Mafia digitale, Colosimo incontra gli studenti

A Città di Castello focus su social e legalità

Come la criminalità  organizzata è riuscita a diventare altamente pervasiva, abbandonando  vecchi schemi per abbracciare nuovi linguaggi  e potersi adattare all’evoluzione  della  comunicazione e ai nuovi strumenti.

E’ stata l’onorevole Chiara Colosimo, presidente  della Commissione  Antimafia,  a parlare, ieri mattina  presso il nuovo cinema Castello,  ad una  vasta platea di studenti (media Alighieri Pascoli, campus Patrizi Baldelli Cavallotti, liceo Sales, liceo Plinio il Giovane, scuola Arti e mestieri  Bufalini nrd)  di  legalità  e degli strumenti a disposizione dello Stato per combattere il crimine  organizzato.

L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Il Mosaico 2.0”, si inserisce nel percorso che il sodalizio, che quest’anno  festeggia il decennale della propria attività,  ha avviato per  promuovere la cultura della legalità  tra le nuove generazioni. Filone iniziato, l’anno scorso, con la partecipazione di Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo barbaramente ucciso in via D’Amelio.

Appassionata e diretta, l’onorevole Colosimo ha impresso un nuovo slancio alla Commissione Antimafia  che a partire dal suo insediamento  si è distinta per  un’intensa attività  sulle infiltrazioni  criminali nei partiti e sui legami tra mafia e politica.   Ricollegandosi proprio alla figura del giudice Borsellino, Colosimo ha spiegato agli studenti il ruolo della Commissione ricordando  come  attualmente la stessa sia concentrata sulla strage di via D’Amelio,  relativamente alle modalità di indagine e la gestione delle testimonianze.

Per il Mosaico, ha ricordato il presidente  Carlo Reali, questo incontro certifica  “l’impegno  dell’associazione nella promozione della cultura della legalità nelle  nuove generazioni attraverso la scuola, da sempre il nostro interlocutore privilegiato, affinché proprio  i giovani riescano ad avere strumenti adeguati per affrontare nuove criticità e vecchie fascinazioni”.

“Perché la mafia  è  ancora seduttiva, ha confermato Colosimo, specie tra i giovanissimi e grazie ai nuovi  linguaggi digitali, social in testa. TikToc, telegram, instangram e  tutte le nuove piattaforme  costituiscono “i nuovi  canali attraverso cui la criminalità,  che si è fatta più furba, ha detto Colosimo, avvelena città e tessuto sociale,  togliendo ai giovani  la possibilità di vivere in un territorio sano.

Attraverso i social le mafie fanno proselitismo tra le nuove generazioni, costruendo una falsa identità fatta di  slogan, canzoni, lusso e denaro.  Si mimetizza, manda messaggi, crea trend criminali cercando di normalizzarli. Ed è per questo che lo Sato, oggi, per vincere questa guerra, deve poter contare sulla medesima efficacia digitale”.

Tema, questo dell’evoluzione comunicativa  che  gli studenti hanno  affrontato con  articolati interventi a dimostrazione di come  la questione legalità sia  molto sentita.  “Dobbiamo parlare di legalità tutti i giorni – ha aggiunto il  presidente Reali, di come  per fare un  esempio, la droga sia uno dei canali di  finanziamento delle  mafie e di come  la  cultura e l’istruzione rappresentino lo strumento  difensivo più efficace”.

“Denunciare   e pensare con la propria testa perché come diceva   Giovanni Falcone “la  mafia è destinata, come tutte le cose, a scomparire”.  All’incontro hanno partecipato  il sindaco di Città di Castello Luca Secondi  che ha fatto un plauso al Mosaico per l’iniziativa ricordando come  “la legalità  vada ben oltre il rispetto della norma ma coinvolga proprio la  dignità della persona”, il  vice prefetto vicario di Perugia Maura Nicolina Perrotta, il questore Dario Sallustio,  i comandanti  provinciali  dell’Arma dei Carabinieri e della Guardi di Finanza, Sergio Molinari e Stefano Pietrosanto, i comandanti Massimiliano Croce, Claudia Mossali e  Adriano Polito.

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