Montone e Film Commission per valorizzare l’Alta Umbria
L’iniziativa di Giacomo Leonelli ha il merito di porre l’attenzione su un tema di strategica importanza per l’Umbria
Da Gal Alta Umbria
L’iniziativa di Giacomo Leonelli ha il merito di porre l’attenzione su un tema di strategica importanza per l’Umbria. La presenza di produzioni audiovisive e cinematografiche nei nostri territori, ce lo dicono le esperienze passate qui da noi e quelle attuali in altre regioni, è uno strumento straordinariamente efficace per la promozione su vasta scala dell’immagine culturale e turistica degli stessi, per sostenere le loro economie, per sviluppare la presenza di nuove professionalità e nuovi lavori.
Non entro nel merito del modello organizzativo proposto, ma è certamente indispensabile un coinvolgimento di tutti i territori umbri e di tutti gli attori locali disponibili, sia per l’apporto eventuale delle risorse necessarie a promuovere e pubblicizzare la Film Commission a livello internazionale, sia per la costruzione delle indispensabili relazioni tra case di produzione e luoghi di ripresa, (ad esempio: fruibilità degli spazi e beni pubblici, rapporti convenzionati da costruire con il mondo dell’impresa, messa a disposizione delle professionalità, eccetera…) in modo da definire un vero e proprio brand cinematografico da “vendere”, in un mondo estremamente competitivo, con le necessarie caratteristiche richieste dal settore.
Non bastano i luoghi e le opere d’arte, gli stupendi scenari esterni e le nostre architetture: serve un modello organizzativo e promozionale all’altezza, per capacità di promozione e innovazione metodologica. Ricordo ancora con nostalgia l’esperienza dell’Ufficio Cinema Alta Valle del Tevere di Montone, un braccio territoriale “di fatto” dell’Umbria Film Commission.
Un’esperienza, senza costi di gestione, gestita con un rapporto di partnership tra Comune di Montone e Associazione Umbria Film Festival, affiancante la Commission regionale, capace di portare qualche produzione nel nostro territorio finché operante, ma avente il destino della stessa. Non una chiusura formale a dire il vero, per problemi di bilancio o di natura amministrativa, ma una inattività di lungo periodo, dovuta all’isolamento conseguente alla chiusura della sorella maggiore.

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