Alexandre ucciso a Medellin da una banda per rapina
Continua a destare sconcerto e apprensione la misteriosa morte di Alexandre Mennesson, il 33enne residente a Umbertide, massacrato di botte a Medellin, in Colombia, mentre si trovava nel paese sudamericano. La notizia della sua tragica fine è stata diffusa attraverso Instagram, dove un mittente anonimo ha comunicato della sua morte, svelando alcuni dettagli inquietanti.
Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe stato vittima di una tecnica criminale conosciuta come “el paseo millonario”, in cui gang criminali avvicinano le vittime quando sono a bordo di taxi o auto private e le costringono a subire minacce e violenze per estorcere denaro. Possibile che il fisico atletico di Alexandre lo abbia spinto a reagire, scatenando una violenta reazione da parte dei malviventi.
Le autorità colombiane, intanto, hanno chiesto all’Italia le impronte digitali della vittima di questo efferato omicidio, funzionali, a quanto sembra, all’identificazione della salma e come autorizzazione dei genitori per effettuare l’autopsia. Solo dopo queste procedure verrà concesso il permesso di rimpatrio della salma, ma i tempi sembrano lunghi, aumentando così l’angoscia e il dolore per i familiari e gli amici di Alexandre.
La famiglia del giovane, originaria di Nizza, ha lanciato un appello alle autorità italiane affinché possano offrire un maggiore supporto e facilitare il rientro del corpo a Umbertide, dove i nonni dell’uomo risiedono, per poterlo far riposare in pace. Il sindaco di Umbertide, Luca Carizia, si è impegnato a interloquire con il Ministero degli Esteri per superare gli ostacoli burocratici e agevolare il rimpatrio.
Intanto, il giallo sulla morte di Alexandre continua a ingarbugliarsi, con tante domande ancora senza risposta. Le indagini delle autorità locali proseguono, e l’ombra della banda di rapinatori che ha sconvolto la vita di Medellin si allunga sempre di più. La comunità di Umbertide si stringe intorno alla famiglia di Alexandre, mostrando solidarietà e vicinanza in questo momento di profondo dolore.

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