Umbertide cambia, un patto civico per lo sviluppo della città

Umbertide cambia, un patto civico per lo sviluppo della città

Umbertide cambia, un patto civico per lo sviluppo della città

Saranno solo tra un anno, ma le elezioni amministrative previste che porteranno al voto Umbertide nel 2023 già alimentano un confronto più o meno “pubblico”, in vista di posizionamenti, alleanze, candidature. Umbertide cambia, movimento che partecipa alla rete regionale di Civici per l’Umbria, ha messo in campo una proposta, aprendo un primo confronto con e tra le diverse forze politiche: un patto civico tra tutti coloro che non si riconoscono nel centro destra.

Che cos’è il Patto Civico: è sostanzialmente un patto per la città. Una alleanza tra forze politiche diverse che condividono uno stesso progetto e che non si riconoscono nel centro destra locale. In questi anni abbiamo tutti constatato che senza una visione condivisa del futuro, nonostante i cambi di governo cittadino, non si può davvero cambiare e non si fa il bene di Umbertide. Lo spirito deve essere quello di stare insieme tra persone con storie differenti con l’obiettivo comune dello sviluppo della città. Non ci sono perimetri, ma valori di riferimento. E soprattutto ci sono le diverse identità che devono arricchire il progetto. Ma ci dovrà essere un programma che trasforma una “grande ammucchiata” in una alleanza. Un’alleanza per l’innovazione, fondata sulla chiarezza ed un programma condiviso. In questi mesi è necessario lavorare sull’idea di città che vogliamo, sulle priorità, sulle strategie di governo.

Quali sono le condizioni fondamentali di questo Patto. Non mettiamo condizioni o pregiudiziali. Ci sono piuttosto dei presupposti: razionalità, responsabilità, lealtà, generosità. La razionalità per superare distruttivi personalismi in favore di un progetto che va oltre e guarda al bene comune. La responsabilità di sostenere una proposta di governo. Un confronto leale e costruttivo, pur nella sua complessità. E generosità da parte di una classe dirigente “storica” che deve favorire un ricambio, quindi la formazione di una nuova classe dirigente.

Dunque una alleanza elettorale, ma prima ancora politica. Le forze politiche di minoranza, Pd, M5S, Umbertide cambia, erano nel 2018 tra loro in opposizione, hanno messo in campo propri candidati Sindaci nel momento elettorale, poi sono stati capaci di sviluppare un percorso istituzionale condiviso e costruttivo, appunto sulle proposte. Già questo può essere un primo passo di una alleanza che si crea in vista di una competizione amministrativa, ma si fonda su una base anche politica. Appunto da allargare. Bisogna partire dal presupposto che le situazioni sono profondamente diverse rispetto a 10 anni fa e che occorre guardare al futuro, facendo esperienza degli errori del passato, superando inutili frammentazioni.

C’è l’esigenza di un terzo polo? Se l’obiettivo è governare la città credo sia necessario tenere insieme “poli” diversi ed indipendenti nel contesto di un’unica alleanza. Lavorare su un progetto condiviso piuttosto che contrattare sui ballottaggi. Noi ad esempio stiamo lavorando per costruire un soggetto “riformista”, ma vorremmo portare quest’area all’interno della alleanza civica.

Occorre piuttosto un candidato Sindaco autorevole e che sia il senso di un processo di innovazione, una figura in grado di tenere insieme le parti, di rappresentare  il progetto politico ed amministrativo, di guidare una comunità che vuole vivere, far crescere, valorizzare e non solo abitare Umbertide. Non sarà semplice individuare una persona che metta d’accordo tutti, ma abbiamo il dovere di ragionare, tenendo conto di due fattori: l’alleanza, se sarà, sarà con pari dignità; la scelta deve avvenire entro il prossimo settembre, per avere tempo e modo di far conoscere il nuovo progetto.

Un Sindaco Civico.  Il civismo è  l’impegno di persone che non si riconoscono negli attuali partiti ed operano appunto con senso civico, guardando all’interesse della comunità prima ancora che di una parte politica. Noi non interpretiamo un civismo chiuso nell’ambito locale, per certi aspetti asfittico, piuttosto abbiamo scelto di partecipare alla costruzione di una associazione regionale, appunto Civici per l’Umbria, rappresentata in Consiglio Regionale da Andrea Fora, che tiene insieme i territori e ragiona concretamente su temi che non possono essere affrontati all’interno delle mura cittadine: sanità, trasporti, rifiuti, sviluppo economico, istruzione e formazione, per fare degli esempi. Un civismo che tende ad unire piuttosto che a dividere. Con questo spirito e con gli obiettivi esposti vorremmo incontrare tutte le parti politiche interessate al progetto.

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