Premio castello celebra la cultura tra memoria e futuro

Premio castello celebra la cultura tra memoria e futuro

A città di castello riconoscimenti e nuovi orizzonti

Con una cerimonia solenne al Teatro degli Illuminati, Città di Castello ha accolto la XIX edizione del Premio Castello, una manifestazione che ogni anno riunisce il meglio della letteratura italiana contemporanea. Più di trenta autori, provenienti da ogni regione e anche dall’estero, hanno partecipato a un evento che ha intrecciato arte, cultura, memoria e impegno civile, confermandosi tra le iniziative più significative del panorama letterario nazionale.

La serata si è aperta con gli interventi istituzionali del sindaco Luca Secondi, dell’assessore alla cultura Michela Botteghi, del vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, del senatore Walter Verini e del direttore della Fondazione Hallgarten-Franchetti Fabrizio Boldrini, che hanno ribadito il ruolo del premio come motore di crescita culturale e di coesione sociale. Il Comune di Città di Castello, promotore della manifestazione, ha sottolineato come il Premio Castello sia diventato un riferimento stabile per la promozione della scrittura e della lettura, non solo in Umbria ma in tutta Italia.

Tra le sezioni più toccanti, quella intitolata “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, dedicata ai detenuti degli istituti penitenziari italiani. L’iniziativa, sostenuta dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dalla Società Dante Alighieri, si distingue per il suo valore umano e sociale, offrendo ai reclusi un’opportunità di espressione e riscatto attraverso la parola scritta. In giuria, accanto alla senatrice Giulia Bongiorno e al senatore Verini, hanno collaborato figure di primo piano del panorama culturale e giornalistico nazionale.

Il vicepresidente Bori ha centrato il suo intervento sull’importanza di aprire la cultura alle fasce più fragili, riconoscendo al progetto la capacità di costruire percorsi di inclusione autentica. Una visione che ha attraversato l’intera cerimonia, animata da un profondo senso di partecipazione e da un linguaggio condiviso di solidarietà e libertà.

Sul palco, la giuria presieduta da Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, ha visto la partecipazione di personalità come Osvaldo Bevilacqua, Marino Bartoletti, Paolo Conti, Benedetta Rinaldi, Luciano Monti, Mauro Macale e Clementina Speranza. Masi ha ricordato come la qualità e la competenza dei giurati costituiscano la base di un progetto destinato a crescere, definendo il Premio Castello “una realtà di riferimento per l’intero Paese”.

Accanto ai premi letterari, non sono mancati momenti di intensa emozione. Uno di questi è stato dedicato ad Alessandro Quasimodo, che ha presieduto la giuria fin dalla nascita del premio nel 2007 fino al 2024. L’attore Mario Cei ha omaggiato la sua figura con un recital poetico, ripercorrendo la sua influenza sulla storia del concorso e il suo contributo alla diffusione della poesia.

Altro passaggio di forte impatto civile è stato la consegna del Premio speciale alla Repubblica di San Marino, per l’impegno umanitario mostrato durante la Seconda guerra mondiale nel salvataggio di migliaia di persone destinate alla deportazione. A ritirare il riconoscimento, un’opera d’arte realizzata dalla Bottega Artigiana Tifernate di Francesca e Stefano Lazzari, è stato il Segretario di Stato al Territorio Matteo Ciacci, premiato dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, Alessandro Leveque.

Il riconoscimento si ispira al saggio della studiosa Patrizia Di Luca, “Lo sfollamento nella Repubblica di San Marino durante la Seconda guerra mondiale”, che ricostruisce le storie di solidarietà e accoglienza maturate in un momento cruciale della storia europea.

Tra gli ospiti d’onore della manifestazione spiccava il professor Mario Giro, già viceministro degli Esteri e docente all’Università per Stranieri di Perugia, che ha ricevuto un premio speciale per il saggio Trame di guerre e intrecci di pace. Il presente tra pandemia e deglobalizzazione. Esperto di politica internazionale e membro della Comunità di Sant’Egidio, Giro ha offerto una riflessione profonda sui conflitti africani e sulla necessità di mantenere viva la memoria storica come strumento di pace.

Il programma del weekend letterario ha incluso due appuntamenti collaterali di rilievo. L’apertura è stata affidata a Osvaldo Bevilacqua, volto storico della televisione italiana, che ha presentato La scuola delle nonne di Marisol Burgio di Aragona, in collaborazione con il Lions Club di Città di Castello e la sua presidente Mara Caselli.

La chiusura, invece, ha visto protagonista Marino Bartoletti con la presentazione del suo volume La storia del calcio azzurro, un viaggio nel cuore sportivo del Paese. Con lui hanno dialogato il giornalista Renato Borrelli, il presidente dell’Associazione Tracciati Virtuali Antonio Vella e l’assessore allo sport Riccardo Carletti, in un incontro che ha saputo fondere cultura e passione sportiva.

La Associazione Culturale Tracciati Virtuali, promotrice dell’evento insieme al Comune tifernate, ha già annunciato che è in corso la progettazione dell’edizione 2026, in coincidenza con il ventennale del Premio Castello. L’obiettivo è ampliare la rete di collaborazioni e diffondere le iniziative su scala nazionale, con appuntamenti che coinvolgeranno scuole, istituzioni e centri culturali in diverse regioni italiane.

Con la partecipazione di scrittori, giurati e personalità di rilievo nazionale, il Premio Castello si conferma così un crocevia di idee, linguaggi e sensibilità, un luogo dove la letteratura si intreccia con l’etica e dove la memoria storica diventa terreno di dialogo e di crescita collettiva.

In chiusura, il Comune di Città di Castello ha espresso gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito al successo della rassegna, ribadendo la centralità della scrittura come strumento di libertà e rinascita. Il sipario sulla XIX edizione si è così abbassato tra applausi e riconoscimenti, lasciando già intravedere i progetti futuri che renderanno il prossimo anno un anniversario speciale per la città e per tutto il panorama culturale italiano.

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