Tartufo bianco e identità: a Città di Castello torna la magia

Tartufo bianco e identità: a Città di Castello torna la magia

La 45ª edizione del salone celebra tradizione e innovazione

A Città di Castello, nel cuore dell’Umbria, il profumo del tartufo bianco pregiato torna a invadere vicoli e piazze per tre giorni di festa dedicati al gusto, alla cultura e all’identità del territorio. Da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre 2025, la città sarà palcoscenico del 45° Salone Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato, un appuntamento che unisce tradizione e innovazione, promosso dal Comune di Città di Castello con la Regione Umbria e il patrocinio della Camera di Commercio dell’Umbria. Un evento che proietta la storia locale nel futuro, valorizzando un prodotto simbolo riconosciuto patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.

Città di Castello è considerata la capitale della trifola italiana, con oltre 1.750 cavatori e più di 3.000 cani impegnati nella ricerca del prelibato fungo ipogeo. Qui, dove nasce una trifola su tre in Italia, il legame fra uomo, natura e territorio diventa un racconto collettivo di dedizione e passione. Durante il salone, le vie rinascimentali e i palazzi storici che custodiscono i capolavori di Raffaello, Signorelli e Burri diventeranno il regno dei buongustai, con un ricco programma di show cooking, degustazioni, laboratori, incontri e conversazioni tematiche.

Chef rinomati, esperti di enogastronomia, studenti degli istituti alberghieri e appassionati del settore si alterneranno sul palco del gusto per raccontare, attraverso i piatti, la versatilità del tartufo bianco e la sua centralità nella cucina umbra. Nelle osterie e nei ristoranti cittadini saranno proposti menù speciali, mentre il Villaggio dei Sapori offrirà piatti tipici e prodotti agroalimentari a chilometro zero, con la partecipazione delle pro loco e delle imprese agricole del territorio.

Accanto agli appuntamenti gastronomici, non mancheranno presentazioni di libri, dibattiti e incontri dedicati al valore culturale e salutistico del cibo. Il salone, come hanno spiegato l’assessore Letizia Guerri, il presidente dell’Ente Fiera Lazzaro Bogliari e la direttrice dell’associazione nazionale Città del Tartufo Antonella Brancadoro, è pensato come un viaggio sensoriale e culturale nel segno della sostenibilità, della promozione ambientale e della valorizzazione del comprensorio altotiberino.

La 45ª edizione, hanno aggiunto, “racconterà come il tartufo sia un’esperienza autentica da vivere tutto l’anno”, con un programma che riunisce la filiera del tartufo bianco dell’Alta Valle del Tevere: cavatori, cani, agricoltori, ristoratori e artigiani, in una celebrazione che unisce socialità, cultura, economia e innovazione.

L’Umbria si conferma così terra di tartufi per eccellenza, con Città di Castello ai vertici nazionali per numero di cavatori in rapporto agli abitanti. L’Agenzia Forestale Regionale (Afor) ha rilasciato nel 2025 50 nuovi tesserini, segno di un crescente interesse fra i giovani tra i 16 e i 25 anni, e di una partecipazione femminile sempre più ampia. Accanto ai nuovi appassionati, i veterani dell’Associazione Tartufai Alto Tevere, guidati da Andrea Canuti, osservano con ottimismo l’andamento della stagione: le prime piogge e il ritorno del sole fanno sperare in pezzature pregiate e in un’annata di qualità.

“Il tartufo bianco – ha spiegato Canuti – risente positivamente dell’alternanza di piogge e sole. Con la prossima luna potremo capire meglio la tendenza, ma le prospettive sono buone sia per quantità sia per qualità”. Sul fronte economico, i prezzi oscillano tra 1.500 e 3.500 euro al chilo per gli esemplari migliori, come confermato da Giuliano Martinelli, presidente regionale del settore agroalimentare della Cna, che prevede un mercato stabile e competitivo, sostenuto da una stagione favorevole.

Il legame tra tartufo e cultura affonda le radici nella storia. Già nel Rinascimento, grazie alla diffusione dell’arte culinaria, la trifola tornò protagonista delle tavole nobiliari. Nel 1564 il medico umbro Alfonso Ceccarelli ne celebrò le virtù nell’“Opusculum de Tuberibus”, la prima monografia dedicata al tartufo. Da allora la sua fama non ha conosciuto declino, conquistando letterati e personaggi come Cavour, che lo usava come dono diplomatico, e Lord Byron, che lo teneva sulla scrivania come ispirazione creativa.

Nel 2002 il tartufo ha trovato casa nel Museo del Tartufo, nato dalla passione di Saverio Bianconi, imprenditore e tartufaio, che ha raccolto oltre 200 pezzi legati alla storia e alla cultura della trifola: vanghini, bilance, testi antichi e oggetti di un mestiere che si tramanda da generazioni.

Il tartufo bianco di Città di Castello continua a sedurre anche il mondo dello spettacolo. L’attrice Monica Bellucci, originaria della città, non ha mai nascosto la sua passione per la trifola, spesso celebrata dallo chef Pierluigi Manfroni, maestro dei piatti “leggendari” a base di tartufo e protagonista della cucina locale. “Il tartufo è un dono della natura da trattare con semplicità e rispetto – ha ricordato Manfroni – ideale con l’uovo, le tagliatelle fatte a mano, gli gnocchi di Pietralunga e il pane umbro con olio extravergine”.

Accanto agli chef, spiccano figure simbolo della tradizione culinaria come Giuseppa Valenti, 87 anni, e Franca e Gloria Cestelli, madre e figlia, che custodiscono l’arte della pasta fatta in casa e la trasmettono ai giovani allievi della Scuola “G.O. Bufalini”. Durante una dimostrazione, hanno realizzato tagliatelle con farine locali e uova fresche, servite ai giornalisti della stampa estera in un pranzo di degustazione curato in collaborazione con l’International Campus Cavallotti.

Tra gli obiettivi centrali del salone, come ribadito dal Comune di Città di Castello, figura la promozione integrata del territorio, dove cultura, artigianato e gastronomia dialogano in un’unica visione di sviluppo. Il centro storico, con Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e le sue architetture rinascimentali immerse nel verde, offrirà lo scenario ideale per un evento che unisce gusto e arte, passato e futuro.

I visitatori potranno immergersi in un percorso esperienziale tra sapori, profumi e storia, con itinerari dedicati al paesaggio e alle eccellenze locali, dalle produzioni vinicole ai prodotti da forno, dalle ceramiche artistiche alle tele umbre. Un appuntamento che si conferma, anno dopo anno, tra le manifestazioni più attese del panorama enogastronomico italiano, grazie alla capacità di trasformare un prodotto della terra in una narrazione di identità e appartenenza.

In un territorio che ha saputo fare del tartufo un ambasciatore della propria cultura, la trifola bianca continua a unire generazioni di cavatori, cuochi, artigiani e artisti. A Città di Castello, la passione per il tartufo non è solo un rito gastronomico, ma un modo di vivere il legame profondo con la terra, in equilibrio fra tradizione e innovazione, memoria e futuro.

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