Superperito indaga sulla morte di Sara Scarabicchi
La Procura di Perugia ha deciso di rafforzare l’indagine sulla morte di Sara Scarabicchi, la donna di 43 anni deceduta poco dopo le dimissioni dall’ospedale, nominando un superperito in cardiochirurgia. L’incarico è stato affidato al dottor Filippo Benassi, dirigente medico di primo livello al Policlinico Maggiore di Parma, che affiancherà la dottoressa Donatella Fedeli già incaricata di chiarire le cause del decesso e valutare il possibile nesso con l’operato dei due medici indagati.
Il caso si arricchisce così – come scrive La Nazione – di ulteriori competenze: salgono a sei i periti coinvolti. A chiedere verità sono i familiari della donna, rappresentati dagli avvocati Gianmarco (in foto) e Roberto Bianchi, che hanno nominato un proprio consulente. Anche l’ex compagno e il figlio minore, assistiti dagli avvocati Eugenio Zaganelli e Giacomo Bacchi, hanno scelto un perito di parte. Parallelamente, i due medici indagati – entrambi trentaduenni, uno in servizio al pronto soccorso e l’altro in chirurgia – hanno nominato i loro esperti, mentre la Procura ha incaricato ulteriori consulenti.
Il 3 novembre scorso Scarabicchi si era recata al pronto soccorso lamentando forti dolori addominali e altri sintomi, interpretati come gastroenterite virale. Dimessa poche ore dopo, è morta per la rottura di un aneurisma aortico, come confermato dall’autopsia eseguita sabato. La domanda centrale resta: una diagnosi tempestiva avrebbe potuto evitare la tragedia?
Il conferimento ufficiale dell’incarico al dottor Benassi è fissato per il 18 novembre. La sua analisi sarà decisiva per stabilire se vi siano responsabilità mediche e per fornire risposte attese da una famiglia che chiede giustizia e chiarezza.

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