Virtuosismo e armonia nel cuore dell’Umbria
di RitaPaltracca
Un’atmosfera intensa, sospesa tra arte, spiritualità e bellezza, ha avvolto ieri sera la suggestiva chiesa dell’Abbazia di San Salvatore di Montecorona a Umbertide, scelta come cornice per il concerto nell’ambito della 58ª edizione del Festival delle Nazioni – Omaggio alla Francia, in corso di svolgimento fino al 12 settembre in varie località dell’Alta Valle del Tevere e i confini toscani.
L’Abbazia di San Salvatore di Montecorona è tra le più significative testimonianze del monachesimo benedettino in Umbria, risalente all’inizio dell’XI secolo fu probabilmente fondata da San Romualdo nel 1008-1009, e nel 1050 vi operò, in funzione di riformatore, San Pier Damiani. Un luogo suggestivo nel suo complesso, ha conferito al concerto un’atmosfera carica di suggestione storica e spirituale.
Il concerto ha preso il via con un pubblico attento e partecipe, che ha accolto con entusiasmo i protagonisti della serata. Il violinista Massimo Quarta e il pianista Alessandro Marangoni, due interpreti della scena concertistica italiana e internazionale, reduci dall’Expo di Osaka, oltre all’eccellente quartetto d’archi di UmbriaEnsemble, formato da Angelo Cicillini e Cecilia Rossi al violino, Luca Ranieri alla viola e Maria Cecilia Berioli al violoncello.
A fare gli onori di casa è stata Silvia Polidori, presidente dell’Associazione Festival delle Nazioni O.N.L.U.S., che ha salutato il pubblico e ringraziato in particolare, il parroco di Montecorona per l’ospitalità offerta, oltre al Comune di Umbertide per il sostegno. Presente alla serata, il vicesindaco Annalisa Mierla, che ha espresso parole di gratitudine al festival per aver scelto la prestigiosa abbazia come scenario per questo evento culturale, auspicando un ritorno anche per il prossimo anno.
Il concerto, si è aperto con l’esecuzione musicale UmbriaEnsemble per poi completarsi con Massimo Quarta e Alessandro Marangoni. I brani sono capolavori del repertorio cameristico francese: Darius Milhaud (Marsiglia 1892 – Ginevra 1974) in Quartetto n.1 op. 5 dedicato a Paul Cézanne brano che fonde linguaggi musicali diversi con eleganza e spirito innovativo. A seguire il Concerto in re maggiore per violino, pianoforte e quartetto d’archi op. 21 di Ernest Chausson (Parigi 1855 – Limay 1899), opera di grande intensità lirica, in cui il virtuosismo di Quarta – già vincitore del celebre Concorso Paganini – ha dialogato con la sensibilità pianistica di Marangoni e la perfezione armoniosa dell’ensemble.
L’appuntamento ha regalato un’esperienza profondamente umana e artistica, confermando la capacità del Festival delle Nazioni di portare eccellenza musicale in luoghi dal fascino unico. Programma e info disponibili online.

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