Il femminismo rivive a Città di Castello con Lucia Tancredi

Il femminismo rivive a Città di Castello con Lucia Tancredi

Donne e Femminismo: Città di Castello il riscatto è storia

CITTÀ DI CASTELLO, 15 gennaio 2026– Il racconto delle radici profonde della libertà femminile approda nel cuore dell’Umbria attraverso una narrazione che fonde rigore d’archivio e intensità emotiva. Domenica 25 gennaio, alle ore 17.00, la Sala Rossi Monti della Biblioteca Carducci farà da cornice alla presentazione di “Ersilia e le altre”, l’ultima opera di Lucia Tancredi edita da Ponte alle Grazie. Il volume si configura come un viaggio potente nella Milano di fine Ottocento, un’epoca di trasformazioni industriali vertiginose che nascondeva, dietro il velo del progresso, il sacrificio silenzioso delle fasce sociali più vulnerabili. In questo scenario, le donne e le bambine rappresentavano le “ultime tra gli ultimi”, costrette a subire il peso di una società che non riconosceva loro né voce né tutele, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani, Comune di Città di Castello.

Il femminismo rivive a Città di Castello con Lucia Tancredi

Il libro di Tancredi non è solo una cronaca del passato, ma un atto di giustizia verso figure straordinarie che hanno saputo accendere la scintilla del femminismo in Italia. Al centro della trama emerge Ersilia Majno Bronzini, una donna dal temperamento d’acciaio vicina all’area riformista del Partito Socialista. Insieme a un gruppo di pioniere, Ersilia fu capace di tessere una rete di solidarietà e resistenza che portò, nel 1899, alla fondazione dell’Unione Femminile Nazionale. Questa organizzazione, una delle prime in Europa e tuttora attiva, segnò il passaggio dalla beneficenza d’élite alla militanza politica consapevole, ponendo le basi per ogni successiva conquista civile nel nostro Paese.

L’aspetto più toccante e innovativo analizzato dall’autrice è la creazione dell’Asilo Mariuccia. Si trattava di un rifugio rivoluzionario per bambine e adolescenti delle classi popolari, spesso vittime di abusi o destinate alla strada. A differenza della filantropia religiosa tradizionale, l’Asilo Mariuccia si impose come un’istituzione laica che puntava tutto sul riscatto attraverso l’istruzione. L’idea era quella di non limitarsi a un piatto di minestra, ma di fornire alle giovani gli strumenti culturali per diventare “donne nuove”, capaci di spezzare le catene di un destino che sembrava già scritto.

L’incontro a Città di Castello, arricchito da un coinvolgente racconto per immagini, permetterà di dialogare con Lucia Tancredi, scrittrice che ha già dimostrato la sua capacità di far parlare le pieghe della Storia con il fortunato volume su Antonio Gramsci e Giulia Schucht. Attraverso la sua scrittura limpida, il pubblico potrà riscoprire quanto sia attuale la lezione di quelle pioniere che hanno trasformato la cura in coraggio e la carità in diritto, ricordandoci che il cammino verso l’uguaglianza è nato proprio dal rifiuto di accettare la rassegnazione come unica via.

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