La sentenza arriva a Città di Castello oggi
Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha definitivamente accolto il ricorso presentato dall’amministrazione comunale di Città di Castello. I giudici hanno annullato i provvedimenti relativi al dimensionamento scolastico per l’anno accademico 2026-2027.
La vittoria del Comune in tribunale
La sentenza, pubblicata nella mattinata di sabato 30 maggio 2026, pone fine alle incertezze che avevano caratterizzato le ultime settimane. Il Comune era stato sostenuto nel suo percorso legale dalla Regione Umbria, dai movimenti dei genitori e dai sindacati del settore scolastico. Questa ampia coalizione ha permesso di raggiungere un risultato considerato storico per la comunità locale.
L’annullamento dei decreti regionali
Nello specifico, il Tar ha cancellato il decreto del commissario ad acta numero 60, datato 27 gennaio 2026, e il decreto numero 62 del direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, firmato il 28 gennaio 2026. Entrambi gli atti erano stati sottoscritti da Ernesto Pellecchia. I provvedimenti contestati prevedevano l’accorpamento della sede di via Collodi dell’Istituto Alighieri-Pascoli alla Direzione didattica del Primo Circolo. Inoltre, disponevano l’unione della sede di via della Tina con la Direzione didattica del Secondo Circolo. Con questa decisione, tali operazioni di fusione non avranno alcun effetto pratico. L’istituto mantiene la sua autonomia e la sua struttura organizzativa originaria.
Le motivazioni della sentenza
I magistrati hanno riconosciuto la fondatezza delle doglianze presentate dal Comune. In particolare, sono stati accolti il quarto e il quinto motivo di ricorso. I giudici hanno evidenziato come il commissario ad acta avesse esercitato il potere assegnatogli in modo difforme dai principi di proporzionalità. È stata rilevata una violazione del principio di conservazione degli atti amministrativi. Inoltre, i provvedimenti risultavano viziati da eccesso di potere a causa di una carenza istruttoria e motivazionale. La scelta di operare nuove configurazioni di dimensionamento, diverse da quelle già valutate dalla Regione, richiedeva un onere dimostrativo rafforzato. Questo requisito non era stato soddisfatto negli atti impugnati.
La reazione delle istituzioni locali
Il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi Educativi Letizia Guerri hanno espresso piena soddisfazione per l’esito del giudizio. Hanno sottolineato come le istanze dell’amministrazione fossero legittime e giuste. La giustizia è stata fatta per l’intera comunità educante. L’istituto Alighieri-Pascoli è salvo e non subirà smembramenti. Le autorità locali hanno ringraziato l’avvocato Francesco Augusto De Matteis per la rappresentanza legale. Un pensiero speciale è stato rivolto alla Regione, ai sindacati e all’avvocato Alessio Tomassucci, che ha rappresentato i genitori.
Il ruolo della comunità educante
Particolare enfasi è stata posta sul ruolo determinante della cittadinanza. Genitori, dirigenti scolastici, insegnanti e personale ATA si sono mobilitati con straordinaria partecipazione. Questa unità d’intenti ha costituito una battaglia di dignità per il futuro degli studenti. La sentenza rappresenta una vittoria collettiva per la città. Essa conferma l’importanza di tutelare la qualità del diritto allo studio. La comunità di Città di Castello ha dimostrato di saper difendere attivamente il proprio sistema formativo. Questo risultato rafforza la fiducia nelle istituzioni locali e nel valore dell’istruzione pubblica sul territorio umbro.

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