Inaugurata la sede per valorizzare il patrimonio del chiostro
CITTÀ DI CASTELLO, 13 aprile 2026 – La comunità tifernate celebra un passaggio storico per la propria identità religiosa e civile con l’apertura ufficiale della sede della Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS. L’inaugurazione, avvenuta oggi, lunedì 13 aprile 2026 alle ore 11:00 rappresenta il punto di arrivo di un profondo cammino di riflessione intrapreso dalle Monache Cappuccine, che già nel maggio 2024 avevano formalizzato la nascita dell’ente. Alla cerimonia hanno partecipato le massime cariche istituzionali, tra cui il vescovo monsignor Luciano Paolucci Bedini e il sindaco Luca Secondi, a testimonianza della rilevanza dell’opera. Questo nuovo spazio non si configura come un semplice ufficio, ma come un centro propulsore di cultura e memoria, capace di far dialogare la secolare tradizione claustrale con le sfide della modernità e del territorio sociale.
La nuova sede, incastonata nel complesso monastico, mira a rendere visibile ciò che per secoli è rimasto custodito nel silenzio del chiostro. Suor Chiara Veronica Sebastiano, alla guida della Fondazione, ha chiarito con fermezza che l’obiettivo non è la mera conservazione di un luogo fisico, ma la circolazione di un patrimonio spirituale e intangibile. Questo lascito, ereditato direttamente da Santa Veronica Giuliani, deve oggi trovare nuove forme comunicative per parlare alla città e ai fedeli di tutto il mondo. La Fondazione si pone dunque come un atto di fiducia radicale, una scommessa sulla bellezza che ancora abita il mondo contemporaneo, offrendo una chiave di lettura della realtà filtrata attraverso l’esperienza mistica e la missione pastorale che il monastero persegue senza sosta.
Il vicepresidente Antonio Chiappani ha delineato la natura giuridica e sociale dell’ente, definendolo l’interfaccia civilistica della clausura. La struttura nasce per sostenere materialmente e moralmente il “dono di grazia” presente tra le mura del monastero, trasformandolo in un bene accessibile alla collettività. Oltre a custodire la memoria storica, la Fondazione intende attivare percorsi di sostegno sociale e culturale, coinvolgendo attivamente le realtà produttive e l’associazionismo locale. La presenza di figure di spicco dell’imprenditoria e della cultura tifernate all’inaugurazione conferma la volontà di creare un ecosistema di collaborazione. Si punta a un dialogo costante che possa tradurre la spiritualità in progetti educativi, capaci di generare un impatto tangibile sul benessere della comunità di riferimento e sull’accoglienza dei pellegrini internazionali.
Il futuro prossimo della Fondazione appare già delineato da scadenze di altissimo profilo istituzionale. Il consigliere Alessandro Corsi ha infatti annunciato che i prossimi sforzi saranno concentrati sulle celebrazioni del 2027, anno che segnerà i tre secoli dalla morte di Santa Veronica Giuliani. Questo anniversario rappresenterà il fulcro di un calendario denso di eventi spirituali, accademici e formativi, sviluppati in stretta sinergia con la diocesi e la famiglia francescana. L’obiettivo è trasformare le date significative della vita della Santa in momenti di riflessione collettiva sul senso della scelta e della carità. In questo senso, la sede appena inaugurata diventa il motore logistico e ideale per promuovere una visione della vita che, seguendo le tracce della mistica, metta al centro la ricerca incessante dell’Amore e della solidarietà sociale.
Il taglio del nastro e la svelatura della targa ufficiale hanno suggellato un momento di sobria ma intensa commozione. La benedizione della sede rappresenta l’avvio di un cammino dinamico che intende riscrivere la grammatica del rapporto tra istituzioni religiose e tessuto civile. Grazie a questa nuova apertura, il patrimonio del monastero non resta più un tesoro isolato, ma si trasforma in un bene comune a disposizione della crescita intellettuale del territorio.
La Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS si candida così a diventare una delle istituzioni più attive nel panorama umbro, capace di unire la rigida disciplina della tradizione con l’elasticità necessaria a intercettare le nuove domande di senso della società attuale. Città di Castello riscopre così una delle sue gemme più preziose, ora finalmente dotata di una voce moderna e autorevole, come riporta il comunicato di Marco Baruffi – Comune di Città di Castello.

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