La Scuola Arti e Mestieri Bufalini festeggia 116 anni

Lavoro: la scuola Bufalini rigenera l'occupazione in Umbria

La storica scuola tra innovazione, sostenibilità e comunità

La Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini” ha raggiunto il traguardo dei 116 anni di attività, confermandosi come una delle istituzioni più longeve e significative del territorio altotiberino, come riporta il comunicato di Giorgio Galvani, Comune di Città di Castello.

Fondata ufficialmente il 21 novembre 1909 con una cerimonia pubblica nel Palazzo Municipale di Città di Castello, la scuola nacque dall’intuizione di un gruppo di artigiani, operai e intellettuali locali che avvertivano la necessità di un luogo dedicato alla formazione tecnica e professionale delle nuove generazioni. Il progetto trovò sostegno anche grazie al lascito del marchese Giovanni Ottavio Bufalini, che alla sua morte nel 1896 destinò parte del patrimonio a favore di un’istituzione capace di promuovere arti e mestieri nei comuni di Città di Castello e San Giustino. Da allora, la scuola ha attraversato epoche complesse, dalla Grande Guerra alla crisi degli anni Trenta, fino al secondo conflitto mondiale, mantenendo sempre viva la propria missione educativa. Fin dalle origini, l’istituto ha rappresentato un punto di riferimento per i giovani che non proseguivano gli studi oltre la scuola elementare, offrendo loro competenze pratiche e teoriche indispensabili per inserirsi nel mondo del lavoro. Tornitori, saldatori, carpentieri, mobilieri e cementisti hanno trovato nella Bufalini un percorso formativo solido, capace di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

Un episodio significativo della storia della scuola riguarda il rapporto con Alberto Burri, celebre artista tifernate. Nel 1948, quando ancora non era riconosciuto a livello internazionale, Burri utilizzò i locali dell’istituto per realizzare alcune opere e, in segno di gratitudine, donò un piccolo disegno eseguito sul retro di un registro scolastico. L’opera rimase per anni custodita nella scuola prima di essere affidata alla Fondazione Palazzo Albizzini, dove oggi fa parte della Collezione Burri.

Oggi la Bufalini continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. Tra le novità più rilevanti figura l’apertura di un nuovo laboratorio di falegnameria, concepito per offrire agli studenti un ambiente moderno e attrezzato, in cui sviluppare abilità manuali e progettuali. Parallelamente, l’istituto sta investendo in interventi di efficientamento energetico, con l’obiettivo di rendere la struttura più sostenibile e confortevole, in linea con le esigenze educative e ambientali del presente.

Il presidente Giovanni Granci, affiancato dal direttore Marco Menichetti, ha sottolineato come l’anniversario non sia soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione per rilanciare la visione di una scuola capace di guardare avanti. “Prepariamo le nuove generazioni ad affrontare con competenza e consapevolezza un mondo in trasformazione”, ha dichiarato, evidenziando il ruolo centrale dell’istituto nel tessuto sociale e produttivo locale.

Il plauso è arrivato anche dai sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Stefano Veschi, che hanno definito la Bufalini un vanto per l’intera comunità. La scuola, infatti, non è soltanto un luogo di formazione, ma un presidio culturale e sociale che ha contribuito a costruire l’identità del territorio.

La celebrazione dei 116 anni diventa così un ponte tra passato e futuro: da un lato la memoria di chi ha reso possibile la nascita e la crescita dell’istituto, dall’altro la sfida di continuare a innovare, mantenendo viva la tradizione artigiana e al tempo stesso abbracciando le tecnologie più avanzate. La sua storia dimostra che la formazione non è mai un processo statico, ma un percorso dinamico che si adatta alle trasformazioni della società.

Un anniversario, che non si limita a celebrare il tempo trascorso, ma che diventa occasione per ribadire la centralità della formazione come motore di crescita e di coesione sociale.

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