Dimensionamento scolastico: a Città di Castello ricorso al TAR

Istruzione: il Tar Umbria blocca il dimensionamento scolastico

 Genitori umbri uniti contro i tagli per difendere le scuole  

La mobilitazione delle famiglie di Città di Castello contro la riorganizzazione della rete scolastica territoriale compie un salto di qualità decisivo, abbandonando la dimensione della protesta di piazza per approdare nelle aule di giustizia. Nella mattinata del 20 marzo 2026, è stato formalmente depositato un intervento ad adiuvandum presso il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria. L’azione, coordinata dall’avvocato Alessio Tomassucci, mira a sostenere con forza il ricorso già avviato dall’amministrazione comunale contro i provvedimenti di accorpamento che interessano i circoli didattici e la scuola secondaria di primo grado Alighieri-Pascoli. Il nucleo della contestazione risiede nella natura ritenuta arbitraria e tecnicamente infondata delle decisioni assunte a livello commissariale e regionale, che secondo i ricorrenti penalizzerebbero pesantemente il tessuto educativo locale.

Il collettivo di genitori sottolinea come la propria posizione non sia frutto di un’opposizione ideologica precostituita, bensì il risultato di uno studio approfondito dei documenti normativi. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti il D.M. 124/2025 e le delibere di programmazione della Regione Umbria. Secondo le famiglie, il piano di dimensionamento scolastico proposto non rispecchia affatto le linee guida del PNRR, trasformandosi in un mero esercizio di burocrazia ragionieristica che ignora le peculiarità logistiche di Città di Castello. Il confronto con esperti del settore ha evidenziato come l’attuale gestione rischi di produrre un “pasticcio organizzativo” permanente, privo di qualsiasi reale garanzia sulla qualità futura dei percorsi didattici offerti agli studenti.

Le preoccupazioni principali riguardano la gestione materiale degli spazi e la continuità dei progetti pedagogici. La mancata disponibilità della sede storica di via della Tina ha già causato una saturazione critica del plesso di via Collodi, dove la convivenza forzata di numerosi studenti sta riducendo drasticamente i laboratori e le aree comuni. A questo si aggiunge la ferita aperta dell’istituto Dante Alighieri, struttura demolita e mai ricostruita, che è diventata il simbolo di una gestione amministrativa giudicata carente. Il dimensionamento scolastico, secondo il comitato, non farebbe altro che esasperare queste fragilità, portando alla frammentazione di collegi docenti che hanno costruito nel tempo un’identità formativa d’eccellenza, oggi messa in discussione da logiche di puro risparmio economico.

Al di là dell’esito della sentenza amministrativa, l’elemento di novità assoluta è rappresentato dal risveglio della coscienza civica nel territorio tifernate. La raccolta di oltre 3.200 firme e la partecipazione massiccia alle manifestazioni pubbliche dimostrano che il tema dell’istruzione è percepito come una priorità assoluta dalla cittadinanza. I genitori respingono fermamente i tentativi di strumentalizzazione elettorale, distinguendo tra chi ha sostenuto la causa con onestà intellettuale e chi ha provato a utilizzare la scuola come paravento per coprire lacune gestionali. La nascita di questa rete autonoma di famiglie segna un precedente importante nei rapporti tra cittadinanza e pubblica amministrazione, imponendo un nuovo modello di controllo sociale sugli atti che incidono direttamente sulla vita dei minori.

Il percorso giudiziario appena intrapreso non rappresenta solo un atto di difesa, ma una richiesta di dialogo paritario con le istituzioni. Le famiglie esigono interlocutori capaci di rispettare il ruolo educativo della scuola, sottraendola alle logiche opache della politica locale. L’obiettivo finale rimane la salvaguardia di un ambiente di apprendimento sereno, dove la programmazione territoriale non sia il risultato di imposizioni calate dall’alto, ma il frutto di una visione strategica condivisa. La battaglia legale proseguirà ora nelle sedi opportune, con la consapevolezza che la tutela dei diritti degli studenti richieda una vigilanza costante e un impegno basato su dati oggettivi e trasparenza amministrativa totale, come riferisce il comunicato dell’Arch. Lucia Fiorucci.

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