomini e donne di ogni età attorno a macchine ormai obsolete dimostra quanto sia forte il richiamo della terra e della sua storia produttiva, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani – Comune di Città di Castello. Nel ringraziare le autorità per il sostegno ricevuto, gli organizzatori hanno ribadito che celebrare il passato è il modo migliore per costruire un futuro consapevole, dove la tecnologia e la fede continuano a dialogare armoniosamente nel nome del bene comune e della dignità del lavoro.

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