Teatro gremito per Cazzullo e il suo Francesco

Teatro gremito per Cazzullo e il suo Francesco

Presentazione a Città di Castello tra applausi e solidarietà

Il Teatro degli Illuminati di Città di Castello ha registrato il tutto esaurito per la presentazione di “Francesco. Il Primo Italiano”, il nuovo libro di Aldo Cazzullo edito da Harper Collins. L’evento, organizzato dalla Caritas diocesana insieme al Comune e agli assessorati alla cultura e alle politiche sociali, ha trasformato la serata in un appuntamento di grande valore culturale e solidale, con l’intero incasso destinato a sostenere le iniziative contro l’emergenza abitativa. La fonte del comunicato, diffuso dagli uffici stampa istituzionali, sottolinea come l’iniziativa abbia riscosso un entusiasmo senza precedenti.

Il pubblico, accorso in massa e rimasto incantato per oltre un’ora di monologo, ha seguito con attenzione il racconto del giornalista e scrittore, volto noto della televisione, che ha intrecciato pagine del volume con riferimenti di attualità, aneddoti e curiosità. La performance si è conclusa con un lungo applauso e un affollato “firma copie”, segno tangibile del successo editoriale che sta battendo record di vendite.

La scenografia ha contribuito a rendere memorabile la serata: accanto al leggio, una luce azzurra richiamava la copertina del libro, mentre sullo sfondo campeggiava un’opera in pictografia a fresco su calce con inserti in foglia oro zecchino, raffigurante San Francesco, realizzata dal maestro Stefano Lazzari. Un dettaglio che ha amplificato l’impatto visivo e simbolico dell’incontro.

Nel suo intervento, Cazzullo ha sottolineato la grandezza di Francesco, paragonandolo a figure universali come Gesù e Buddha. “Di uomini così ne nasce uno ogni mille anni”, ha affermato, ribadendo il legame profondo tra il santo e l’Umbria, regione che custodisce le radici della sua vita e della sua spiritualità. “Francesco è il primo italiano – ha spiegato – perché scrive la prima poesia in lingua, inventa il presepe, reinventa il teatro e la pittura, ispira gli artisti e pone l’uomo al centro dell’universo”.

Il giornalista ha poi rivolto un pensiero alla città che lo ha ospitato: “Sono felice di essere tornato in un teatro che ho sempre trovato pieno, accogliente e caloroso. Città di Castello è rinascimentale con i segni lasciati da maestri come Raffaello e Signorelli, ma anche contemporanea grazie alle opere di Alberto Burri custodite in musei straordinari”.

La serata ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti istituzionali: il vescovo Luciano Paolucci Bedini, il vicario generale Andrea Czortek, il direttore della Caritas Gaetano Zucchini, il sindaco Luca Secondi, gli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti, oltre a parlamentari come Walter Verini e Anna Ascani. Presenti anche l’Ufficio Cultura, l’Ufficio Stampa del Comune e la cooperativa “Il Poliedro”, insieme ai volontari della Caritas tifernate.

Gli organizzatori hanno espresso grande soddisfazione per l’esito dell’iniziativa. “Il teatro gremito, l’entusiasmo dei presenti e l’incasso destinato alla Caritas hanno reso questa giornata indimenticabile”, ha dichiarato il direttore Zucchini, sottolineando il valore sociale e culturale dell’evento. Il sindaco Secondi e gli assessori hanno rimarcato come la presenza di Cazzullo abbia arricchito il cartellone delle manifestazioni natalizie, confermando la vocazione della città a ospitare appuntamenti di rilievo.

Il successo della tappa tifernate precede il debutto ad Assisi con il cantautore Angelo Branduardi, ulteriore conferma della capacità del libro di catalizzare attenzione e partecipazione. La fonte del comunicato, diffuso dalla Caritas diocesana e dal Comune di Città di Castello, evidenzia come l’iniziativa abbia unito cultura e solidarietà, trasformando la presentazione in un momento di comunità e condivisione.

Il pubblico ha risposto con calore, dimostrando quanto la figura di Francesco continui a ispirare e a parlare al cuore degli italiani. La serata ha rappresentato non solo un’occasione di incontro con un autore di grande prestigio, ma anche un gesto concreto di sostegno alle fasce più fragili della popolazione.

In un contesto di luci, parole e applausi, il messaggio di Cazzullo ha trovato eco nella platea: Francesco come simbolo di italianità, di umanesimo e di amore per l’Umbria, terra che diventa ombelico d’Italia e cuore pulsante di una storia universale.

La presentazione ha confermato come la cultura possa essere veicolo di solidarietà e come un libro possa trasformarsi in strumento di coesione sociale. Una serata che resterà impressa nella memoria collettiva, grazie alla passione di un autore e alla forza di una comunità che ha saputo accogliere e celebrare il racconto di un santo che appartiene all’umanità intera.

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